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Modelli usabili in Cursor con gli Agenti

Analizziamo i modelli generativi disponibili tramite l'IDE AI di Cursor e la sua capacità di selezionare quelli più efficaci per un progetto
Analizziamo i modelli generativi disponibili tramite l'IDE AI di Cursor e la sua capacità di selezionare quelli più efficaci per un progetto
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Nella lezione precedente abbiamo imparato cosa sono gli Agenti e come possono assisterci nel processo di sviluppo del software. In questa lezione ci concentreremo su come personalizzare gli Agenti per adattarli al meglio alle nostre esigenze specifiche. Quando utilizziamo Cursor, abbiamo la possibilità di selezionare diversi modelli di intelligenza artificiale per supportare le nostre attività di sviluppo. Questi modelli variano per provider, capacità, costi e disponibilità in base al piano sottoscritto. È fondamentale comprendere le caratteristiche di ciascun modello per ottimizzare il nostro flusso di lavoro.

Come cambiare il modello di un Agente in Cursor

Quando lavoriamo in Cursor, possiamo scegliere tra diversi modelli di intelligenza artificiale da assegnare ai nostri Agent. Ogni modello ha caratteristiche particolari, con punti di forza e limiti. Possiamo gestire i modelli disponibili secondo due opzioni:

  • Auto-select: Cursor seleziona automaticamente il modello premium più adatto per il compito corrente, garantendo affidabilità e prestazioni ottimali.
  • Thinking: limita la selezione ai modelli con capacità di ragionamento avanzate, ideali per compiti complessi.

Queste impostazioni ci permettono di personalizzare l'esperienza in base ad esigenze specifiche. Per selezionare un modello bisogna cliccare sulla Chat con un Agente sul pulsantino in basso "Agent CTRL+I" e cliccare su "Model", come mostrato nelle immagini sotto riportate:

Selezionare un modello in Cursor

Cursor e selezione del modello

Una volta cliccato su "Model", verranno mostrati una lista di modelli da poter scegliere:

Lista dei modelli disponibili

Tipi di modelli disponibili

Cursor offre una varietà di modelli provenienti da diversi provider:

OpenAI

  • gpt-4o: modello multimodale di punta, capace di gestire testo, immagini e audio. Offre prestazioni elevate in termini di velocità e comprensione contestuale
  • gpt-4.1: ultima evoluzione della serie GPT-4, con miglioramenti significativi nella programmazione e nella comprensione di contesti estesi. Supporta fino a 1 milione di token di contesto.
  • gpt-4o-mini: versione più leggera e veloce di gpt-4o, ideale per compiti che richiedono rapidità con un consumo di risorse ridotto.

Anthropic

  • claude-3.5-sonnet: modello noto per la sua scrittura fluida e naturale, adatto per generare contenuti narrativi e spiegazioni dettagliate.
  • claude-3.7-sonnet: evoluzione del modello precedente con miglioramenti nella gestione del contesto e nella coerenza delle risposte.
  • claude-3.7-sonnet MAX: versione potenziata con una finestra di contesto più ampia e capacità di ragionamento avanzate, ideale per compiti complessi.

Google

  • gemini-2.5-pro-exp: modello progettato per compiti multimodali, con buone capacità di comprensione e generazione di contenuti complessi..
  • gemini-2.5-pro-exp MAX: versione avanzata con una maggiore capacità di elaborazione e una finestra di contesto estesa, adatta per analisi approfondite.​
  • gemini-2.5-flash-preview-04-17: modello sperimentale focalizzato sulla velocità di risposta, utile per prototipazione rapida e test..

Altri modelli

  • deepseek-v3: modello open-source con buone capacità di ragionamento e generazione di codice, adatto per sviluppatori che cercano alternative ai modelli principali.​
  • grok-3-mini-beta: modello disponibile gratuitamente per tutti gli utenti, supporta la modalità Agent ed è utile per compiti leggeri e sperimentazioni.
  • cursor-small: modello interno di Cursor, ottimizzato per risposte rapide e compiti semplici, ideale per utenti con piano gratuito.

Ogni modello ha specifiche caratteristiche in termini di capacità di ragionamento, velocità di risposta e supporto per funzionalità avanzate.

Accesso ai modelli in base al piano di Cursor

L'accesso ai modelli dipende dal piano Cursor sottoscritto:​

  • Piano Gratuito: accesso a modelli come cursor-small, deepseek-v3, grok-3-mini-beta e gpt-4o-mini (con un limite di 500 richieste al giorno).
  • Piano Pro: include 500 richieste rapide mensili ai modelli premium. Accesso illimitato alle richieste lente ai modelli premium.
  • Piano Business: stesse caratteristiche del piano Pro, con funzionalità aggiuntive per la gestione del team e la sicurezza.

È importante notare che, una volta esaurite le richieste rapide mensili, Cursor potrebbe ritardare le risposte o limitare l'accesso a determinati modelli durante periodi di alta richiesta. Per evitare questi inconvenienti, possiamo abilitare la tariffazione basata sull'uso dalle impostazioni, pagando per ogni richiesta aggiuntiva.

Modalità MAX

Alcuni modelli, come claude-3.7-sonnet e gemini-2.5-pro-exp, offrono una modalità MAX, che potenzia le capacità del modello:​:

  • Finestra di contesto più ampia.
  • Maggiore capacità di ragionamento.
  • Supporto per un numero maggiore di chiamate agli strumenti (fino a 200).

Quando utilizziamo un modello in modalità MAX come agente, ogni chiamata agli strumenti viene conteggiata come una richiesta separata, oltre alla richiesta iniziale.

Context Windows

Quando utilizziamo un modello linguistico all'interno di Cursor, dobbiamo tenere presente il concetto di finestra di contesto. Si tratta della quantità massima di testo e codice che il modello può considerare contemporaneamente. Questa finestra comprende sia ciò che scriviamo nel prompt (le nostre richieste), sia le risposte generate dal modello.

Ogni sessione di Chat in Cursor gestisce una finestra di contesto separata. Man mano che la conversazione avanza, e aggiungiamo ulteriori prompt, file allegati o frammenti di codice, la finestra si riempie progressivamente. Più contenuti inseriamo, maggiore sarà il carico di informazioni che il modello deve tenere in memoria per fornire risposte coerenti e utili.

Cursor, però, non si limita a caricare tutto alla cieca: ottimizza attivamente la finestra di contesto durante lo svolgimento della sessione. In pratica, rimuove in modo intelligente i contenuti meno rilevanti, cercando di conservare solo ciò che è veramente essenziale – come le parti fondamentali del codice, le istruzioni più importanti o le informazioni chiave della conversazione.

Per ottenere i migliori risultati è consigliabile adottare un approccio basato sugli obiettivi: ogni volta che iniziamo un nuovo compito o progetto, apriamo una nuova sessione di chat. In questo modo manteniamo il contesto pulito e focalizzato, evitando che il modello si perda tra messaggi e dettagli non più rilevanti. Questo ci aiuta a mantenere alta la qualità delle risposte e a lavorare in modo più ordinato ed efficiente.

I modelli a pagamento di Cursor tendono ad avere finestre di contesto più ampie rispetto a quelli gratuiti. Questo significa che possono gestire una quantità maggiore di testo o informazioni in un singolo input, il che li rende più efficaci per attività complesse che richiedono un'analisi o una memoria a lungo termine.

Conclusioni

Utilizzare al meglio i modelli disponibili in Cursor significa conoscere le loro differenze, i punti di forza e le limitazioni. Ogni provider, che si tratti di OpenAI, Anthropic, Google o altri, offre modelli pensati per esigenze diverse: dalla rapidità di risposta alla profondità di ragionamento, fino alla gestione di grandi quantità di contesto.

Dobbiamo imparare a selezionare consapevolmente il modello più adatto in base al tipo di attività che stiamo svolgendo: che si tratti di scrivere codice, generare documentazione, eseguire analisi o semplicemente ottenere risposte rapide. Inoltre, è fondamentale tenere conto del nostro piano Cursor perché determina l'accesso effettivo a questi modelli.

Gestendo le impostazioni con cura e combinando i punti di forza dei diversi modelli, possiamo davvero potenziare il nostro flusso di lavoro e sfruttare al massimo le capacità dell'IDE. In sintesi, conoscere i modelli non è un dettaglio tecnico: è una strategia per lavorare meglio.

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