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La FSF lancia il programma "Respect Your Freedom" per l´hardware libero

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La Free Software Foundation ha annunciato un´iniziativa di sostegno alla diffusione dell´hardware per cui siano disponibili moduli di gestione liberi, denominata "Respect Your Freedom".

Secondo la visione della Free Software Foundation l´aggettivo libero, nel caso dell´hardware, sta ad indicare non soltanto la disponibilità di moduli per la loro gestione secondo termini di licenza diversi da quelli proprietari, ma anche l´assenza di restrizioni nel suo utilizzo in casi in cui i contenuti che esso gestisce non siano stati preventivamente autorizzati: in altri termini, se è presente un sistema DRM, quell´hardware non è totalmente libero.

Il programma della FSF si occuperà di intraprendere tutte le iniziative del caso perché l´esistenza di hardware libero possa essere portata a conoscenza degli utenti finali; sono state anche messe a punto delle linee guida che aiuteranno il pubblico a distinguere l´hardware libero da quello che non lo è.

Come si legge nella notizia pubblicata sul sito della fondazione, il principio generale per riconoscere dell´hardware libero è il seguente:

[omissis] l´hardware deve eseguire software libero su ciascun livello che sia aggiornabile dall´utente, deve permettere all´utente di modificare quel software, deve supportare formati liberi, dev´essere utilizzabile completamente con tool liberi, e altro ancora.

Nella notizia viene anche evidenziato un dato di fatto confortante: allo stato attuale, non ci sono motivi per creare hardware che non sia in grado di ricadere nelle linee guida della FSF. Per dirla con Brett Smith, FSF license compliance engineer:

Adesso sono disponibili tutte le componenti software necessarie a produrre hardware che possa essere approvato (dalla FSF, N.d.T.). Ci sono diverse distribuzioni di GNU/Linux che includono soltanto software libero, e che funzionano del tutto sull´hardware per cui sono destinate. C´è il kernel LinuxLibre che non include microcodice non libero. E ci sono piattaforme mobili aggiornatissime come Android e MeeGo che si basano su software libero. Nel passato noi (la FSF, N.d.T.) abbiamo parlato con produttori interessati a creare hardware gestibili anche solo con software libero (traduzione molto libera dell´originale "free software-friendly", N.d.T.), ma avevano timore per l´impatto con il pubblico. Con il nostro marchio d´appoggio e i criteri precisi che lo regolano progettiamo di colmare quel divario, e di dimostrare ai produttori che creare hardware che rispetti la libertà della gente, piuttosto che hardware che la limiti, porta a grandi guadagni.

Una bozza preliminare dei criteri per l´approvazione è disponibile a questo indirizzo. La FSF accetta il contributo degli utenti (anche il vostro) per migliorare ulteriormente quanto elaborato fino ad ora.

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