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Strumenti di navigazione: guidare l'utente

La progettazione degli strumenti di navigazione è fondamentale per non disorientare l'utente
La progettazione degli strumenti di navigazione è fondamentale per non disorientare l'utente
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Il supporto web è strutturalmente diverso da un supporto cartaceo. Nel mare delle infinite possibilità offerte dai link che permettono all’utente di spaziare da argomento ad argomento ci si può perdere. È compito del Web Content Manager trovare il modo di guidare l’utente senza obbligarlo ad un percorso, aiutarlo senza invadere la libera navigazione permettendogli di tornare sempre sui propri passi ogni qualvolta lo desideri.

Pagine che spariscono

Mentre in un testo cartaceo le parole sono fissate in uno spazio ben determinato e tutto ciò che il lettore può fare è andare avanti ed indietro con le pagine, sul web non è così.
Il vantaggio dei contenuti su Internet è che si tratta di ipertesti, testi ricchi di collegamenti ad altri testi che rendono la lettura più interattiva e più ricca di informazioni.
Questo vantaggio comporta però contemporaneamente uno svantaggio. Il visitatore muovendosi da una pagina all’altra e da un link all’altro ha difficoltà a ritrovare il testo da cui era partito. I link rendono le pagine e le parole estremamente volatili perdendo e risucchiando i contenuti in un vortice testuale che ingloba tutto.

L’utente ha bisogno di una guida. Se vede una pagina e non riesce più ad accedervi si sentirà defraudato di qualcosa. Non importa che quella pagina sia solo una schermata di passaggio, il navigatore vuole avere la possibilità di tornare sempre sui propri passi.

Grazie al sistema degli ipertesti, ai motori di ricerca e a mille altri modi i navigatori possono giungere al vostro sito per le vie più varie. Se non conoscono direttamente l’indirizzo del vostro sito è altamente probabile che non giungano direttamente alla pagina principale ma ad una delle sotto-pagine. Giungendo in maniera così casuale avranno necessità di sapere dove si trovano, di capire facilmente com’è organizzato il sito che stanno visitando e di poterne eventualmente navigare altre pagine.

Un sito che non rende chiari i suoi percorsi interni è un sito che non sarà navigato in tutte le sue sezioni, seppur importanti.
L’utente è infatti terrorizzato dal “perdere” i preziosi contenuti che stava ansiosamente cercando. Teme che cambiando pagina non sarà più capace di ritrovare ciò che aveva infine faticosamente trovato.

D’altra parte non si può certo fare un bookmark di ogni pagina interessante che si trova. Come si distinguerebbe poi un contenuto dall’altro? L’utente impiegherebbe troppa fatica e sarebbe portato a circoscrivere la navigazione, auto-limitando l’acquisizione di ulteriori contenuti potenzialmente interessanti.

Elementi di stabilità

Dove vanno a finire le pagine? È ovvio che in realtà non spariscono. Spesso i Web Content Manager dimenticano di prevedere una serie di piccoli accorgimenti tecnici utili a rendere più accessibili le pagine elettroniche.
Come procedere allora?

In un libro si ha il vantaggio della fisicità. Il conforto della carta, la solidità della copertina, la possibilità di sottolineare, evidenziare, prendere note a margine. Sommario e indice, insieme ai titoli, permettono al lettore di ritrovare l’argomento, di circoscrivere la ricerca, di rileggere specifiche parti.

Un testo sul web non ha un inizio e non ha una fine, viene man mano costruito da una o più pagine, appartenenti ad un solo sito o ricostruito da più provenienze.

Ogni elemento che contribuisce alla stabilità di un testo di tipo tradizionale può trovare il suo corrispettivo elettronico.

I menu corrispondono grosso modo al sommario, al raggruppamento capitolare da cui si può evincere almeno parzialmente il contenuto.
Avvisi, tooltips e box di dialogo possono costituire un tipo di appunto, notazione sui contenuti generali della pagina.

Titoli delle pagine e titoli dei sotto-paragrafi individuano i contenuti e tamponano la limitazione di non poter prendere appunti sul testo stesso.
L’eventuale mappa del sito è certamente l’elemento guida definitivo per l’utente, corrisponde all’indice più o meno analitico del sito e la sua riconosciuta utilità diventa indispensabile nel caso di siti o portali molto articolati. Purtroppo è anche l’elemento di solito più trascurato, incompleto o del tutto assente.

Questi elementi di stabilità costituiscono la guida discreta per l’utente, sono utili a segnalare al navigatore la posizione in cui si trova rispetto alla struttura logica del sito e costituiscono il livello principale dello stesso.

Anche la grafica, il layout ed il buon senso possono essere d’aiuto.
Spesso la soluzione non è semplice benché il più delle volte un semplice tasto “torna indietro” possa già risultare un utile passo avanti.
Un utile accorgimento è quello, ogni qual volta progettiamo un sito, di pensare a dei menu che siano chiari, contenenti delle parole chiave inequivocabili, e sempre in primo piano in tutte le sottopagine.
Grazie all’uso intelligente della grafica dovremmo pensare a come far capire al primo sguardo all’utente in quale delle pagine si trova in quel momento, evidenziando magari il bottone corrispondente nel menu.
La testate del sito di Repubblica riassume un po’ quanto detto:

Figura 1. Screenshot: testata del sito Repubblica.it
Screenshot: testata del sito Repubblica.it

Molliche di pane

Abbiamo già parlato del più semplice degli accorgimenti per una buona navigabilità, un menu che sia ben pensato e strutturato.
Un altro semplice strumento sono le breadcrumbs, letteralmente “molliche di pane” (con riferimento alla favola di Hansel e Gretel che per ritrovare la strada di casa si lasciavano dietro una scia di pezzetti di pane).

Le molliche di pane non servono esattamente a tornare indietro nel percorso seguito dall’utente. Costituiscono piuttosto un percorso, linkato, gerarchicamente ordinato che porta dalla home page di un sito attraverso le sottopagine fino a quella in cui ci si trova e viceversa, evidenziando e permettendo di raggiungere le tappe intermedie.

Se ad esempio ci troviamo in un sito di vendita di componenti elettroniche potremmo trovare un percorso di questo tipo:

home > informatica > stampanti > laser

Se la pagina si trova ad un livello profondo della gerarchia le molliche di pane rappresentano il modo più veloce di semplificare la navigazione. Specialmente se la pagina interna è stata raggiunta attraverso un link esterno l’uso di un percorso così chiaro offre al navigatore un contesto in cui potersi muovere agevolmente.
Ove possibile le etichette del percorso devono corrispondere al titolo della pagina ed ogni etichetta deve essere chiaramente distinguibile rispetto alla successiva. Un utile strumento di demarcazione sono i classici simboli come > o /.
Vediamo alcuni esempi:

home > informatica > stampanti > laser
home / informatica / stampanti / laser
home :: informatica :: stampanti :: laser
home | informatica | stampanti | laser

Altri accorgimenti tecnici

Più un sito è complesso e ricco di informazioni e più è difficile che il menu sia esaustivo. In tal caso altri utili elementi vengono in aiuto sia del Web Content Manager, che deve preoccuparsi di rendere usabile il suo sito, sia del navigatore, che ha bisogno di percorsi chiari per non perdersi nella gerarchia.

Prendiamo in considerazione ad esempio una mappa cliccabile o, ancor più semplicemente uno schema strutturato con i link a tutte le pagine e sottopagine del sito. Se si realizza la mappa cliccabile questa non deve essere troppo complessa e deve comunque essere accompagnata dalla versione testo del diagramma perché altrimenti chi utilizza browser testuali non vedrebbe nulla:

Figura 2. Screenshot: esempio di mappa del sito
Screenshot: esempio di mappa del sito

L’uso di colori differenziati potrebbe evidenziare le diverse sezioni, rendendola ancora più immediata fin dal primo sguardo.

Un altro utilissimo strumento, spesso sottovalutato è il motore di ricerca interno. Laddove anche i site map sono interminabili, i link sembrano ammassarsi l’uno sull’altro ed il povero utente sembra destinato a smarrire se stesso e la sua determinazione ecco che un piccolo campo bianco con la scritta “cerca” può dare la soluzione al problema e la felicità all’utente:

Figura 3. Screenshot: motore di ricerca del sito Kelkoo
Screenshot: motore di ricerca del sito Kelkoo

I feed

Prendiamo infine in esame i feed, uno strumento ormai ampiamente affermatosi grazie alla diffusione dei blog. Un feed è un riepilogo regolarmente aggiornato di contenuto web, sviluppato in XML, con link associati alle versioni complete di tale contenuto.

Grazie ai feed è possibile ricevere sul proprio computer aggiornamenti sulle ultime notizie pubblicate dai siti di cui si sono registrati i link sull’aggregatore di feed.
Un aggregatore di notizie è un software, pagina web o servizio che consente di raccogliere i feed e di creare una sorta di giornale personalizzato su misura per l’utente.
Fornendo i feed del nostro sito permetteremo all’utente, casuale e non, di ritrovare l’articolo che lo interessa semplicemente permettendogli di linkarlo e salvarlo, con il vantaggio di fidelizzarlo e renderlo sempre partecipe dei nuovi articoli senza che debba tenere sotto controllo l’aggiornamento dei contenuti.

Conclusioni

L’utente non deve essere obbligato a seguire un percorso. Come abbiamo avuto modo di dire un libro ha un inizio ed una fine, un testo on line è invece in continuo divenire grazie ai contributi esterni di cui può usufruire. Circoscrivere il navigatore, obbligarlo a poter accedere solo ad una porzione del sapere per paura di perdere un testo che potrebbe non trovare più è limitante.

Pochi semplici accorgimenti daranno al navigatore la libertà di tornare ai testi come e quando vuole.

Grazie poi ai nuovi traguardi della programmazione e della condivisione dei testi su blog l’utente è finalmente libero di creare il “suo” testo, aggregare le informazioni e fruire i contenuti nel modo che preferisce.

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