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Management e sviluppatori, il prezzo dell'incomunicabilità

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Quando un progetto software diventa eccessivamente complesso, e il management continua a chiedere nuove funzionalità senza dare agli sviluppatori il tempo necessario per i test del codice sorgente, il grafico generato evidenzierebbe una tendenza irreversibile verso il fallimento e la dismissione del progetto stesso.

A suggerire tale teoria è stato lo sviluppatore Gregory Brown con la creazione del “triste grafico della morte del software” prodotto dai bug presenti nel tracker del progetto di un cliente; questo grafico indicherebbe un allungamento potenzialmente infinito dei tempi richiesti per correggere una qualsiasi problematica, e sarebbe una lezione valida anche al di fuori del caso specifico per cui è stata concepita.

Le cause che possono portare al sopraggiungere di questa situazione sarebbero generalmente da ricercarsi nel contrasto tra il management e gli sviluppatori impegnati nell'implementazione del codice, e solo nei business software meglio finanziati, e più sostenibili, il problema citato tenderebbe a non presentarsi con frequenza e gravità.

Per Brown il “grafico della morte software” si rivelerebbe come una questione che non può essere risolta con immediatezza, come spesso accade non vi sarebbero quindi risposte semplici ad una questione così complessa da riuscire a minare la produttività anche in ambito enterprise.

Quando, al di là delle infrastrutture tecniche, le lacune nella comunicazione tra i comparti coinvolti in un progetto portano al verificarsi di uno stato di crisi, un’azienda dotata di un management disposto ad ascoltare le necessità degli sviluppatori si dovrebbe trovare nella migliore posizione per uscire dall’enpasse; si tratta però di una condizione "ideale" che non prescinde dalle reali implicazioni del fattore umano.

Via | The sad graph of software death

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