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Recensione di Slackware 8.1

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La settimana scorsa vi abbiamo annunciato l'uscita di una delle distribuzioni che hanno segnato la storia del sistema operativo GNU/Linux. Stiamo parlando ovviamente di Slackware 8.1. Questa distribuzione dopo aver trascorso in passato un periodo buio durante il quale è stata messo addirittura in discussione il suo futuro, è tornata mostrando al mondo che è ancora viva e che sono in molti quelli che non hanno smesso di credere in Slackware. Il merito di tutto questo va in primo luogo a Patrick Volkerading, maintainer della distribuzione, e a tutti gli sviluppatori che hanno contribuito alla maturità di questo prodotto.

Tra le novità spiccano senza dubbio la possibilità di utilizzare già in fase di installazione tutti i filesystem journaled disponibili per Linux come EXT3, ReiserFS, JFS e XFS e tutta una serie di programmi aggiornati all'ultima versione, come KDE 3.0.1, Mozilla 1.0 e XFree86 4.2. In particolare Slackware è la prima distribuzione che inserisce la versione finale del più famoso web browser OpenSource.

Per il resto Slackware fornisce per la quasi totalità programmi nella loro ultima versione stabile. È stato incluso il supporto a un gran numero di periferiche hardware come ai controller ATARAID e SmartArray. L'interfaccia di installazione è rimasta pressochè identica alle precedenti. Questa, molto spartana, semplificata e completamente testuale, viene avviata dall'utente stesso subito dopo aver partizionato con fdisk o cfdisk. In questa fase non viene configurato X, scheda audio e stampante.

Cosa offre di più Slackware

Ma cosa ha da offrire in più Slackware rispetto alle altre distribuzioni? Questa non è una domanda alla quale è facile dare risposta. Slackware è probabilmente la distribuzione che più di ogni altra consente ai propri utenti di conoscere nei minimi dettagli come funziona un sistema operativo basato su Linux. Questo perché i tools di configurazione di certo non abbondano e le scelte di default sono praticamente inesistenti. D'altro canto queste scelte si ritorcono contro l'utente inesperto, non tanto per l'assenza di un'interfaccia di installazione grafica, quanto perché pone (e ritengo anche giustamente) l'utente di fronte alla necessità di leggere della documentazione, cosa che purtroppo non tutti sono disposti a fare, o che comunque cercano di limitare il più possibile.

Altre due caratteristiche che rendono Slackware diversa dalla maggior parte delle distribuzioni sono lo stile seguito per gli init script, molto più vicina a BSD, e un albero delle directory estremamente ordinato. Caratteristiche che certamente potranno essere apprezzatissime da un utente esperto e attento ai dettagli, ma che difficilmente possono interessare tutti coloro che decidono di installare GNU/Linux per la prima volta (utenti BSD esclusi). Inoltre Slackware è praticamente l'unica tra le "grandi" distribuzioni a non adottare storicamente uno dei tipi di pacchetti precompilati, il deb o l'rpm, rimanendo fedele al vecchio tgz.

Altro particolare, la scelta del software: lo staff di Slackware ha deciso di fornire ai propri utenti un solo CD di installazione più uno contenente gli extra, cioè quei pacchetti non ritenuti necessari, ma comunque importanti. Questo rispetto ai 3 e oltre CD di installazione delle altre distribuzioni può avere il vantaggio di non mettere in difficoltà l'utente nella scelta dei pacchetti, ma aggiunge un handicap nei confronti di chi, essendo esperto, vorrebbe disporre di una ampia gamma di pacchetti installabili fin dall'inizio.

A chi è indirizzata Slackware?

Secondo la mia personalissima opinione ormai il panorama delle distribuzioni è così ampio che un utente ha solo l'imbarazzo della scelta. Tra tutte queste Slackware è una di quelle che ha fatto la storia di GNU/Linux e va certamente presa in considerazione. Sono tantissimi quelli che ci sono affezionati e abituati talmente tanto bene che non la scambierebbero per nulla al mondo.

Può essere un'eccellente scelta per gli sviluppatori e studiosi (aggiungendo anche una buona percentuale di "smanettoni"), che possono disporre di una distribuzione personalizzabile all'estremo. Con questo non voglio dire che sui Desktop e Server non la vedo di buon occhio, tutt'altro. La presenza di KDE 3.0.1 e Mozilla 1.0 dimostrano che gli strumenti per vederla sui "PC di casa" ci sono. Non credo tuttavia che sia la scelta migliore per tutti gli utenti, in particolare per quelli che la tastiera sono abituati a tenerla in una busta di cellophane.

Chi usa Slackware è costretto infatti alla configurazione manuale di gran parte dell'hardware, questo può non essere un problema per l'utente esperto, ma potrebbe impaurire molti neofiti. Dal lato server rimane sempre un'ottima scelta, anche se il suo sistema di gestione dei pacchetti rende l'aggiornamento meno pratico rispetto ad altre distribuzioni. E questo quando si hanno più server da amministrare può diventare certamente scomodo.


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