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Installazione: le partizioni

La creazione delle partizioni Linux: suggerimenti e consigli. La partizione di Boot
La creazione delle partizioni Linux: suggerimenti e consigli. La partizione di Boot
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Nel paragrafo precedente vi è stato dato il consiglio di non creare al momento alcuna partizione, e subito dopo vi imbattete in un capitolo proprio dedicato alle partizioni; cambio di rotta? Assolutamente no! Quando andremo a vedere dettagliatamente l'installazione, vedremo come il sistema ci verrà incontro per la creazione delle partizioni, e non intendiamo fermarci a dare spiegazioni su quante partizioni creare, quanto grandi crearle eccetera: abbiamo preferito dedicare a questa parte del processo di installazione un capitolo a sé stante, così che il capitolo sull'installazione risulti il più lineare e scorrevole possibile.

Come già anticipato, avrete bisogno come minimo di due partizioni per installare il nuovo sistema Linux: una contenente i file del sistema stesso e delle applicazioni, l'altra per lo swapping, di dimensione massima di 128 MByte (più grande sarebbe quasi sicuramente uno spreco). Non sempre, comunque, un'installazione si esegue in solamente due partizioni: si tende spesso, invece, a creare un numero maggiore di partizioni su cui installare il sistema, per determinati motivi che in seguito vedremo.

Spessissimo si usa creare una partizione apposita per la directory contenente i file personali degli utenti: la dimensione può variare, ma come minimo 500 MByte andrebbero assegnati a tale partizione per permettere agli utenti di lavorare senza problemi di spazio. Separare in una partizione questa directoty (che risponde al nome di "/home", ma vedremo in seguito le directory principali del sistema e la loro funzione) può essere utile nel caso di una reinstallazione del sistema: se non commettiamo errori come la sovrascrittura accidentale, potremo reinstallare il sistema con le directory degli utenti già pronte e contenente quanto questi vi avessero scritto, visto che in fase di installazione il sistema non ha alcun bisogno di scrivere all'interno di tale directory.

A seconda della distribuzione, poi, possono essere create partizioni distinte per /usr, /usr/lib o /var: il vantaggio principale è, oltre ad una più comoda manutenzione, quello di snellire la partizione principale, identificata dalla directory chiamata "root directory" (quella che Windows identifica con C:) ed identificata con una slash (/); non confondete la root directory con la directory di root: la prima è "/", la seconda è invece "/root", ed hanno ovviamente significato e valenza completamente differente.

Le dimensioni per le partizioni possono variare a seconda dello spazio disponibile, sebbene sia buona norma non creare mai partizioni troppo piccole per evitare che si saturino presto, soprattutto la partizione /usr che, assieme a quella dove saranno inserite le directory degli utenti, dovrà contenere una grande mole di dati, che cresceranno per ogni programma che andrete ad installare.

Se vi accingete comunque ad installare per la prima volta un sistema Linux, potete benissimo fare a meno delle partizioni multiple: vi farebbero certo perdere del tempo ed avrebbero poca utilità, almeno per il momento! Per adesso, quindi, limitatevi a creare solamente le due partizioni principali, tenendo d'occhio quanto spazio occupano le directory più importanti del sistema mano a mano che lavorate per successive installazioni più precise.


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