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Motori oggi: punto della situazione

Strategie, tendenze, prospettive di un settore in continua evoluzione
Strategie, tendenze, prospettive di un settore in continua evoluzione
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Che i motori siano in continua evoluzione lo sappiamo. In questo ultimo anno, però, abbiamo assistito a profonde modifiche sia di “corporate”, sia degli algoritmi. Non sono solo cambiate le soglie, si sono modificate le regole, alcune sono state abbandonate, altre sono state introdotte.

Il gruppo Yahoo

Dopo una serie di acquisizioni dirette ed indirette, Yahoo ha acquisito alcuni dei nomi più importanti del mondo dei motori, lasciando i concorrenti diretti ad un numero ridottissimo.

Di proprietà di Yahoo, sono:

  • Overture;
  • Altavista;
  • Inktomi;
  • Fast.

Questi motori sono ancora operativi ed addirittura si stanno evolvendo. Ovviamente non è facile prevedere quale sarà il loro futuro, visto che potrebbero esserci evidenti ridondanze nel gruppo.

I più propendono per:

  • Overture ed Altavista diventano sempre più attivi sul fronte dell’advertisement a pagamento, sponsored link, pay per click/visit ed in generale sulla visibilità a pagamento;
  • Inktomi e Fast restano motori puri, più o meno a pagamento, ma con listing classico da motore;
  • Yahoo continua la sua missione di directory mondiale, contrastata da Dmoz/Odp, con in seconda sorgente i dati di Fast o Inktomi o entrambi.

Fast: lo ritroveremo ancora l’anno prossimo?

Per quanto riguarda la pulizia dei risultati e l’attinenza dei siti proposti con la ricerca effettuata, Fast è ritenuto uno dei migliori motori disponibili, se non il migliore. La sua azione antispam è decisamente aumentata nel passato prossimo e moltissimi siti sono stati estromessi dagli indici. Trucchi e trucchetti sono combattuti in ogni modo e molti webmaster e SEO hanno avuto seri problemi.

Riservato ad un’utenza tecnica ed evoluta, il circuito porta una quota non altissima di traffico, sia direttamente sia tramite gli altri sistemi che ne presentano i risultati. È importante entrarvi, comunque, e non solo per il traffico, ma per il fatto che non è ancora chiaro se Yahoo deciderà di presentare i suoi risultati o quelli di Inktomi.

Ha un primato: quello di essere stato il primo motore a leggere i file Flash ed indicizzarli. Google lo fa, ma solo per i link da seguire. Nessuna considerazione, ad oggi, per le ricerche.

I tentativi di miglioramento di Altavista

Altavista prima di essere comprato da Overture aveve in corso una riorganizzazione aziendale e profonde attività di miglioramento dei suoi algoritmi. Per un certo periodo s’è notato un miglioramento dei risultati, rispetto agli ultimi anni che avevano visto un forte degrado della qualità. Attualmente si assiste ad una fase di stasi. Non è ben chiara la strada che intende intraprendere.

Pur presente nelle classifiche dei primi dieci motori, il traffico portato ai siti non pare giustificare un’energica azione per entrarvi. Ha i suoi appassionati, comunque.

Le directory Virgilio e Arianna sopravvivono

Grazie al fatto che fanno parte dei due principali gruppi che in Italia vendono connettività Internet, Virgilio ed Arianna danno ancora un significativo apporto di traffico, soprattutto per temi “consumer”.

In entrambi il sistema più semplice per entrare è pagare. Se ne vale la pena dipende principalmente dal sito. Conviene sempre fare prima una ricerca di prova. Se si è su Google è possibile che si sia automaticamente ben posizionati anche qui. Se così non è, conviene entrare. Ovviamente la posizione che si avrà non è facilmente prevedibile. E per il mercato italiano, comunque, sono le principali fonti di traffico dopo Google.

Microsoft è rimasta per un po’ ad osservare (o dormire, come dice qualcuno) ed adesso pare essersi svegliata di colpo.

Resasi conto del fatto che Yahoo ha formato un network formidabile e che Google è il padrone quasi incontrastato di un business da miliardi, ha pensato che era ora di fare sul serio.

Si vocifera di un nuovo motore ed intanto MSN sta lentamente cambiando. Il dubbio è fino a quando continuerà ad avere i dati di Inktomi, visto che quest’ultimo è ora di proprietà del principale concorrente.

In termini di ottimizzazione, segue regole e soglie diverse da quelle solite, obbligando ad ottimizzare pagine appositamente per lui. Ne vale la pena solo per alcune categorie, soprattutto ludiche.

E Google?

In termini di traffico in Italia è decisamente il primo della lista e di molto. Qualunque settore si esamini, il numero di visite portate da Google supera di un ordine di grandezza tutti gli altri. Da solo ottiene sempre il 50% del traffico e spesso si arriva al 75% o 80% in funzione del tema. Sono in molti, ormai, a ritenere che visto l’apporto, val la pena di lavorare solo per lui concentrando tutti gli sforzi.

Personalmente ritengo che affidare il destino del proprio sito ad un solo motore, pur se il primissimo della lista, sia sempre una strategia pericolosa. Sicuramente è il motore sul quale va fatto il massimo investimento, ma occorre non dimenticare gli altri, traffico o no.

Google, comunque, sta cambiando molto i suoi algoritmi di indicizzazione. In linea generale:

  • ha cambiato alcune soglie di intervento dei suoi algoritmi di penalizzazione;
  • alcune regole non sono più valide;
  • è cambiato il sistema di calcolo del PR, diventato più misterioso;
  • è aumentata l’importanza del testo in chiaro sui link;
  • non esiste più la googledance;
  • sembra che siti vecchi ed aggiornati abbiano una spinta rispetto a quelli nuovi, indipendentemente dalle altre variabili;
  • è diminuita la frequenza della sincronizzazione con Dmoz/Odp.

Occorre anche segnalare che Google sta aumentando la sua attività nel campo dell’advertisement a pagamento anche se il suo punto di forza è sempre il listing gratuito.

Il PR non è più importante come in passato

Agli osservatori attenti è chiaro che il PR non è più importante come in passato. Resta una componente fondamentale di un buon posizionamento tra i suoi risultati, ma non è più il punto principale sul quale investire le proprie energie (e per me, non lo è mai stato).

Un buon PR contribuisce ad alzare la frequenza delle visite degli spider di Google, fermo restando che le pagine devono essere variate continuamente.

A parità di tutte le altre variabili, il PR può fare la differenza. Quello che cambia rispetto al passato è che sino a poco tempo fa PR 7 poteva stravolgere in positivo un cattivo risultato. Oggi non è più così.

Il calcolo del PR, secondo molte voci, non è più basato esclusivamente su una formula aritmetica che contempla il numero dei link in entrata ed in uscita. Paiono esservi altri parametri, sconosciuti, ovviamente. In definitiva, il PR è diventato un po’ misterioso (non che prima fosse chiarissimo!).

Sta aumentando la sua importanza al punto che si ritiene che sia più corretto lavorare molto per aumentarla, rispetto all’investimento di pari energie nel PR. Attenzione, però. Vi sono vari aspetti da considerare:

  • i link reciproci da fortemente positivi, sono diventati ininfluenti se non addirittura penalizzanti, se in eccesso;
  • ai fini della ricerca, contano soprattutto i link con testo in chiaro contenente la chiave che interessa posizionare;
  • i link devono essere da altri siti, meglio se da IP diversi (pare);
  • Google pare considerare anche i link in javascript, purchè la url non sia spezzata.

In definitiva, la link popularity è attualmente uno dei componenti più importanti di un buon posizionamento su molti motori e soprattutto su Google. Fatta con intelligenza, però, e senza che sembri evidentemente forzata.

Diminuisce l’importanza dell’ottimizzazione

Non che l’ottimizzazione non sia importante, solo che non lo è più così tanto come in passato. In realtà ciò che varia è la ripartizione del lavoro da fare sui vari aspetti. Un buon lavoro d’ottimizzazione e un buon PR ottenuto con pochi link importanti, segnavano il successo del posizionamento sino ad un anno fa. Oggi è importantissima la link popularity e si gira ad essa buona parte del lavoro.

Si vedono siti scarsamente ottimizzati in prima posizione su chiavi che entrano solo nel testo dei link. La cosa è dovuta al grande numero di tali link.

Con ciò non si vuol dire che i siti non siano più da ottimizzare. L’ottimizzazione deve essere fatta e resta sempre importante. Cambia solo il modo. Occorre cercare un’ottimizzazione media su tutti i parametri invece che esasperare la ricerca del valore migliore per una data variabile. Si rischia di lavorare troppo per il risultato che si otterrà.

I network di siti sono in serio pericolo

Fattore importantissimo sino a qualche mese fa, i network di siti collegati tra loro sono oggi nell’occhio del mirino dei sistemi antispamming di Google. Non è ancora chiara la strada che sarà presa, ma è evidente una rilevante attività di analisi su tale aspetto e molti network hanno già pagato le conseguenze. E quindi?

Quindi il network deve essere studiato in modo da non prestarsi ad essere considerato fittizio. La regola è quella del buon senso. I criteri antispamming di Google in fondo tentano di seguire questa via e adattarvisi, invece che combatterli, è la strada migliore a lungo termine.

Aumenta la lotta allo spam

In generale, per Google e per tutti gli altri motori, si nota un forte incremento della lotta al posizionamento forzato dei siti, che se non corrisponde a reali contenuti a tema con le chiavi può portare a penalizzazioni. Anche dove questo ancora non avviene, è solo perché gli algoritmi non sono ancora perfetti. La strada, comunque, è segnata.

Il trovare centinaia di siti che occupano i primi posti pur in presenza di evidentissimi e dichiarati trucchetti di bassa lega, non deve indurre a credere di poterla far franca. Non si vedono, infatti, quei siti dello stesso tipo che prima c’erano ed adesso non più! Inoltre i webmaster di un sito che sta al primo posto grazie a trucchi e trucchetti non dorme la notte…

Conclusione

Il lavoro di posizionamento di un sito sta cambiando la sua faccia. Da sperimentazione, individuazione dei migliori parametri e creazione delle pagine, sta diventando analisi, previsione e attuazione di una strategia a lungo termine.

Tutti i posizionatori ormai hanno nel proprio catalogo servizi strategici a lungo termine e sistemi validi per interventi a breve, per lo più basati su pay per click di varia forma.

Nel forum Web Marketing e Motori di Ricerca di HTML.IT se ne parla tutti i giorni.


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