L'aggiornamento di giugno dell'Indice TIOBE, termometro mensile della popolarità di quasi cento linguaggi di programmazione, registra un piccolo terremoto: SQL, reinserito nel ranking nel corso del 2018, esce per la prima volta dalla top 10 e scivola al dodicesimo posto. Dodici mesi fa occupava l'ottava posizione, oggi invece perde quattro gradini stabilendo il risultato peggiore di sempre. Quali sono le ragioni di questo crollo?
Perché SQL perde terreno in favore di soluzioni NoSQL
La retrocessione registrata dall'Indice è molto probabilmente l'effetto di un cambio di paradigma alimentato dalle applicazioni di intelligenza artificiale e machine learning che producono enormi quantità di dati non strutturati. In questo contesto i database NoSQL, pensati per gestire schemi flessibili e scalabilità orizzontale, rappresentano una seria minaccia all'approccio statico offerto da SQL.
Come termine di paragone potremmo fare riferimento all'ascesa dei linguaggi dinamici, tra cui ad esempio Python, rispetto ai "tradizionali" C++ e Java.
Il mercato starebbe poi seguendo la medesima tendenza. A febbraio IBM aveva annunciato l'acquisizione di DataStax, specialista in soluzioni NoSQL, per accelerare l'adozione di tecnologie AI su larga scala. Nel frattempo quasi tutti i fornitori di database hanno introdotto estensioni NoSQL o modalità ibride. Segno che il confine tra i due approcci, SQL e NoSQL, si starebbe facendo sempre più impercettibile.
Python continua a crescere
In cima alla classifica di TIOBE resta saldamente Python con un rating del 25,87%, in crescita di oltre dieci punti anno su anno. Alle sue spalle si piazzano C++, C, Java e C#. Soltanto quest'ultimo registra una lieve flessione, mentre tutti gli altri rimangono sotto l'11%. Il tonfo più marcato è quello di Assembly, precipitato dal tredicesimo al diciannovesimo posto.
Fra gli spostamenti degni di nota, Rust scende di una posizione attestandosi al diciottesimo posto, mentre Ada e R registrano dei balzi notevoli entrando rispettivamente in undicesima e quattordicesima posizione. Da outsider, e a sorpresa, Perl risale dal ventisettesimo al tredicesimo gradino dell'indice.
I linguaggi "classici" continuano poi a resistere. Fortran conserva infatti la decima piazza e Cobol la ventesima, questo perché nel software la longevità spesso non è un'eccezione ma una regola non scritta.
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