Il nome Telstra, probabilmente, non dirà nulla a chi non ha familiarità con le aziende australiane delle telecomunicazioni. Si tratta della più grande compagnia telefonica di quel paese, e a quanto sembra si è trovata a violare, più o meno scientemente, la GNU General Public License. In realtà, i soggetti in gioco in questa vicenda sono molteplici.
Stando a quanto riportato da Slashdot, sul sito di Telstra non c´è alcun riferimento ai sorgenti dei software utilizzati nei prodotti T-Hub, T-Box e T-Touch Tab, né alle loro licenze.
Dal momento che si tratta, in tutti e tre i casi, di prodotti "rebranded", creati da aziende quali Sagem, Netgem e Huawei, anche queste tre aziende sono partecipi del mancato rispetto degli obblighi.
La verità è che purtroppo, nonostante l´importante attività di progetti quali GPL-violations, continuerà a valere la seguente considerazione di Angus Gratton, lo sviluppatore che ha notato per primo la situazione:
I sorgenti aperti (sembrano essere) un "liberi tutti" che possono essere sfruttati senza dare in cambio anche quel poco che serve legalmente per rispettare i vari termini di licenza.
Telstra si è affrettata a scusarsi, e ha cominciato ad indicare i termini di licenza all´interno dei menu del software di controllo di alcuni dei prodotti incriminati.
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