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Trasferire un dominio di server

Trucchi e consigli per un passaggio indolore
Trucchi e consigli per un passaggio indolore
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Un server, al contrario di un diamante, non è per sempre. Non è raro, nella fase di manutenzione di un sito, scontrarsi con la necessità di trasferire un sito ed il suo dominio da un server ad un altro.

L'operazione, di per sé, è relativamente banale considerando che si completa agevolmente con qualche decina di click del mouse, salvo le solite complicazioni del caso che il buon Murphy da sempre include nelle sue leggi.

Chi ha avuto modo di cimentarsi direttamente o indirettamente con un'attività SEO di posizionamento è però consapevole del ruolo che la raggiungibilità di un sito gioca per il mantenimento delle posizioni conseguite nei risultati delle ricerche.

Nel caso di un cambio di server è quindi fondamentale procedere nel modo corretto per limitare al minimo, o escludere, problemi di connettività al sito derivanti dal trasloco. Vediamo allora come procedere passo passo per ottenere il miglior risultato senza incidere sui posizionamenti.

Composizione di un sito

Prima di procedere ritengo utile ripassare la struttura tipica di un sito web.

Ogni sito si compone di almeno due componenti:

  1. Uno spazio fisico su un server (chiamato di solito hosting o housing) dove sono salvati i file del sito, raggiungibili dall'esterno pubblicamente.
    Ogni server connesso ad una rete dispone di un particolare indirizzo chiamato IP, una sequenza di numeri del tipo 194.194.62.166, che identifica univocamente quel computer.
  2. Un nome a dominio, ovvero un indirizzo letterale, che punta all'IP del computer consentendo di raggiungere il dominio semplicemente digitandone il nome, ad esempio www.html.it, invece che il suo corrispondente IP.
    Ogni indirizzo punta ad uno o più IP attraverso un sistema chiamato DNS.

È impossibile riassumere in poche righe la composizione di un sito, ma queste informazioni potrebbero già rappresentare un ripasso sufficiente per affrontare il resto dell'articolo.

Pronti per il trasferimento?

Sì? Sicuri? Allora procediamo.

In questo caso la nostra necessità è quella di spostare il nostro dominio, ad esempio www.html.it, da uno spazio su un server ad un altro.
Il sito resterà quindi raggiungibile, a trasferimento effettuato, sempre e comunque dall'indirizzo www.html.it.

Backup

Credo sia scontato ricordarlo, ma da esperienze passate credo che la prudenza non sia mai troppa e ribadire un concetto fondamentale non è mai superfluo: create sempre un backup completo prima di procedere.

Se avete a disposizione dei tool offerti dal vostro piano di hosting non esitate ad usarli, probabilmente vi agevoleranno il ripristino dell'intero sito in caso di problemi.

Creare la struttura del nuovo server

Il primo passo verso il trasloco è predisporre l'ambiente sul nuovo server.
Abbiate cura di copiare ogni cartella dal vecchio spazio web al nuovo, nell'esatta posizione in cui si trovata clonando la struttura di partenza in quella di destinazione.

Spostate tutti i file, database, configurazioni email se presenti e verificate che tutto funzioni al meglio.
Testate gli script dinamici se presenti nel sito, controllate che i percorsi dei file di inclusione usati nei linguaggi lato server siano coerenti alla nuova struttura.
Eseguite un ripasso mentale e, se possibile, navigate il sito in anteprima sul nuovo server, ad esempio accedendo attraverso il singolo IP invece che il nome a dominio.

Cambiare DNS

Siamo pronti per il passo più delicato e lungo di tutto il processo, ovvero il cambio dei DNS.
Un DNS non è altro che un sistema che consente di puntare il nome a dominio ad uno specifico IP di un computer.

Cambiare un DNS, in questo caso, significa aggiornare l'indirizzo IP associato al nome a dominio ed attendere che la modifica abbia effetto.

A questo punto è fondamentale aver duplicato la struttura del vecchio sito su quello nuovo. Il cambio di un DNS, come vedremo nel punto successivo, non è una modifica immediata.

Per il successo dell'operazione è necessario attendere la propagazione dei DNS. In quest'arco di tempo è possibile che alcuni utenti siano indirizzati al vecchio sito, altri al nuovo. Avendo duplicato la struttura entrambi saranno raggiungibili ed il motore di ricerca non si scontrerà con alcun offline.

Attendere propagazione dei DNS

Come anticipato nel punto precedente, la propagazione di un DNS non è una modifica immediata. Prima che tutti i client, motori di ricerca e non, si accorgano che www.html.it punta al nuovo indirizzo è necessario attendere che le modifiche si espandano a tutti i nodi che funzionano da enorme rubrica degli indirizzi IP.

Per comprendere meglio il concetto, immaginiamo il percorso che io utente devo seguire per arrivare a vedere www.html.it. Quando io digito sul browser l'indirizzo, il mio computer verifica se in cache è disponibile l'IP corrispondente e nel caso tenta di contattare l'host per chiedergli le risorse richieste.

Se l'indirizzo non è presente o la cache è scaduta, il mio computer contatta il mio provider con il quale mi connetto ad internet, che esegue la stessa cosa. Al fondo della catena c'è quindi un lungo percorso di cache, di indirizzi memorizzati per velocizzare il processo di risposta alle richieste di risoluzione di un indirizzo (questo è il termine tecnico).

Maggiore è la cache applicata da ciascun nodo che attraverso per arrivare al sito finale, maggiore è il tempo necessario perché il mio computer si accorga delle modifiche ad un DNS. Ecco perché io potrei connettermi a www.html.it e vederlo già sul nuovo indirizzo mentre il mio vicino di casa, che si connette con un provider diverso dal mio, non riuscire a scollarsi dal vecchio.

Come i provider, anche i motori di ricerca hanno una cache, normalmente più bassa proprio per evitare di analizzare contenuti obsoleti. Questo significa che se Googlebot è passato alle 14.30 sul mio sito che ho trasferito alle 14.32, ipotizzando che Google abbia una cache di 4 ore è possibile che prima delle 18.30 Google non si accorga dello spostamento e continui ad interrogare il vecchio server.

In questo step è fondamentale il TTL, ovvero il Time To Live. Il TTL è un valore restituito dal server che gestisce i DNS del mio dominio che comunica il tempo di aggiornamento consigliato per ogni DNS. Un TTL di 2 ore significa quindi invitare a non preoccuparsi di riaggiornare la cache dei DNS prima di quel periodo di tempo. Abbassare il TTL può quindi essere un'azione utile per accelerare la propagazione di un DNS.

Il tempo per un cambio DNS è anche notevolmente influenzato dal tipo di nome a dominio. I domini .it sono normalmente estremamente lenti, se paragonati ai minuti necessari ad aggiornare un dominio .com.

Controllare cambio DNS

Controllate periodicamente che i DNS siano stati completamente aggiornati.
Ovviamente non avrete mai la certezza che questo sia avvenuto completamente, ma è ragionevole presupporre che dopo 24/48 ore i DNS siano propagati.

Analizzare le statistiche di accesso al sito può essere un metodo efficace.
Se i dati di accesso coincidono grossomodo a quelli precedenti, allora tutti i client si connettono al nuovo server.

È anche possibile risolvere un indirizzo internet attraverso il comando ping.
Se siete su windows accedete al prompt di DOS attraverso START > ESEGUI > cmd . All'interno digitate ping www.html.it e verificate la risposta.
La prima riga riporta l'indirizzo IP del sito.

Per quanto riguarda i motori di ricerca affidatevi alla loro cache per sincerarvi che il sito analizzato sia quello sul nuovo server.

Rimuovere vecchio sito

Ok, il trasferimento è avvenuto con successo.
Ora potete finalmente rimuovere il sito dal vecchio server e chiudere lo spazio web. Il trasloco è avvenuto con successo e non avete in alcun modo influenzato il ranking.

Miti e leggende

Accompagna il trasferimento server un alone di miti e leggende. È opinione comune che il cambio di IP comporti problemi con il posizionamento. Questo è assolutamente falso, ammesso che non sia stato promosso l'indirizzo IP al posto di un rispettivo nome a dominio.
Oltre a trattarsi di un'idea malsana nella maggior parte dei casi, è una ipotesi estremamente remota.

Altra opinione meno diffusa è che il cambio di server sia mal digerito dai motori di ricerca. È un po' come affermare che il postino sia infastidito se voi cambiate appartamento. A parte il tempo necessario per conoscere il vostro nuovo indirizzo di casa, un postino intelligente è poco coinvolto in questa vostra scelta. Non abbiate quindi timore, se necessario, a valutare un cambio di server.


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