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Perchè usare altri motori di ricerca se abbiamo Google?

La lotta per la leadership in un settore cruciale della rete
La lotta per la leadership in un settore cruciale della rete
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Molti analisti statunitensi si stanno facendo in queste settimana questa domanda. In sostanza: ha senso per società di Internet dare vita o migliorare il proprio motore di ricerca se esiste già un motore che soddisfa le esigenze dei searcher di tutto il mondo?

Il motivo di questo dibattito è facilmente individuabile. Negli ultimi mesi c’è molto fermento nel mondo dei motori di ricerca. L’anno scorso Yahoo aveva annunciato la propria ‘autarchia’ da Google e aveva lanciato il proprio spider e qualche settimana fa Bill Gates in persona aveva scritto una lettera ai navigatori in cui auspicava sorti felici per il nuovo spider realizzato da MSN che pare abbia coinvolto duecento engineers in USA.

Attualmente stanno circolando negli Stati Uniti delle teorie secondo le quali questi tentativi (di Yahoo, di MSN, ma anche di Askjevees e di Amazon) di ‘combattere’ lo strapotere di Google siano velleitarie.

A mio parere si tratta di teorie completamente prive di fondamento e per diversi motivi.

Il presupposto è che Google sia “il miglior motore di ricerca possibile”. Per quanto Google sia senza dubbio il miglior motore di ricerca oggi in circolazione, non possiamo affermare che non sia migliorabile; il fatto che gli stessi capi di Google (come rivelano fondati rumors) si stiano dando da fare per migliorare le funzioni di ricerca (oltre che per ampliare e diversificare l’attività della grande G) è un segno chiaro ed evidente che Google è migliorabile. La lotta fra i motori di ricerca è solo apparentemente incentrata sulla 'numerosità' dei risultati di ricerca. Il 90% dgli utenti internet che utilizza un motore di ricerca utilizza Google non perché trova centinaia di migliaia di risultati di ricerca per ogni query, ma soprattutto perché i primi quattro o cinque risultati sono molto attinenti con la ricerca effettuata. La gigantomachia fra i search engine sarà sempre più incentrata sulla qualità dei risultati di ricerca e non più sulla quantità dei risultati visualizzati.

Il dibattito attualmente in corso ha però un fondo di verità: un motore di ricerca è un ‘prodotto’ particolare; non è un’automobile, ma non è nemmeno un canale televisivo. In Internet sono numerosi i casi in cui esiste un monopolio ‘de facto’ in determinati settori e questo perché la funzione ‘attiva’ (o la ‘freddezza’ del mezzo, come avrebbe detto McLuhan) dei siti fa sì che sia estremamente difficile lasciare un sito (e quindi anche un motore di ricerca) una volta che ci si trovi bene. In un sito, e soprattutto in un motore di ricerca, non ci troviamo di fronte a un canale televisivo che, per quanto valido e di qualità, ha un palinsesto illimitato; noi tutti abbiamo il nostro ‘canale preferito’, ma nessuno guarda un solo canale e questo perché non tutti i programmi sono di nostro gradimento: perché un giorno passano un film western mentre noi amiamo i film d’amore, perché il format di dibattito politico è condotto da un giornalista che ci sta poco simpatico etc. In Internet la qualità invece non è mai ‘messa in crisi’ dalla necessità di specificare la programmazione; un motore di ricerca è come un canale televisivo che ci permetta di farci da noi la programmazione e di decidere il palinsesto.

Poniamo di trovarci di fronte a dieci di questi motori di ricerca-canali. Quale sceglieremmo? Quello che ci consente di crearci i programmi migliori. Una volta che lo abbiamo trovato, perché dovremmo usarne un altro? Obiettivamente non esiste motivo valido. In un mondo, come quello di Internet, in cui la ‘distribuzione’ non esiste affatto, è evidente che la qualità del prodotto diventa l’unico fattore determinante nella nostra scelta. Internet rappresenta un mondo economico straordinario proprio per questa sua particolarità; la dimensione attiva da parte dell’utente, la mancanza di barriere tipiche del mercato dei prodotti off-line fanno di Internet un mercato unico. Se ci pensiamo bene, sono rarissimi i casi di prodotti popolari (come è appunto il web) che hanno dato vita a un monopolio ‘de facto’ come quello di Google e il bello (per chi è leader…) è che questa situazione di monopolio non può nemmeno essere sottoposta a leggi anti-trust; è il ‘popolo di Internet’, per usare un’espressione orrenda ma significativa, che decide quale sia il sito migliore e il motore di ricerca migliore, senza che sia necessario porre dazi et similia sul prodotto.

Detto questo, e riconosciuto che attualmente il motore di ricerca migliore al mondo è Google, possiamo altrettanto pacificamente affermare che la lotta dei tanti Davide nei confronti di questo immenso Golia è più che giustificata e per un motivo molto semplice: i vari MSN, Yahoo, Askjevees etc. non pensano di ritagliarsi una piccola nicchia (questo sarebbe un business plan fallimentare e non efficiente da un punto di vista squisitamente economico, calcolando le spese di start-up e di mantenimento di un motore di ricerca), ma pensano di ‘uccidere Golia’ ovverosia, sapendo che nel World Wide Web esiste spazio per un solo leader (posto che è possibile ‘sopravvivere’ anche per chi leader non è), tutti questi motori di ricerca vogliono essere leader; e, con la stessa facilità con cui abbiamo riconosciuto che è impossibile avere più di un player dominante nel mercato dei search engine, possiamo affermare che battere Golia non è affatto impossibile.

Vi ricordate di Altavista? Sei anni fa nessuno avrebbe mai pensato che ci sarebbe stato un motore di ricerca che lo avrebbe surclassato (parliamo in termini di utilizzo da parte dei surfer), Altavista era IL motore di ricerca. Altavista è stato venduto qualche anno fa a Overture, che a sua volta è stato acquistato da Yahoo e oggi, per Yahoo, Altavista ha un’importanza strategica vicina allo zero. Non solo: il nuovo motore di ricerca di Yahoo non deve nulla – a quanto ci è dato di sapere – dall’expertise di Altavista.

Chi dice che lo stesso non possa accadere per Google? La storia ci ha insegnato che tutto è possibile e la storia del Web ci ha insegnato che tutto è possibile in un brevissimo lasso di tempo.

Di una cosa possiamo essere certi: fra vent’anni il Google di oggi apparirà come un motore di ricerca primitivo, così come oggi ci sembra desueto un computer che ha 6 mega di ram e 1.2 giga di spazio disco.

Non sappiamo quale sarà l’evoluzione dei motori di ricerca; quello di cui possiamo essere certi è che la loro prospettiva semantica e non più lessicale (cercare e trovare per significati e non più solo per significanti) sarà il salto qualitativo più importante e il terreno in cui già in questi mesi si sta combattendo la gigantomachia dei motori di ricerca.


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