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Il motore di ricerca che verrà

Quali caratteristiche dovrebbe avere un motore per aspirare ad essere l'erede di Google?
Quali caratteristiche dovrebbe avere un motore per aspirare ad essere l'erede di Google?
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L'ultimo sussulto l'ha dato Cuil: appena messo online, in molti si sono chiesti se fossimo di fronte all'erede di Google.
Già, l'erede: lo sforzo è di guardare avanti e di immaginare a chi spetterà l'onore di strappare la corona del numero uno a Big G. Ammesso naturalmente che il primato attuale sia destinato a terminare in tempi brevi.

Gli utenti determinano il numero uno

Possiamo però chiederci quali saranno o dovranno essere le caratteristiche del dopo Google.

Al tempo della nascita, Page e Brin avevano (vittoriosamente) puntato su una grafica minimalista e un algoritmo (più o meno) efficace. Tanto bastò a far passare Google da outsider a numero uno senza alcun investimento particolare in marketing promozionale.

Da qui isoliamo già un primo aspetto: i motori di ricerca costruiscono il loro successo su quello che dimostrano di saper fare. Campagne e pubblicità hanno un'efficacia piuttosto limitata: è la pratica e il passaparola degli utenti a determinare il successo.

E teniamo presente che ai tempi del debutto di Google blog e Web 2.0 non esistevano ancora: se nascesse oggi un motore di ricerca con lo stesso "carisma" ne sentiremmo parlare in tempi brevissimi. Come è successo con Cuil, salvo mostrarsi (almeno per ora) più una meteora che un pretendente.

La nuova frontiera: il Web 2.0

Un aspetto è sicuro: l'erede dovrà muoversi in modo brillante nel "nuovo" web. Elaborare ricerche "classiche" ma anche all'interno di blog, video, social network e le altre forme di User Generated Content. Il 2.0 insomma sarà il suo habitat di riferimento.

Non sarebbe male se dimostrasse la capacità di valutare l'autorevolezza dei contenuti e delle fonti, scremando al meglio in base alla qualità. Un compito certamente non facile che possiamo immaginare come un evoluzione molto più completa (e complessa) del Trustrank di Google.

E perché no, anche la possibilità di confrontare le diverse fonti all'interno di una panoramica ragionata.

Una nuova interfaccia?

Questa serie di esigenze possono tradursi anche in una nuovo modello di interfaccia.

La distribuzione grafica di Cuil rappresenta una possibilità d'impostazione: più colonne, maggiore utilizzazione dell'intera schermata, spazio minimo per una descrizione aggiuntiva. Un pò come l'home page di Chrome, con le sue miniature dei siti più visti dall'utente.

Stiamo parlando insomma di qualcosa di nuovo rispetto al mono colonna Google, che poi è lo stesso format di tutti i principali motori di ricerca. Siamo stati abituati ad una linearità interrotta solo da eventuali annunci pubblicitari, segnalazioni video o mappe geografiche: tremendamente usabile ma ormai, forse, un pò limitativa per la ricchezza multimediale della rete.

Certo, Big G permette ricerche precise per ambito: blog, video,... ma ora serve qualcosa di più sintetico e aggregante.

Aggregazione

E aggregazione è forse il termine forte per l'immaginazione, l'obiettivo macro da realizzare. In una rete sempre più densa di contenuti, il motore di ricerca si consolida come un punto di riferimento e di filtro per non smarrirsi.

Lo stanno già facendo i soliti Google (IGoogle) e Yahoo! ma anche qui c'è da lavorare e, forse, l'impostazione di Facebook può diventare un modello su cui ragionare.

Mi riferisco alla possibilità di incorporare applicazioni esterne in modo libero e, ancora più interessante, il fatto di poterle creare da zero.

In conclusione

Abbiamo troppe aspettative verso l'erede? È forse un pò troppo per un motore di ricerca? Io credo di no: i confini e le definizioni tendono a sfumare e per il futuro dobbiamo aspettarci qualcosa di sempre più ampio e allargato. In fondo per "spodestare" Google servirà uno strumento nuovo e particolarmente sorprendente: auguriamo buon lavoro e tanta fantasia ai pretendenti.


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