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Fedora 17: novità in 10 immagini

Le principali novità di Fedora 17 illustrate in dieci immagini significative: dal desktop alle applicazioni, dalla sicurezza agli strumenti di programmazione
Le principali novità di Fedora 17 illustrate in dieci immagini significative: dal desktop alle applicazioni, dalla sicurezza agli strumenti di programmazione
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Il 29 maggio è stata rilasciata Fedora 17, alias Beefy Miracle, portando con sè una serie di novità che avevamo analizzato nel nostro precente articolo. Come di consueto, nel seguito mostreremo dieci delle più significative immagini di questo sistema operativo, al fine di rappresentare sia le novità più interessanti, che in generale tutte le caratteristiche salienti di Fedora 17.

Per chi fosse interessato ad ottenere questa distribuzione, segnaliamo che la versione ufficiale è a disposizione di chiunque, essendo scaricabile tramite l'apposita pagina sul sito ufficiale.

Desktop

Anche in Beefy Miracle viene riconfermata la GNOME Shell, interfaccia di default già vista nelle precedenti versioni. Alla base della gestione del desktop, però, è stato scelto GNOME 3.4, che arricchisce il sistema operativo con una serie di nuove funzionalità non trascurabili. È possibile, ad esempio, utilizzare wallpaper dinamici, nonché sfruttare Empathy anche per le conversazioni tramite il protocollo WLM di Microsoft.

Figura 1: GNOME 3.4 e GNOME Shell governano il desktop di Fedora "Beefy Miracle"
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Figura 1: GNOME 3.4 e GNOME Shell governano il desktop di Fedora

Un'altra interessante novità introdotta con GNOME 3.4 è la possibilità di sfruttare un Application Menu, che ricorda per certi versi la quicklist di Nautilus su Unity di Ubuntu, e che facilita alcune operazioni relative, ad esempio, alla modifica della visualizzazione delle icone. In generale, la nuova versione ha incrementato le performance grazie alla rimozione di alcuni bug noti, e all'introduzione di migliorie di più o meno basso livello.

Figura 2: L'Application Menu su Fedora 17
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Figura 2: L'Application Menu su Fedora 17

GNOME non è, però, l'unica soluzione disponibile con la nuova versione di Fedora. Innumerevoli restano le Spin, che sostanzialmente si rifanno a quanto visto per le ultime versioni, rimanendo specializzate in diversi settori (dai giochi alla sicurezza, passando per il design e la robotica) o semplicemente fornendo desktop environment alternativi. Il più noto è, come sempre, KDE, giunto alla versione 4.8, che include alcuni miglioramenti relativi alla visualizzazione dei file, oltre alla possibilità di sfruttare l'Icon-Tasks, il pannello che "somiglia" a quello tanto criticato di Unity su Ubuntu.

Figura 3: La KDE Spin di Fedora 17
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Figura 3: La KDE Spin di Fedora 17

Applicazioni

Alle novità relative al desktop si aggiungono quelle che riguardano il parco applicazioni rappresentato dai fornitissimi repository ufficiali. Con GNOME 3.4, in particolare, è stata inserita una nuova applicazione che riguarda l'ambito della virtualizzazione: GNOME Boxes. Si tratta di un software in grado di gestire e creare macchine virtuali, con l'obbiettivo di rendere tutto ciò quanto più semplice possibile. L'interfaccia ed il processo di creazione sono, in effetti, molto intuitivi, il che lascia ben sperare in vista di futuri aggiornamenti.

Figura 4: La schermata iniziale di GNOME Boxes
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Figura 4: La schermata iniziale di GNOME Boxes

Come avevamo già accennato nell'articolo precedente, anche GIMP è stato aggiornato alla versione 2.8. Con questo aggiornamento, sono state introdotte molte nuove caratteristiche al noto programma di grafica. Una di questa riguarda la possibilità di utilizzare il programma senza la necessità di usare più finestre separate, ma includendo tutti i pannelli in una finestra singola (attivando la modalità single-window); si tratta di una delle caratteristiche di cui si è dibattuto a lungo, e che molti utenti hanno già criticato, sia positivamente che negativamente.

Figura 5: GIMP in single-window mode, su Fedora Beefy Miracle
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Figura 5: GIMP in single-window mode, su Fedora Beefy Miracle

Relativamente al cloud computing, è stato portato avanti il progetto OpenStack, che era stato introdotto su Fedora nella scorsa versione. Si tratta di una serie di strumenti per il cloud storage e per la gestione di tutte le risorse relative, che questa volta viene fornita insieme ad Horizons, che consente agli utenti di gestire il tutto mediante una comoda interfaccia accessibile via browser.

Figura 6: OpenStack Horizons: tutti i servizi sono comodamente gestibili via browser
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Figura 6: OpenStack Horizons: tutti i servizi sono comodamente gestibili via browser


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