La resilienza nel settore dell’e-commerce si conferma un tema centrale, con Ebay ed Etsy che dimostrano una notevole capacità di adattamento ai dazi di Trump. Grazie a un modello di business basato su sourcing locale, prodotti artigianali e di second-hand, entrambe le piattaforme hanno registrato un impatto limitato rispetto a concorrenti come Shein, Temu e Amazon, costretti ad aumentare i prezzi per far fronte alle politiche protezionistiche.
I dati di Ebay ed Etsy
Durante la presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre 2025, Ebay ha sottolineato come solo il 5% del valore lordo della merce (GMV) derivi da transazioni tra Cina e Stati Uniti. L’intero mercato cinese rappresenta meno del 10% del GMV totale, come evidenziato dal CEO Jamie Iannone. Questa esposizione limitata ha permesso all’azienda di affrontare le tensioni commerciali con relativa serenità, sfruttando la crescente domanda di prodotti usati e ricondizionati, che costituiscono oltre il 40% dell’inventario della piattaforma.
Ancora più protetta appare Etsy, che ha registrato solo l’1% delle vendite lorde provenienti da importazioni statunitensi. Secondo il CFO Lanny Baker, la forza della piattaforma risiede nei suoi venditori, per il 90% imprenditori individuali che si approvvigionano localmente. Tuttavia, Etsy non è immune alle sfide economiche generali: il numero di acquirenti attivi è calato del 3,4%, scendendo a 88,5 milioni, mentre gli acquirenti abituali sono diminuiti dell’11%, attestandosi a 6,2 milioni. Anche le vendite lorde hanno subito una contrazione dell’8,9%, raggiungendo i 2,3 miliardi di dollari.
Segnali positivi
Un segnale positivo per Etsy arriva però da Depop, la piattaforma di moda second-hand acquisita nel 2021, che ha registrato vendite record nonostante il clima economico sfavorevole. Il CEO Josh Silverman ha dichiarato che Etsy ha una forte esperienza nella gestione di condizioni macroeconomiche turbolente e siamo fiduciosi nella nostra capacità di adattarci.
Nel frattempo, Ebay ha mostrato una maggiore solidità finanziaria, beneficiando dell’aumento della spesa da parte di consumatori preoccupati per le complicazioni doganali. Questo ha contribuito a una crescita del GMV a 18,8 miliardi di dollari e a un incremento dell’1% dei ricavi, per un totale di 2,58 miliardi di dollari. Secondo il CFO Steve Priest, la piattaforma continua a capitalizzare sull’interesse dei consumatori verso il mercato vintage, trasformando le politiche protezionistiche in un’opportunità di differenziazione competitiva.
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