Visto che OpenClaw ha un corpo, ovvero il sistema in cui è installato, ora dobbiamo dotarlo di "mani", gli strumenti che può usare per lavorare. Il nostro assistente è oramai ogni giorno, tutto il giorno, nel PC (fisico o virtuale) che gli abbiamo dedicato pronto a ricevere i nostri ordini via Telegram (o altro channel che abbiamo preferito) e, al momento, ha integrata l'unica skill di fare ricerche sul web.
Ora vogliamo che sappia fare molto di più, tipo gestire un ufficio virtuale ad esempio con gli strumenti di Google come Gmail, Drive e Calendar.
Integrare servizi Google
Al di là della diffusione planetaria degli strumenti Google, questa lezione vuole essere un esempio di come si può "dialogare" con OpenClaw per fargli predisporre l'installazione di tool per interagire con servizi di terze parti in generale. Sappiamo bene che OpenClaw, nonostante sia uno strumento informatico ricco di file di opzioni e impostazioni, è particolarmente incline all'autoconfigurazione pertanto il primo approccio può essere quello di parlargli e chiedergli di predisporre ciò di cui abbiamo bisogno.
A proposito di servizi Google, possiamo collegarci a OpenClaw tramite channel e spiegargli chiaramente che abbiamo necessità di inserire nelle sue impostazioni l'abilità di interagire con i servizi di questo fondamentale provider. Al che lui:
- si mostra disponibile a guidarci passo passo non solo a svolgere l'installazione ma anche nell'utilizzo successivo. Questo approccio assistenziale è una caratteristica
molto utile e da apprezzare di OpenClaw; - ci spiega che abbiamo bisogno di una skill specifica di nome gog specializzata nell'interazione da riga di comando con i servizi di Google Workspace;
- ci avvisa che dovremo configurare le chiavi di accesso alle API dei servizi che ci interessano nella console di Google Cloud.
Passiamo all'azione con il suo prezioso supporto.
Installazione di gog
Chiedendogli se, per caso, abbiamo già disponibile gog nel sistema, OpenClaw esegue la verifica e ci dà il responso. Nel nostro sistema non c'è ma, in effetti, non è così strano che non ci sia. Pertanto, chiediamo come procedere all'integrazione di questo tool e lui ci risponde con due opzioni, in base al nostro sistema:
- installarlo dai sorgenti il che però richiede prima l'installazione del linguaggio Go;
- installarlo tramite Homebrew, metodo molto veloce a patto di avere questo package manager.
OpenClaw ci spiega che è in grado di sostenerci in ognuno dei casi. Tra l'altro, ci segnala che di pacchetti preconfigurati non ne trova e non abbiamo né Go né Homebrew.
Interessante che faccia anche valutazioni dicendo che installazioni di questo tipo occupano spazio e potrebbero comunque essere superflue qualora non avessimo più intenzione di usarle in futuro.
Noi ci dimostriamo interessati all'opzione Homebrew e lui prosegue con tutta l'installazione dicendoci che alla fine gog è installato.
Configurazione di chiavi su Google Cloud
Prima di iniziare questa fase, è di rito la massima raccomandazione di sicurezza: OpenClaw diventerà onnipotente sul nostro account Google pertanto configurarne, almeno all'inizio, uno non di vitale importanza per noi. Certo che, come si può immaginare, prima o poi, se OpenClaw entrerà nel nostro flusso di produzione quotidiano, qualche accesso "importante" dovremo darglielo ma questo tempo può attendere finché lo stiamo sperimentando e studiando.
Entriamo nella console di Google Cloud. Ricordiamoci, se ci piace l'approccio assistito, di tenerci sempre in contatto con
OpenClaw via channel avvisandolo via via di quello che stiamo facendo per essere sempre istantaneamente guidati.
Nella console di Google Cloud, non serve inserire alcuna carta di credito in quanto attiveremo API gratuite. Procediamo per prima cosa a creare un nuovo progetto Google Cloud che equivale a creare una sorta di dominio di impostazioni per ciò che desideriamo fare:

Figura 1. Creazione di un nuovo progetto in Google Cloud
E' sufficiente dargli un nome che, nel nostro caso, equivale a Assistente OpenClaw.
Dalla barra di ricerca in alto cerchiamo API e servizi e da lì, nel menù a sinistra, selezioniamo Libreria. Avremo una nuova barra di ricerca dove cercheremo, uno alla volta, Google Drive API, GMail API e Google Calendar API e, per ognuno di essi, cliccheremo il pulsante Abilita.
Ad ogni passaggio, OpenClaw ci darà istruzioni e ci aspetterà chiedendo sempre di essere avvisato al compimento dell'azione che ci ha indicato.
Ad esempio, una volta abilitate le API dovremo attivare le chiavi di accesso fino ad arrivare ad un documento JSON. Vediamo come OpenClaw ce lo spiega in un messaggio Telegram:

Figura 2. Impostazione di credenziali seguendo OpenClaw
Completamento dell'installazione e casi di errore
Una volta ottenuto il JSON potremmo caricarlo nella macchina ma OpenClaw stesso ci dice che è meglio passare il contenuto a lui. La configurazione è praticamente terminata. Continueremo
a seguire le sue indicazioni e raggiungeremo l'obiettivo senza aver impostato un singolo parametro nella configurazione.
Come comportarci in casi di errore? Capiterà che potremo sbagliare qualcosa nel dedalo di opzioni presenti in Google Cloud o che OpenClaw faccia riferimento a qualche link o opzione che non esiste più. Niente panico: la forza di OpenClaw sta non tanto nel fornire indicazioni preimpostate ma nel saper risolvere problemi in tempo reale. In caso di problemi, soprattutto con un'interfaccia grafica come la console che stiamo usando la cosa migliore consisterà nel fare uno screenshot e passarlo a OpenClaw il quale ci dirà chiaramente cosa fare.
A noi è capitato e lui ha saputo risolvere tutto.
Altra cosa interessante è stata, al termine della configurazione, la visualizzazione di un link da cliccare che faceva riferimento ad un indirizzo locale iniziante quindi con 127.0.0.1 che, come possiamo immaginare, non funzionerà nel browser del nostro computer: in quel caso, OpenClaw ci anticiperà la notizia dell'errore dicendo di copiarlo nel channel perché quello servirà a lui per completare l'autenticazione nella macchina in cui è installato. Questo dimostra come il suo approccio non sia solo una semplice "creazione guidata" ma una vera collaborazione di configurazione a quattro mani!
Verifica di funzionamento
Quando sarà finito tutto OpenClaw farà test di funzionamento da solo assicurandoci che è tutto a posto. Noi però abbiamo proceduto al nostro, creando in Drive una cartella e tre documenti. In particolare, abbiamo creato la cartella I miei appunti con all'interno un documento intitolato Appunti di Storia, un foglio di calcolo Google Esercizi di Statistica ed infine una presentazione dal titolo Interrogazione di Italiano, tutti vuoti.
Al termine, abbiamo chiesto ad OpenClaw di cercare dei documenti in Drive ed ecco la sua risposta:

Figura 3. Verifica pratica della configurazione
Beh possiamo dire davvero che tutto funziona correttamente! Siamo pronti per automazioni più avanzate.
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