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Ripristinare Grub: il boot di Linux

Come ripristinare il boot originale di Linux dopo una sua corruzione: da Super grub disk all'uso di una distribuzione live
Come ripristinare il boot originale di Linux dopo una sua corruzione: da Super grub disk all'uso di una distribuzione live
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GRUB è uno dei boot loader più utilizzati dalle principali distribuzioni Linux, e già in passato abbiamo focalizzato la nostra attenzione su questo strumento così utile. L'obiettivo di questo articolo, invece, è quello di fornire diverse soluzioni per il suo ripristino: è capitato a molti, infatti, di veder perso GRUB dopo aver installato una qualsiasi versione di Windows in una partizione secondaria, oppure di ricevere messaggi di errore durante la fase di avvio, e di seguito vedremo alcune delle più semplici soluzioni per ovviare ad ogni genere di problema.

Super Grub Disk

Super Grub Disk è uno strumento che si presenta in forma di LiveCD ed è mirato esclusivamente al ripristino del boot loader GRUB. Disponibile in diverse versioni, tra cui una ISO da soli 4,4 MB da masterizzare su CD, una edizione per Floppy ed una per l'installazione su una periferica USB, in pochissimo spazio permette di avere ottimi strumenti per la reinstallazione di GRUB.

Dopo aver scaricato la versione più idonea alle proprie esigenze, ed averla avviata, verrà mostrata quella che è l'interfaccia principale su Super Grub Disk: tramite la prima voce dell'elenco è possibile scegliere la lingua, dopo di che si è pronti per il ripristino. Scegliendo la voce GNU/Linux, infatti, verrà aperta una nuova schermata che offrirà diverse soluzioni, tra cui la possibilità di reinstallare GRUB, di avviare una partizione dal disco fisso, di gestire l'organizzazione delle partizioni, di attivarne una, e, nel caso in cui si scelga di passare all'editor avanzato, sarà possibile utilizzare una versione beta dello strumento per il ripristino di LILO, altro boot loader molto utilizzato.

Figura 1: Super Grub DiskSuper Grub Disk

Tra le altre funzionalità di Super Grub Disk vi sono uno strumento per il ripristino del boot loader di Windows, la possibilità di accedere al file di configurazione di una versione di GRUB già installata per apportare modifiche, accedere a partizioni come utente root o come semplice utente, e gestire il proprio disco fisso.

Usare una distro live

Uno dei metodi più utilizzati per il ripristino è l'utilizzo di una distribuzione live che permetta di installare nuovamente GRUB. Per avere un sistema completo e funzionale da avviare in modalità Live, ad esempio, può tornare utile l'immagine ISO di una qualsiasi versione di Ubuntu, mentre per chi ha bisogno di uno strumento dalle dimensioni ridotte una valida soluzione può essere System Rescue CD.

Le vie per il ripristino tramite distro Live sono diversi, e tutti fanno uso di un semplice terminale, e negli esempi seguenti utilizzeremo la versione Live di Ubuntu Jaunty Jackalope 9.04.

Dopo aver avviato il sistema operativo, apriamo il terminale e avviamo grub con i privilegi di superuser tramite il comando

sudo grub

Adesso è necessario individuare la partizione dove è presente Ubuntu tramite

find /boot/grub/stage1

che come risposta restituirà la partizione cercata, nella forma (hdX,Y) dove X e Y sono due variabili. Adesso digitiamo

root (hdX,Y)

cambiando il valore di X e Y con quello restituito dal comando precedente, e diamo il via alla reinstallazione con

setup (hdX)

Conclusa l'operazione di installazione, sarà possibile uscire con il comando quit, riavviare la macchina ed accedere nuovamente alle proprie partizioni tramite GRUB. Altre informazioni su questo metodo, così come altre varianti per il ripristino di GRUB nel caso in cui non si ottenga il risultato sperato, sono disponibili sul Wiki ufficiale di Ubuntu.

Grub4dos

Una terza soluzione è quella di utilizzare strumenti per Windows per il ripristino di GRUB: in questo caso si tratta di Grub4Dos, un boot loader basato sul tradizionale GRUB e che è utilizzato anche da diversi progetti, tra cui, ad esempio, l'installer di Ubuntu per Windows, Wubi. L'installazione di Grub for Dos è molto semplice, e può essere effettuata, oltre che da Windows, anche da Linux: in entrambi i casi verrà effettuata tramite riga di comando, utilizzando nel caso di Windows il Prompt dei comandi.

Oltre alle classiche funzionalità di GRUB, questa versione offre nuove interessanti caratteristiche, come un migliore supporto a diversi tipi di dischi e diverse possibilità di configurazione. Ottimi tutorial e guide che permettono di comprendere il funzionamento dei Grub for Dos, di installarlo e di configurarlo al meglio sono disponibili sul Wiki ufficiale del progetto.

Modifica manuale

Concludiamo questo articolo con alcuni metodi per la modifica della configurazione di GRUB nel caso in cui si ricevano problemi durante l'avvio di una o più partizioni. Durante la scelta del sistema operativo da avviare, infatti, è possibile accedere a due strumenti diversi: premendo il tasto "e" su una qualsiasi delle voci nell'elenco è possibile modificare le impostazioni relative a tale selezione, come ad esempio la partizione da avviare, il kernel da utilizzare, le modalità di avvio e così via.

Premendo, invece, il tasto "c" sulla tastiera si può accedere ad una riga di comando minimale, che offre solo poche opportunità di scelta ma che comunque può risultare piuttosto utile per individuare eventuali problemi e risolverli nel migliore dei modi. Questo metodo, purtroppo, presuppone una certa familiarità sia con il terminale che con i file di configurazione e l'utilizzo di GRUB, per cui è consigliato solo ad utenti sufficientemente esperti per evitare spiacevoli perdite di dati.


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