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Windows 7: Microsoft aggiunge il supporto per Secure Boot

Microsoft ha deciso di aggiungere il supporto per Secure Boot a Windows 7 poco prima della fine dell'Extended Security Updates (ESU).
Microsoft ha deciso di aggiungere il supporto per Secure Boot a Windows 7 poco prima della fine dell'Extended Security Updates (ESU).
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Il programma Extended Security Updates (ESU) a pagamento per Windows 7 si conclude oggi, il 10 gennaio 2023, con il rilascio delle ultime patch per quello che è stato uno dei sistemi operativi più longevi e amati di sempre. Nonostante ciò, Microsoft ha aggiunto il supporto per Secure Boot al suo OS appena poco prima di abbandonare definitivamente la piattaforma.

Windows 7: implementato il supporto per Secure Boot

Curiosamente, infatti, Microsoft ha rilasciato la patch KB5017361 (settembre 2022) che di fatto va a introdurre Secure Boot in Windows 7. Il rilascio della patch è quindi avvenuto già da qualche tempo, ma se ne parla solo oggi perché i tecnici di Microsoft non avevano fatto alcun riferimento alla novità in precedenza.

L'implementazione pare però essere avvenuta in modo parziale, in quanto utilizzando alcuni driver grafici più vecchi Windows 7 non si avvia e la procedura di boot va in blocco in maniera prematura.

Per chi non lo sapesse oppure non lo ricordasse, Windows 7 non ha mai supportato Secure Boot, una funzione parte integrante delle specifiche dei BIOS UEFI che si occupa di proteggere l'avvio del sistema impedendo il caricamento di tutti quei componenti software che non dispongono di una firma digitale approvata da Microsoft.

Inizialmente Secure Boot ha dato non pochi problemi a chi esegue un sistema Linux, ma con il tempo il colosso di Redmond ha iniziato a firmare i bootloader di primo grado utilizzati per l'avvio di molte distribuzioni. In tempi più recenti, poi, software di terze parti come Rufus sono a loro volta diventati compatibili con Secure Boot.

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