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L'Unesco rivela: il consumo energetico dei sistemi di intelligenza artificiale raddoppia ogni 100 giorni

L'Unesco segnala che la domanda energetica dell'IA raddoppia ogni 100 giorni. Scopri le strategie per ridurre il consumo e proteggere l'ambiente.
L'Unesco rivela: il consumo energetico dei sistemi di intelligenza artificiale raddoppia ogni 100 giorni
L'Unesco segnala che la domanda energetica dell'IA raddoppia ogni 100 giorni. Scopri le strategie per ridurre il consumo e proteggere l'ambiente.
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Negli ultimi anni, la rapida ascesa dell’intelligenza artificiale ha portato con sé una serie di opportunità senza precedenti, ma anche nuove e complesse sfide che spesso rimangono celate all’opinione pubblica.

Tra queste, una delle questioni più critiche riguarda il consumo energetico sempre più elevato richiesto per alimentare sistemi e piattaforme basati sull'AI. Mentre il dibattito globale si concentra sull’innovazione e sui benefici apportati dall’AI, cresce l’allarme tra gli esperti, in particolare quelli dell’Unesco, per l’impatto che questa rivoluzione tecnologica sta avendo sulla sostenibilità ambientale e sulle risorse del pianeta.

Il recente studio dell'Unesco

Secondo quanto emerso da un recente studio presentato dall’Unesco durante l’AI Global Summit, il fabbisogno energetico legato ai modelli AI è soggetto a una crescita esponenziale, con dati che destano seria preoccupazione. La ricerca rivela che il consumo energetico dei sistemi di intelligenza artificiale raddoppia ogni 100 giorni, un ritmo insostenibile per qualsiasi infrastruttura.

Questo fenomeno è alimentato principalmente dalla diffusione di piattaforme come ChatGpt e dall’integrazione sempre più capillare dell’IA in molteplici aspetti della vita quotidiana, dal lavoro all’intrattenimento, fino ai servizi pubblici e privati.

Cifre emblematiche

Le cifre fornite dallo studio sono emblematiche: una singola richiesta inviata a ChatGpt consuma in media 0,34 Wh di elettricità, un valore che può essere fino a 70 volte superiore rispetto a una normale ricerca effettuata su Google.

Considerando che le interazioni quotidiane con ChatGpt raggiungono circa un miliardo, il sistema arriva a consumare ogni anno 310 GWh, un quantitativo di energia pari al fabbisogno annuale di tre milioni di persone in Etiopia. Questi dati mostrano come la crescita dell’IA comporti una pressione risorse sempre più significativa, non solo in termini di energia elettrica ma anche di acqua e materie prime necessarie per la costruzione e il raffreddamento dei data center.

Coinvolto anche il settore automotive

Il rapporto dell’Unesco sottolinea che l’incremento della domanda energetica da parte dei sistemi AI mette a dura prova le infrastrutture di distribuzione esistenti e aggrava la competizione globale per l’accesso a minerali critici, come litio e cobalto, indispensabili per la realizzazione delle batterie e delle componenti elettroniche.

Il settore automotive, in particolare, si trova ad affrontare sfide analoghe, dovendo integrare sempre più soluzioni basate su intelligenza artificiale per la guida autonoma e i sistemi di infotainment, con un conseguente aumento del fabbisogno energetico e delle risorse.

Acune strategie risolutive

Per fronteggiare questi scenari, l’Unesco ha individuato alcune strategie pratiche volte alla riduzione dei consumi legati all’utilizzo dell’AI. Tra le raccomandazioni principali, spicca l’invito a formulare richieste più concise e mirate ai sistemi di intelligenza artificiale, riducendo la lunghezza dei prompt e privilegiando l’impiego di modelli AI specializzati piuttosto che quelli generici. Secondo le stime degli esperti, l’adozione di queste pratiche potrebbe abbattere il consumo energetico fino al 90%, rappresentando una svolta significativa nella gestione sostenibile delle risorse.

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