Nessun risultato. Prova con un altro termine.
Guide
Notizie
Software
Tutorial

Software proprietario su Linux: essere o non essere

Link copiato negli appunti

Un interessante articolo su TechRepublic torna sul dilemma circa l´esistenza di software proprietario sui sistemi operativi del pinguino, questione da sempre spinosa per i puristi del software libero, posta da questi nei semplici termini open vs. closed source.

Se per l´utente informatico casuale il problema sta unicamente nel costo di un software, a molti di noi sta a cuore anche la possibilità di poter disporre del codice sorgente, sia per motivazioni di sicurezza (da sempre, un software open è in linea di massima più sicuro e "trasparente" di un software closed) che di possibilità di svincolarsi, per la comunità, dai cambiamenti di licenza o di "umore" degli iniziali sviluppatori o della proprietà del progetto (si pensi al recentemente più che nominato LibreOffice o ad SSH).

Tuttavia gli estremismi non fanno mai bene alle parti e TechRepublic pone dei seri interrogativi sulla questione: è preferibile utilizzare software facilmente installabile e configurabile (sì, inutile nasconderlo, talvolta chi guadagna sul software, a vario titolo, spende il suo tempo anziché il nostro) oppure un software del quale possiamo scaricare liberamente anche i sorgenti, posta la egual qualità di entrambi? Oppure ancora, come fa notare l´autore dell´articolo, è preferibile utilizzare driver nVidia closed o gli omologhi (ma per nulla equivalenti) open source?

Sempre secondo TechRepublic, tali estremismi possono portare alcune software house ad allontanarsi dall´ecosistema Linux, relegando questo "nel passato": siete d´accordo? Qual è il giusto compromesso?

Ti consigliamo anche