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Restaurare una foto con Gimp

Un dettagliato tutorial sul restauro digitale di foto vecchie e rovinate
Un dettagliato tutorial sul restauro digitale di foto vecchie e rovinate
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Quanti di noi non hanno desiderato potere restaurare una vecchia foto ricordo di famiglia
che a causa dei segni del tempo si è inevitabilmente rovinata? Grazie a un uso appropriato di
Gimp è possibile recuperare con successo l'immagine digitale di queste foto restaurandole in
digitale, senza un intervento invasivo perciò sulla foto fisica, e poterle stampare nuovamente
con le tecniche di stampa che ci interessano, preparando opportunamente l'immagine definitiva
finale. È quanto vedremo in questo articolo suddiviso in due parti.

1. Scansione del file di origine

Per prima cosa dobbiamo acquisire l'immagine da una sorgente di acquisizione, in questo caso
lo scanner. Dal menu File > Crea > Scanner/M. fotografica... quindi ci verrà chiesto di
scegliere la sorgente appropriata.

Figura 1 - Impostazione scansione
screenshot

Nel mio caso avendo uno scanner Epson scelgo il driver di supporto alla scansione che viene
chiamato “Epson Twain 5, quindi facciamo click su “Seleziona

Figura 2 - Selezione del driver per lo scanner
screenshot

Si apre il pannello di controllo del driver dello scanner, viene visualizzata un'anteprima
dell'immagine da acquisire, ma prima di procedere alla scansione impostiamo alcuni parametri.
Visto che vogliamo un'immagine ad alta definizione, scegliamo come risoluzione il valore di “300 dpi”,
come tipo di documento “foto a colori”, quindi diamo il via alla scansione. Il programma di
controllo della scansione invia a Gimp la foto che è stata acquisita. Possiamo quindi chiudere
il pannello di controllo di acquisizione immagini dello scanner.

Possiamo notare che sarà utile ruotare l'immagine acquisita dallo scanner di 90° in senso
anti-orario per lavorare più agevolmente. Per ruotare scegliamo dal menu Immagine >
Trasforma > Ruota di 90° in senso antiorario
”.

Figura 3 - Immagine ruotata
screenshot

Salviamo la nostra scansione originale (dal menu “File > Salva come...) dandole un nome
univoco (ad esempio “origine.tif)” e indichiamo “Nessuna compressione” quando ci
verrà richiesto se scegliere tale opzione o altre per procedere al salvataggio dell'immagine.
Scegliamo il formato TIFF per il salvataggio perché un formato capace di memorizzare in modo
preciso i dettagli dell'immagine digitalizzata.

2. Operazioni preliminari

Prima di continuare togliamo il disturbo visivo del tratteggio del bordo immagine: dal menu
“Visualizza” deselezioniamo “Margini livello”.

Osserviamo che l'immagine non è esattamente verticale, quindi per ruotarla al punto giusto,
dal menu “Seleziona > Tutto oppure da tastiera digitiamo la combinazione di tasti “Ctrl” + “A”, quindi scegliamo dalla palette degli strumenti “Ruotaicona dello strumento RUOTA e interveniamo con il mouse sull'immagine cliccando il tasto sinistro del mouse a trascinamento per ruotare
opportunamente l'immagine: apparirà un pannello di controllo per la rotazione e nell'esempio l'angolo
di rotazione è -2,28. Per confermare la rotazione clicchiamo sul pulsante “Ruota” del pannello di
controllo.

Figura 4 - Pannello dello strumento Ruota
screenshot

Dal menu “Livello” accertiamoci che il livello sia ancorato cliccando su “Ancora Livello” oppure da tastiera “Ctrl” + “H”. Dalla palette dei livelli selezioniamo lo strumento “Selezione rettangolareicona dello strumento SELEZIONE RETTANGOLARE,
quindi selezioniamo l'area effettiva della foto escludendo il bordo dalla selezione. Agli angoli
della selezione ci sono delle maniglie a forma di quadrati che ci permettono di posizionare bene
la nostra selezione ridimensionandola. Dal menu “Immagine > Ritaglia alla selezione”.

Figura 5 - Selezione rettangolare per ritaglio immagine
screenshot

Deselezioniamo tutto dal menu “Seleziona > Niente”.

Salviamo l'immagine con un nuovo nome scegliendo dal menu “File > Salva come...” e impostando
il formato TIFF per il nuovo file che possiamo chiamare “eleborazione.tif”.

3. Studio dell'immagine e interventi di fotoritocco

3.1 Lo sfondo

Ingrandiamo i dettagli dell'immagine con lo strumento Zoom
icona dello strumento ZOOM
selezionando dalla relativa scheda “Aumenta ingrandimento”, oppure da tastiera digitando il tasto
“+”, o ancora per ridurre la visualizzazione il tasto “-”.

Figura 6 - Particolare ingrandito dell'area da restaurare
screenshot

Entriamo ora nel vivo del fotoritocco: dobbiamo ricostruire parti mancanti dell'immagine, ovvero
parti gravemente danneggiate. Qui ci vuole capacità artistica oltre che tecnica. Comunque, gli
strumenti che abbiamo a disposizione in Gimp ci semplificano molto la vita da questo punto di vista.
Iniziamo con l'usare il potente strumento “Clona
icona dello strumento CLONA rappresentato da
un timbro, chiamato anche “Duplica” nella relativa scheda nella palette degli Strumenti.

Dalla scheda “Duplica” dello strumento “Clona” selezioniamo un pennello dall'effetto morbido: lo riconosciamo dall'icona a forma di cerchio sfumato
icona del pennello personalizzato. Scegliamone uno
piccolo come ad esempio il “Circle Fuzzy (11)”, tanto la dimensione dell'area di azione del pennello
può essere aumentata sempre dalla scheda “Duplica” all'opzione “Scala”.

Lo strumento “Clona” ha la proprietà di clonare un'area specifica su cui abbiamo puntato lo
strumento inizialmente e da cui il computer attinge secondo la nostra guida dipingendo con la
mappa dei colori dell'area sorgente iniziale. Ci si potrebbe chiedere perché non usare direttamente
un colore da campionare da un'area della foto. La risposta non è così ovvia perché, come vedremo
più avanti, in certi casi potrebbe essere meglio utilizzare un colore campionato e dipingere
con il colore specifico, ma spesso è meglio usare “Clona” perché la foto è costituita da tutta una
serie di combinazioni di pixel di vari colori che rende unica l'immagine fotografica come se fosse
un'impronta e l'occhio umano avvertirebbe l'artificio dell'uso di un solo colore per il ripristino
di un'area danneggiata della foto.

Iniziamo a familiarizzare con l'immagine da restaurare partendo dallo sfondo e dai bordi.
Per ricostruire una zona rovinata della foto dobbiamo puntare lo strumento “Clona” su un'area
da copiare; quindi vorremo puntare su un'area pulita dell'immagine, ovvero un'area non rovinata
della foto. Per fare questo dobbiamo tenere premuto il tasto “Ctrl” e cliccare con il tasto sinistro
del mouse: questa è l'area di origine da cui il computer copierà dipingendo secondo la nostra
guida per mezzo del mouse.

Spostiamoci quindi sull'area da restaurare: click del tasto sinistro
del mouse per dipingere con lo strumento Clona e possiamo sia tenere premuto il tasto sinistro
del mouse spostandoci opportunamente sull'area da restaurare oppure rilasciare il pulsante
sinistro del mouse e di nuovo click per copiare dipingendo.

Figura 7 - Ritocco di un'area
screenshot

Lavorando sull'immagine si può notare che inizialmente l'area di origine (freccia rossa
nella foto, riconoscibile dalla crocetta al centro del cerchio) resta fissa nella sua posizione,
mentre al click sull'area di destinazione si inizia a copiare l'area di origine. Ma spostandoci
tenendo premuto il tasto sinistro del mouse ci accorgiamo che si sposta anche il puntamento
sull'area di origine. Rilasciando però il pulsante sinistro del mouse possiamo verificare che
il puntamento sull'area di origine torna dov'era prima. Da questa osservazione possiamo determinare
il nostro comportamento sul modo di dipingere fotograficamente clonando l'area appropriata.

Uno degli accorgimenti fondamentali per selezionare l'area giusta da clonare dipingendo è quello
di individuare la zona di sfumatura giusta dei colori e la giusta luminosità, quindi dobbiamo
analizzare visivamente le aree prossime le une alle altre in modo da creare un tutto armonico e
piacevole alla vista. Il computer è un potente strumento, ma è il nostro ingegno che con buon
gusto diventa arte quando il fare diventa saper fare.

Riduciamo o ingrandiamo il pennello dello strumento “Clona” che stiamo utilizzando cliccando
sull'opzione “Scala” dalla relativa scheda dello strumento nella palette degli Strumenti: così facendo potremo adattare la grandezza del campo di azione del pennello a seconda della precisione
necessaria in un campo dell'immagine.

Possiamo anche modificare opportunamente l'opacità” del pennello: proviamo ad esempio a
impostare l'opacità del pennello a 29 (invece che a 100 come al solito) per dipingere clonando
in trasparenza e noteremo come sarà più semplice montare le sfumature del ritocco che stiamo
eseguendo o magari per correggere un chiarore clonato di troppo o viceversa. Con la giusta
calibrazione dell'opacità potremo creare quelle che in pittura vengono chiamate velature e che
in questo caso andiamo ad eseguire clonando l'impronta dell'immagine fotografica circostante
alla zona da restaurare.

3.2 Gli oggetti fotografati

Esaminiamo un'altra zona problematica dell'immagine: si tratta di una porzione di immagine di
una gamba di legno di un piedistallo. Posizioniamoci con “Ctrl ”+ “click sinistro del mouse”
sulla parte integra dell'immagine, quindi rilasciamo il pulsante del mouse. Ora posizioniamoci
più in basso sempre in direzione della linea ideale che percorre la struttura dell'immagine della
gamba del piedistallo, quindi click sinistro del mouse per clonare.

Figura 8 - Ritocco di un'altra area
screenshot

Se durante il nostro lavoro di clonazione pittorica ci rendiamo conto di avere fatto un errore,
niente paura: possiamo tornare indietro nelle azioni eseguite con “Ctrl” + “Z” oppure dal menu
Modifica > Annulla” in questo caso “Annulla Duplica”.

Termina qui la prima parte. Nella seconda lavoreremo sul volto del personaggio e sui dettagli finali.

3.3 Il volto del personaggio

Vediamo ancora un'altra area dell'immagine determinante nella personalità stessa foto: il volto
della persona ritratta. Chiaramente tutta l'immagine ruota attorno al volto della persona ritratta,
maggiore perciò sarà la nostra cura nel ritocco di tale zona fotografica.

Ecco alcuni accorgimenti da utilizzare: analizziamo attentamente il verso della sfumatura in una
porzione ridotta del volto, ad esempio la fronte. Osserviamo attentamente la zona di massima luce e
quella di minore luce. Ci accorgiamo che la zona da restaurare è in un'area complessa determinata
dall'anatomia del volto, perciò nel ritoccare l'area rovinata dobbiamo seguire l'anatomia del volto
anche nel cercare la sfumatura giusta da clonare pittoricamente, per essere il più possibile
fedele a quello che doveva essere l'immagine originale in quel punto da ridefinire. Il nostro
ritocco pittorico quindi sarà una modellazione in due dimensioni che renda l'idea tridimensionale
nell'ambito della foto da restaurare.

Osserviamo gli esempi in foto: impostiamo il pennello di clonazione a 60 per Opacità e modifichiamo la Scala per il pennello “Circle Fuzzy (11)” e se necessario per aumentarne o per ridurne il campo d'azione, ovvero la
cosiddetta dimensione del pennello. Clicchiamo per ritoccare senza trascinare per evitare un
inopportuno effetto di clonazione a catena. Riduciamo ancora l'Opacità a 20 per migliorare la
fusione ottica della sfumatura armonizzando il tutto nell'area del nostro intervento.

Figura 9 - particolare del volto da restaurare e posizionamento dell'origine di Clona
screenshot
Figura 10 - Ancora un particolare del volto da restaurare e posizionamento dell'origine di Clona
screenshot
Figura 11 - Particolare del volto da restaurato dopo avere lavorato con Clona e Sfoca
screenshot

Altri due strumenti importanti nel restauro fotografico sono gli strumenti “Sfumino
icona dello strumento SFUMINO
e “Sfoca o Contrastaicona dello strumento SFOCA-CONTRASTA.

Lo strumento Sfumino, come suggerisce il nome, serve a sfumare un'area e funziona come un
pennello. Infatti può essere variato e personalizzato all'occorrenza con le caratteristiche dei
pennelli, e con esso si dipinge in digitale sfumando i colori presenti sull'immagine fondendoli
per effetto del trascinamento del mouse. Per lo strumento Sfumino, allora, il variare dell'opacità
si potrebbe dire che significa variare in un certo senso la pressione sul colore, quindi ciò
corrisponde a una maggiore o minore invasività di un tale pressione sfumata sulle aree di colore.

Riguardo invece allo strumento “Sfoca o Contrasta” possiamo decidere dalla palette degli strumenti
se vogliamo sfocare un'area dell'immagine (anche questo con le caratteristiche dei pennelli, ma senza
l'effetto trascinamento) o aumentare il contrasto dei colori di una zona, ad esempio per migliorare
la definizione del disegno di una linea formata da un'ombra o una zona di maggiore luminosità.

Se vogliamo invece “ammorbidire” i pixel di tutta l'immagine, nel senso di rendere più morbido il
passaggio da un pixel di colore all'altro onde evitare la visibilità di un effetto mosaico che non
sia di nostro gradimento, possiamo utilizzare un filtro di sfocatura come quello che possiamo
richiamare dal menu Filtri > Sfocature > Gaussiana”.

Figura 12 - Pannello del Filtro Sfocatura Gaussiana
screenshot

Scegliamo preferibilmente un raggio di sfocatura che non faccia troppi “danni” all'immagine,
cioè che non ci faccia perdere troppa definizione in termini di disegno ammorbidendo e sfocando
troppo i contorni. Possiamo scegliere ad esempio un raggio di sfumatura da 0,5 a 1,00 al massimo
per questo scopo, sia in orizzontale che in verticale.

3.4 Ricostruzione pittorica digitale di un'area danneggiata

Completiamo il nostro breve tour nel fotoritocco digitale, come accennavamo all'inizio, con una
ricostruzione di un'area dell'immagine facendo uso stavolta di colori campionati con “Prelievo colore
icona dello strumento PRELIEVO COLORE
e con gli strumenti “Pennelloicona dello strumento PENNELLO
e “Aerografoicona dello strumento AEROGRAFO,
nonché gli altri che possono adattarsi all'uso come lo “Sfumino”
icona dello strumento SFUMINO e “Sfoca
icona dello strumento SFOCA-CONTRASTA.

Osserviamo che l'area fotografica della zona addominale e delle gambe della persona ritratta in
foto è molto danneggiata e notiamo che bisogna ricreare il disegno degli arti inferiori, con lo
svantaggio che l'immagine non ha zone idonee a essere ricopiate con lo strumento di duplicazione
Clona”.

Figura 13 - Particolare dell'area da restaurare
screenshot

Ingrandiamo la visualizzazione con lo “Zoom”
icona dello strumento ZOOM per individuare nella
zone limite tra la gamba e lo sfondo il colore di delimitazione che forma il disegno, quindi
campioniamo tale colore con lo strumento a forma di contagocce detto “Prelievo colore.
Nel campionare il colore dalla scheda dello strumento
“Prelievo colore” selezioniamo Media di campionamento > Raggio > 14.

Selezioniamo anche “Campionamento diffuso” e “Modifica colore di primo piano”.

Figura 14 - Individuazione del punto di campionamento del colore
screenshot

Proviamo a dipingere il contorno della gamba per ricostruirne il disegno con lo strumento
“Pennello” selezionando un pennello della dimensione che riteniamo opportuna, ma va bene ancora quello selezionato in precedenza. Se ci accorgiamo che il colore è troppo chiaro, possiamo scurirlo cliccando dalla palette degli strumenti sul colore di primo piano.

Ci appare una finestra di controllo denominata “Cambia colore di primo piano”: diminuiamo di due
punti il campo “S ”(saturazione) e il campo “V” (valore). Possiamo visualizzare il colore attuale modificato nel riquadro “Attuale”, mentre il colore prima delle modifiche è visualizzato in
Precedente”. Click su OK per confermare le nostre scelte.

Figura 15 - Pannello Cambia Colore di Primo Piano
screenshot

Utilizziamo anche lo strumento “Aerografo” per superfici più
ampie ridimensionando il pennello e variandone l'opacità e la pressione. Nel ricostruire le zone di
colore impieghiamo anche il potente strumento “Sfumino” con le seguenti opzioni: Opacità 52; Scala 3,12; Margine netto; Ammontare 50.

Figura 16 - Particolare della ricostruzione dell'area da restaurare
screenshot

Perfezioniamo l'armonizzazione delle zone da ricostruire (con Pennello, Aerografo e Sfumino)
con l'utilizzo in trasparenza dello strumento “Clona” attingendo dalle zone contigue degli indumenti,
scegliendo l'opacità da 20 a 32 e scalando il pennello a 4,35.

Selezioniamo ora l'area del nostro intervento pittorico digitale con lo strumento di “Selezione
a mano libera
con le opzioni “Anti-aliasing” e
Margini sfumati” e “Raggio” a 18,2.

Figura 17 - Selezione dell'area da restaurare ricostruita
screenshot

Dal menu “Filtri > Disturbo > Disturbo RGB”: selezioniamo l'anteprima dell'applicazione del
filtro così possiamo visualizzare il risultato e impostiamo il filtro a “RGB Indipendente” con i
valori idonei al nostro caso ovvero Rosso 0,04 – Verde 0,08 – Blu 0,24, quindi OK.

Figura 18 - Pannello del Filtro Disturbo RGB
screenshot

Dal menu “Visualizza” deselezioniamo “Selezione” per impedire la visualizzazione del bordo
della selezione e abbiamo una visione d'insieme dell'area selezionata nel contesto dell'immagine
da restaurare. L'area addominale dell'immagine che è stata ricostruita ora è armonizzata visivamente
grazie all'effetto del disturbo RGB che simula l'effetto puntinato della granulosità di fondo del
resto della foto.

Correggiamo ulteriormente l'area ricostruita. Dal menu “Modifica > Copia” (oppure Ctrl” + “C”),
quindi incolliamo dal menu “Modifica > Incolla come Nuovo Livello”. Se abbiamo incollato con il semplice “Ctrl” + “V” è necessario trasformare la selezione fluttuante in un nuovo livello per non
avere difficoltà: risolviamo scegliendo dal menu “Livello > Nuovo livello”.

Dal menu “Visualizza” deselezionare “Margini Livello” per eliminare il disturbo visivo di tale visualizzazione del bordo del livello.

Per accertarci che stiamo operando sul livello superiore: dal menu Finestre > Pannelli agganciabili > Livelli”. Il livello operativo è identificato dallo sfondo grigio.

Figura 19 - Pannello dei Livelli
screenshot

Interveniamo sui colori della zona ricostruita e incollata nel livello superiore modificandone la
luminosità e il contrasto. Dal menu “Colori > Luminosità-Contrasto”, riduciamo la luminosità
a -19 e aumentiamo il contrasto a 8.

Figura 20 - Pannello Luminosità-Contrasto
screenshot

Interveniamo anche sulla saturazione dei colori: dal menu Colori > Tonalità-Saturazione
regoliamo la Saturazione a -12.

Otteniamo questo risultato e possiamo notare che la parte ricostruita della giacca è più grigiata
rispetto a quella originale in alto.

Figura 21 - Dettaglio della giacca
screenshot

Con lo strumento “Gomma” icona dello strumento GOMMA
cancelliamo (siamo sul secondo livello) la parte grigiata della giacca con un pennello sfumato ai bordi come quello usato in precedenza,
lasciando trasparire l'immagine della giacca sullo sfondo.

Interveniamo ancora sulla “Tonalità-saturazione” (dal menu “Colore”), perciò dal pannello di
controllo clicchiamo su “Principale” e impostiamo la luminosità a -41 per contrastare maggiormente
le ombre dei pantaloni. Poi dal menu “Filtri > Sfocatura > Gaussiana applichiamo un raggio di
sfocatura di 1 pixel sia verticale che orizzontale. Anche qui adesso scontorniamo con lo strumento
Gomma le zone esterne che non ci interessano con un pennello grande come “Circle Fuzzy (17)” scalato
a 3,22 e lasciamo intravedere lo sfondo. Possiamo anche scalare fino a 10 il pennello della Gomma
per cancellare impostando un'opacità 40 per aree da sfumare più estese. Quando abbiamo completato
il lavoro fondiamo i livelli dal menu “Livello > Fondi in basso.

Per accentuare ancora alcune ombre possiamo utilizzare lo strumento “Brucia
icona dello strumento SCHERMA-BRUCIA
che va selezionato dalla palette degli strumenti dalla
relativa scheda di “Scherma/Brucia”, personalizzando poi tra le opzioni con il pennello
“Circle Fuzzy (15)” - Scala 2,87 - Opacità 27 - Campo: Ombre – Esposizione 5,8. Ho scelto questi
parametri per ottenere un'accentuazione graduale delle ombre visto che lo strumento Brucia scurisce
rapidamente con opacità ed esposizioni maggiori.

4. Conclusioni

Con tanta fantasia, voglia di fare e lavorando con diligenza sulle nostre foto potremo ottenere
risultati straordinari e chiaramente questo sarà possibile se conosciamo bene gli strumenti che
abbiamo a disposizione (quelli di Gimp in questo caso), facciamo molta pratica e troviamo la
nostra strada in questa nuova e complessa branca dell'arte pittorica che è la foto-elaborazione
digitale.

Buon lavoro e buone soddisfazioni a tutti con i Vostri restauri fotografici digitali con Gimp!

Ecco il risultato finale del lavoro comparato con la foto precedente al restauro (cliccare sulle foto per ingrandire la visualizzazione)


Risultato finale dell'Elaborazione di Restauro: clicca QUI per ingrandire

Origine della foto da restaurare


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