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Ubuntu 21.10 raggiungerà a breve il termine del suo ciclo vitale a giugno

Ubuntu 21.10 "Impish Indri" ha quasi raggiunto il termine del suo ciclo vitale. Entro il 14 giugno terminerà infatti il supporto ufficiale di Canonical.
Ubuntu 21.10 "Impish Indri" ha quasi raggiunto il termine del suo ciclo vitale. Entro il 14 giugno terminerà infatti il supporto ufficiale di Canonical.
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Il team di coder Canonical ha annunciato che Ubuntu 21.10 "Impish Indri", ovvero la release della distribuzione rilasciata lo scorso ottobre, raggiungerà il termine del suo ciclo vitale il prossimo 14 giugno. Le versioni standard di Ubuntu godono infatti di soli nove mesi di supporto ed aggiornamenti. Gli utenti che ancora non sono migrati ad Ubuntu 22.04 LTS (Long Term Support), ovvero la release più recente del sistema operativo, sono dunque caldamente invitati ad eseguire la transizione entro tale data in modo tale da evitare disagi di vario genere.

Dunque a partire dalla metà del mese prossimo Canonical non distribuirà più aggiornamenti, patch e security update per Ubuntu 21.10 "Impish Indri". A lungo andare quindi diventerà sempre più rischioso e complicato per l'utente continuare ad utilizzare tale build della distribuzione.

Infatti con la dismissione completa dei repository software non solo non sarà più possibile accedere alle più recenti release dei programmi ma APT (Advanced Packaging Tool), il package manager di riferimento della distribuzione, sarà del tutto impossibilitato anche ad installare nuovi software, a meno che non si disponga del pacchetto precompilato in locale con le relative dipendenze.

Oltretutto con l'assenza di nuovi aggiornamenti di sicurezza l'utente si esporrà sempre di più a possibili aggressioni informatiche. Questo perché le nuove falle di sicurezza scoperte nei vari software integranti in Ubuntu 21.10 "Impish Indri" non potranno più essere sistemate da un relativo security update.

Tale versione della distribuzione diventerà quindi il target preferito dagli utenti malintenzionati, che potranno anche eseguire exploit, sfruttando appunto le falle note non risolte, per penetrare nel sistema ed operare dei furti di dati riservati oppure installare dei programmi malevoli per avviare operazioni di cryptojacking, ovvero "minare" criptovalute all'insaputa dell'utente, o per crittografare i file e chiedere un riscatto in denaro con un ransomware.

È possibile eseguire l'upgrade ad Ubuntu 22.04 LTS utilizzando il comodo tool del sistema chiamato "Software ed Aggiornamenti". In alternativa gli utenti possono affidarsi direttamente ad APT tramite dei comodi comandi da shell:

sudo apt update
sudo apt upgrade
sudo apt dist-upgrade

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