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Ubuntu 10.10: cosa ci aspetta

Un installer sempre più semplice da usare, gnome 2.23, un software center ritoccato e un pacco di novità grafiche. Ecco Ubuntu 10.10
Un installer sempre più semplice da usare, gnome 2.23, un software center ritoccato e un pacco di novità grafiche. Ecco Ubuntu 10.10
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I laboratori Canonical sono in fermento negli ultimi giorni. Il tempo scorre, e la data prevista per il rilascio della nuova versione di Ubuntu si avvicina: domenica 10 Ottobre, infatti, verrà alla luce Maverick Meerkat 10.10, rilascio numero 13 per la distribuzione GNU/Linux di origini sudafricane. Nei giorni scorsi gli sviluppatori hanno fornito agli utenti un assaggio di quella che sarà l'edizione definitiva, rilasciando la prima Release Candidate del sistema operativo. In questo articolo esploreremo quanto messo a disposizione dal team Canonical, e analizzeremo le principali novità in arrivo.

Un installer ancora più semplice

Uno dei punti cardine dello sviluppo di Ubuntu è la semplificazione della gestione del sistema, a partire dalle fasi iniziali. La procedura di installazione della distribuzione ha avuto sempre un ruolo importante in tal senso, ed in Maverick Meerkat non mancano le novità. L'installer ha subito nuovi ritocchi a livello grafico, risultando maggiormente intuitivo per gli utenti meno esperti.

Figura 1: L'installer di Ubuntu
(clic per ingrandire)

Avviando l'immagine ISO di Ubuntu 10.10 è possibile, come generalmente accade anche con le precedenti edizioni, testare in modalità Live il sistema operativo oppure procedere direttamente all'installazione. Scegliendo la prima opzione, si ha l'opportunità di toccare con mano sin da subito le novità introdotte nei 6 mesi di sviluppo: un breve utilizzo della modalità Live ha evidenziato la necessità di ulteriore lavoro da parte del team Canonical, a causa dei numerosi crash che coinvolgono strumenti importanti come il pannello di GNOME, il gestore dei file Nautilus, ed altri componenti marginali.

Figura 1: L'installer di Ubuntu
(clic per ingrandire)

Anche l'installazione, in realtà, ha creato alcuni problemi, risultando in alcune fasi piuttosto lenta, nonostante l'avvio da una pendrive USB su un computer dotato di hardware in grado di rispondere in maniera più che sufficiente ai requisiti minimi richiesti da Canonical. Sul lato grafico, però, c'è da evidenziare un ottimo lavoro da parte del gruppo che cura tale aspetto: in pochi click, e configurando un numero di parametri davvero esiguo, è possibile passare subito alla copia dei file necessari al sistema operativo sul proprio hard disk. Utile, inoltre, la possibilità di aggiornare il sistema durante l'installazione, così come quella di ottenere subito i pacchetti necessari alla riproduzione di file multimediali in formato MP3.

Gnome 2.32, in attesa della 3.0

Le prime voci riguardanti Ubuntu 10.10 parlavano dell'integrazione dell'ambiente desktop GNOME 3.0: i ritardi occorsi a tale versione hanno spinto verso l'inserimento dell'edizione 2.32, che secondo i programmi della comunità GNOME dovrebbe rappresentare l'ultima prima della 3.0. Per vedere quest'ultima in Ubuntu, dunque, sarà necessario attendere almeno fino al mese di Aprile 2011, durante il quale verrà rilasciata Ubuntu 11.04.

I cambiamenti introdotti grazie GNOME 2.32 non sono moltissimi, e tra questi spiccano quelli relativi ed Empathy, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei contatti e delle conversazioni, l'integrazione tra Evince e Orca per migliorare l'accessibilità nella gestione dei documenti PDF, alcuni miglioramenti nella fase di spostamento di file e cartelle in Nautilus, ed altre piccole innovazioni che riguardano un pò tutto il comparto dei software predefiniti di GNOME.

Le altre novità grafiche

Gli sviluppatori, d'altro canto, hanno dato il loro meglio per rendere il look di Ubuntu sempre più attraente. La classica introduzione di nuovi sfondi è presente anche in Maverick Meerkat, e per quanto rappresenti un aspetto marginale nell'ecosistema di una distribuzione, il primo impatto con gli utenti non è stato molto felice. Ma si tratta comunque di un piccolo dettaglio che ognuno può correggere come meglio ritiene opportuno, installando ulteriori sfondi.

Diametralmente opposti, invece, i pareri riguardanti un'altra novità grafica: Canonical ha deciso di realizzare un nuovo font per la scrittura, denominato, in barba all'originalità, Ubuntu. Disponibile sin dalla prima installazione, è possibile impostarlo come carattere di default per applicazioni, testi, bordi delle finestre e quant'altro accedendo al menù Sistema, scegliendo la voce Preferenze, e aprendo lo strumento Aspetto, all'interno del quale compare la scheda "Tipi di Caratteri".

I lavori di ristrutturazione hanno coinvolto anche l'area delle notifiche di GNOME: tramite l'icona per la gestione del volume, ad esempio, da ora è possibile anche controllare la riproduzione dei file musicali in Rhythmbox; tra le altre icone, poi, fa ancora capolino quella relativa al MeMenu, l'applet sviluppata da Canonical per utilizzare il proprio account su numerosi social network direttamente dal desktop.

Figura 2: la nuova area delle notifiche

Comparto software sempre fresco

All'appello delle novità non poteva mancare l'aggiornamento dell'intero comparto software di Ubuntu. Da un lato, come da tradizione, i principali applicativi sono stati portati alle loro ultime versioni, come ad esempio OpenOffice.org 3.2, una delle prime edizioni in cui compare il logo di Oracle, recente acquirente di Sun; Firefox 3.6.9, che presenta come fiore all'occhiello l'introduzione di Personas per gestire i temi, performance migliorate nella gestione di JavaScript, il supporto ad HTML 5 e alcune innovazioni nella gestione dei plugin; Thunderbird 3.1, che offre una nuova barra per filtrare rapidamente i messaggi, un'interfaccia grafica rivista, un assistente per la migrazione da e verso altre applicazioni per la posta elettronica e un gestore dei download per gli allegati.

Figura 3: i nuovi software di Ubuntu 10.10

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Dall'altro, invece, fanno la loro comparsa alcune nuove applicazioni, che vanno ad incastrarsi nel mosaico dei software predefiniti di Ubuntu: tra questi, spicca Shotwell, che sostituisce F-Spot nella gestione delle immagini. Il vantaggio principale di Shotwell è l'assenza di Mono nelle sue fondamenta, garantendo dunque l'utilizzo esclusivo di prodotti Open Source e legati saldamente al mondo del free software.

Software Center e Ubuntu One Music

Ubuntu Software Center rappresenta ancora una volta il canale principale tramite il quale è possibile ottenere nuovi paccheti da installare. In questa versione della distribuzione sudafricana tale strumento compie ulteriori passi in avanti, ottimizzando l'integrazione con repository di terze parti, offrendo una migliore suddivisione in categorie dei software presenti negli archivi, e permettendo l'installazione di componenti aggiuntivi per diverse applicazioni, come ad esempio Firefox o Banshee.

Figura 4: Il nuovo software center

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Per aiutare gli utenti alle prime armi, inoltre, una volta installato un software verrà mostrato un piccolo riquadro contenente alcune informazioni utili a rintracciarlo all'interno del menù di GNOME. Tramite la voce Cronologia, invece, è possibile avere una cronistoria dei pacchetti installati e rimossi nel corso del tempo: l'utilità di questa funzione è riscontrabile nel caso in cui ci si imbatta in problemi di dipendenze, si cerchi un'applicazione disinstallata della quale non si ricorda il nome, o si voglia rintracciare la causa di un conflitto comparso a seguito dell'installazione di uno o più pacchetti.

Acquistando brani musicali tramite l'Ubuntu One Music Store, inoltre, è possibile usufruire dell'applicazione ideata da Canonical per ambienti Android, in grado di riprodurre in streaming tali contenuti.

Le novità "sotto il cofano"

Se quelle citate finora rappresentano le novità maggiormente visibili agli utenti, il lavoro del team di sviluppo coinvolge anche meccanismi sottostanti, che permettono di utilizzare al meglio la distribuzione sul proprio computer. Il supporto hardware, infatti, rappresenta un aspetto fondamentale di Ubuntu, ed in questo caso le novità interessano principalmente il mondo dei dispositivi touchscreen: importanti innovazioni giungono infatti da questo settore, grazie all'intregrazione del supporto alle gesture e alla tecnologia multitouch.

uTouch 1.0 rappresenta il principale artefice della possibilità di utilizzare le proprie dita per compiere numerose operazioni con il proprio dispositivo touchscreen, ed include anche una serie di API utili ai programmatori per integrare tali funzionalità nei propri software. La chiave di lettura in questo senso va ricercata nell'intenzione di Canonical di espandere in maniera decisa Ubuntu nel settore tablet, in forte ascesa negli ultimi tempi. Il mercato offre una vasta gamma di dispositivi touchscreen nei quali Ubuntu può tuffarsi, e gli addetti ai lavori sono alla finestra, pronti a cogliere la migliore occasione possibile.

Un importante contributo per il multitouch, ma non solo, proviene dal Kernel Linux: la versione disponibile in Ubuntu 10.10 è la 2.6.35, che presenta tra le altre novità la correzione di alcuni bug inerenti AppArmor, il supporto all'architettura Sandybridge di Intel, e l'inserimento di alcune patch per la sicurezza.

Netbook Edition

Completa il quadro delle novità di Ubuntu Maverick Meerkat l'edizione per netbook. Per quanto riguarda la prima, l'aspetto più importante riguarda l'introduzione dell'interfaccia grafica Unity, grazie alla quale è possibile ottimizzare lo spazio a disposizione sui piccoli schermi dei netbook, senza però perdere in termini di usabilità. Le operazioni possibili tramite questa interfaccia sono tutte quelle già note agli utenti della versione desktop. Maggiori dettagli su Unity sono disponibili sul blog di Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical.

Download e conclusioni

La pagina di download sul sito di Ubuntu è già allestita da qualche tempo: attualmente i link proposti fanno riferimento alla Release Candidate, mentre una volta rilasciata la versione finale punteranno a quest'ultima. Il lavoro svolto finora dagli sviluppatori, in definitiva, conferma ancora una volta la bontà del progetto Ubuntu. Canonical è sempre attenta a cogliere le più importanti novità del momento, e a introdurle nella propria distribuzione per renderla sempre più innovativa. Come già evidenziato, alcuni aspetti necessitano di qualche ritocco, soprattutto in ottica stabilità, ma nel complesso il sistema operativo risulta già sufficientemente affidabile e sicuro.


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