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Tecniche per adattare contenuti in ambito mobile

Adattare i contenuti ai dispositivi e saper prevedere e soddisfare le esigenze degli utenti
Adattare i contenuti ai dispositivi e saper prevedere e soddisfare le esigenze degli utenti
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A causa dell'esistenza di uno svariato numero di device mobili con i quali gli utenti possono navigare sul mobile web, può risultare davvero difficile fornire un'esperienza di navigazione accettabile per tutti. Ad esempio diversi dispositivi supportano diverse caratteristiche di mark up, diversi tipi di immagini, differenti colori, ecc. e tutti questi dettagli devono essere tenuti in conto per massimizzare l'esperienza di interazione.

Il processo che porta a modificare il contenuto e la sua presentazione per massimizzare l'esperienza dell'utente viene normalmente definito come adattamento del contenuto.

I Device Independence Principles del W3C suggeriscono, appunto, come i contenuti e le applicazioni web possano essere creati, generati o adattati per una migliore esperienza degli utenti quando distribuiti attraverso differenti meccanismi d'accesso al web.

Esistono diversi modelli d'implementazione per l'adattamento del contenuto. Da un lato, l'adattamento può essere piuttosto semplice e consistere nel determinare a priori il tipo di device, e in base a quello inviare un set predefinito di contenuti precedentemente adattati proprio per quel device. Dall'altro, l'adattamento può essere dinamico, al momento della richiesta stabilendo in tempo reale a quali caratteristiche del device adattare il contenuto da inviare (come ad esempio la presenza temporanea di una tastiera completa).

In realtà le tecniche di adattamento, non solo ai diversi tipi di device, possono essere anche molto più sofisticate di quanto proposto dal documento del W3C.

L'adattività, nell'ambito delle scienze dell'informazione, viene in generale definita come l'adeguamento automatico di un servizio o applicazione in base ad una serie di attributi esterni, che possono essere le caratteristiche dell'utente, del contesto, del dispositivo.

Grazie alla creazione di un modello per ognuno di questi elementi è possibile intervenire sui contenuti informativi, la modalità di presentazione e la struttura degli oggetti ipermediali. Questo diventa particolarmente utile nel caso di applicazioni per dispositivi mobili i cui potenziali utenti possiedono interessi specifici: hanno necessità più immediate e guidate da precisi obiettivi, spesso connesse al contesto in cui il navigatore si trova.

Riuscire ad anticipare interessi e necessità dell'utente personalizzando le modalità di presentazione e il tipo di informazione offerta è uno degli obiettivi principali dei sistemi adattivi un ambito mobile. Più nello specifico, la vocazione dei sistemi adattivi è quella di:

  • personalizzare l'interazione tra utente e sistema;
  • adattarsi alle caratteristiche e alle esigenze degli utenti;
  • anticipare i bisogni e i desideri di un particolare utente;
  • aiutarlo nei compiti che deve svolgere.

Quanto appena elencato può includere il fatto che l'utente stia utilizzando un dispositivo mobile e abbia una serie di esigenze legate al suo contesto di interazione.

In questo articolo offriremo una panoramica delle caratteristiche dei sistemi adattivi, cercando di concentrarci su quelli che sono i vantaggi di questi approcci quando applicati a dispositivi mobili.

Sistemi adattivi e sistemi adattabili

Prima di iniziare è bene specificare che i sistemi adattivi sono diversi dai sistemi adattabili, nei quali l'iniziativa della personalizzazione parte direttamente dall'utente. Pensiamo ad esempio alle versioni personalizzate di portali e motori di ricerca (ad esempio “My Yahoo”, “Personalized Google”) nelle quali l'utente specifica argomenti di interesse e preferenze di layout e interfaccia e il sito si adatta a seconda di quanto stabilito esplicitamente dall'utente, senza prendere ulteriori iniziative.

Tornando ai sistemi adattivi, introduciamo subito un concetto fondamentale: per poter realizzare l'adattività è necessario avere un modello dell'utente.

Secondo Alfred Kobsa «un modello utente contiene le assunzioni del sistema su tutti quegli aspetti dell'utente che sono rilevanti per adattare il comportamento del sistema nei confronti dell'utente.»

Per raggiungere questo scopo, l'utente deve essere profilato in base alle sue caratteristiche personali (user data), al comportamento d'utilizzo (usage data) e all'ambiente d'utilizzo (environment data). L'elemento chiave per la realizzazione di un modello utente è l'individuazione delle caratteristiche rilevanti.

Il processo di adattamento può essere diviso in tre fasi:

  1. acquisizione, durante la quale
    • si acquisiscono le informazioni sulle caratteristiche dell'utente, sul comportamento d'utilizzo dell'applicazione e sul contesto;
    • si rendono queste informazioni accessibili per le componenti adattive dell'applicazione;
    • si costruisce un iniziale modello d'utente, dei suoi dati di utilizzo del sistema e dell'ambiente (inferenze primarie su user model, usage model, environment model);
  2. rappresentazione e inferenze secondarie, durante la quale:
    • si esprime il contenuto dello user, dello usage model e dell'environment model in un sistema formale;
    • si fanno assunzioni (inferenze secondarie) sull'utente;
  3. produzione, che è la fase in cui si genera l'adattamento dei contenuti, della modalità di presentazione e della struttura, basandosi sui modelli sopra elencati e sulle inferenze primarie e secondarie.

Le fasi dell'adattamento

In questa parte dell'articolo entriamo nel dettaglio delle fasi principali dell'adattamento dei contenuti ai dispositivi mobili.

1. Fase di acquisizione dei dati

I dati utili per la personalizzazione sono quelli che riguardano l'utente, l'utilizzo del sistema e l'ambiente.

I dati relativi all'utente comprendono:

  • i dati demografici che devono essere richiesti in maniera diretta all'utente;
  • la conoscenza dell'utente riguardo all'argomento presentato dal sistema;
  • gli obiettivi e i piani,che dipendono più dal compito che l'utente deve portare a termine che dalle sue caratteristiche peculiari. Ad esempio, se si sta progettando una guida mobile in ambito turistico che offre informazioni su ristoranti, locali, quando l'utente è nella pagina di un ristorante specifico il sistema potrebbe consigliare un locale per l'aperitivo anticipando un possibile piano della sua serata;
  • abilità e capacità: che cosa l'utente sa fare e con che grado di esperienza;
  • interessi e preferenze: cosa gli piace e cosa no.

Mentre i dati demografici devono essere richiesti in maniera esplicita, gli altri quattro tipi di dati possono essere acquisiti sia esplicitamente che implicitamente.

Vediamo nello specifico cosa questo significa sul web:

  • acquisizione esplicita dei dati: le informazioni sono fornite direttamente dall'utente, attraverso domande poste dal sito, attraverso un form, di solito all'inizio dell'interazione;
  • acquisizione implicita dei dati: le informazioni vengono acquisite indirettamente attraverso la raccolta e l'analisi di
    • Header HTTP,
    • Cookie,
    • File di log,
    • GPS e/o WI-FI per la localizzazione

I dati relativi all'utilizzo del sistema riguardano invece le modalità di interazione col sistema. Possono essere raccolti osservando e semplicemente memorizzando le azioni dell'utente, e poi analizzando ulteriormente questi dati.

I diversi tipi di azioni che si possono monitorare su di un sito mobile e non sono ad esempio:

  • azioni selettive: su un sito, “cliccare” su di un link, ad esempio, è un'azione che implica una scelta ed è indicazione di interessi e di preferenze;
  • tempo di visita: sul web è un forte indicatore di interesse, ma la sua misurazione è difficile. Infatti, negli ambienti multi-finestra, un utente può tenere aperta una pagina, ma non leggerla perché coperta da altre finestre. Tuttavia, in negativo è un sicuro indicatore di mancanza di interesse per la pagina;
  • valutazioni esplicite: su vari elementi presentati nella pagina (documenti, articoli, prodotti), che però gli utenti sono il più delle volte riluttanti a fornire;
  • comportamento d'acquisto: è un valido indicatore di interesse in molte delle caratteristichedel prodotto acquistato;
  • azioni di conferma come salvare, stampare un documento, inserire nei preferiti una pagina web, etc.
  • localizzazione dell'utente: solo nel mobile web. In questo caso, se il sistema è in grado di tenere traccia degli spostamenti dell'utente, ad esempio attraverso le coordinate GPS, si possono avere informazioni piuttosto certe su interessi, abitudini e comportamento dell'utente.

I dati relativi all'ambiente sono l'insieme delle informazioni riguardanti le tecnologie hardware (come ad esempio l'ampiezza di banda o la velocità del processore, ma anche il tipo di device utilizzato, le caratteristiche del display e dei dispositivi di input), software (versione del browser e della piattaforma, la disponibilità di plug-in e il supporto di applicazioni Java e Javascript) e l'ambiente fisico, ossia il contesto di utilizzo del sistema (ad esempio potrei rilevare che l'utente si collega al sito sia dal suo personal computer sia dal suo cellulare, quindi potrei inferire che in un caso è in ufficio mentre nel secondo è fuori).

2. Rappresentazione e inferenze secondarie

I dati reperiti nella fase precedente devono essere rappresentati in modo da essere disponibili per usi successivi. Questo non è necessario nel caso di sistemi che sfruttano modelli d'utente molto semplici, e che possono quindi operare direttamente sui dati raccolti, senza passi intermedi, come nel caso dei siti adattabili. Per sistemi più complessi, invece, sono necessarie ulteriori interpretazioni dei dati raccolti, le cosìddette inferenze secondarie.

I più comuni approcci di rappresentazione, e le tecniche di inferenza ad esse collegate, derivano dall'intelligenza artificiale e possono essere di tre categorie:

  • ragionamento deduttivo (dal generale allo specifico): ad esempio, se un utente di un sito di news ha indicato nel form di registrazione di lavorare in banca, deduco che possa avere un interesse per l'economia. Quando l'utente si collega al sito dal suo device mobile metto in prima pagina notizie di economia con la speranza di anticipare il suo interesse;
  • ragionamento induttivo (dal caso specifico al generale): faccio delle ipotesti in base al comportamento dell'utente. Se ad esempio un utente seleziona sempre notizie che parlano di cinema, ne deduco un interesse per il cinema e gli fornirò in prima pagina anche notizie di cinema;
  • ragionamento analogico (da casi simili al caso presente): in questo caso gli utenti vengono caratterizzati sulla base una serie di utenti simili, senza costruire un esplicito modello d'utente. L'approccio di Amazon, la famosa libreria online, è proprio di questo tipo. Avete mai notato nella scheda di descrizione di un libro la frase: «Customers who bought items like this also bought:..»? Amazon è un sistema di collaborative filtering, ovvero si adatta all'utente sulla base della sua affinità con altri utenti con comportamenti ed interessi simili.

3. Produzione dell'adattamento

La chiave del processo di personalizzazione è l'analisi e la decisione di quali caratteristiche del sito possono essere adattate, ossia presentate in modo differente a utenti diversi.

L'adattamento può avvenire su tre livelli:

  • L'adattamento dei contenuti, implica il fatto che il contenuto di un servizio/informazione venga di volta in volta adattato al modello dell'utente. Le tecniche per l'adattamento dei contenuti modificano il contenuto di un nodo ipertestuale (ovvero una pagina web) prima di presentarlo.
    Ad esempio, il contenuto di una pagina web può venire adattato, e nello specifico ridotto, quando inviato a un dispositivo mobile.
  • L'adattamento della presentazione e della modalità consiste nel cambiare il layout e il formato degli elementi della pagina a seconda del modello dell'utente.
    Nel caso dei siti adattati per ambiente mobile questo adattamento è particolarmente utile: ad esempio, possono venire ridotte o eliminate le immagini presenti nelle pagine, oppure cambiate nel loro equivalente testuale; si può ridurre e reimpostare il layout della pagina adattandolo al nuovo schermo, ecc.;

  • L'adattamento della struttura riguarda i cambiamenti che si possono fare sui collegamenti strutturali dell'ipertesto (i link) in funzione delle caratteristiche individuali dell'utente.
    Calandoci nuovamente nel mondo dei device mobili, l'adattamento della struttura potrebbe riguardare i link messi in primo piano in quando ritenuti di maggiore interesse per l'utente. Date le difficoltà di navigazione degli utenti in ambito mobile, il fatto di riuscire a ridurre il numero di passi per poter raggiungere l 'informazione desiderata potrebbe essere di estrema utilità e apprezzamento per l'utente.


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