Caffeine è il nuovo algoritmo di indicizzazione di Google che prevede un'aggiornamento più frequente dell'indice, per seguire la velocità dei social network e il ritmo di sviluppo di nuovi contenuti. Si tratta soprattutto di contenuti generati dagli utenti (UGC), sembra non avere pause e obbliga i motori di ricerca ad offrire risultati aggiornati all'istante (o quasi).
Su Big G preme poi anche la concorrenza, più o meno diretta, di competitor agguerriti: Facebook e la sua intenzione di proporre un paradigma alternativo e concorrenziale, Twitter e i suoi aggiornamenti continui, la dimensione mobile che amplifica ulteriormente l'intensità delle informazioni veicolate in Rete.
In ogni caso Google dichiara di aver ideato Caffeine allo scopo di essere sempre più efficace nel servire le ricerche degli utenti:
«Caffeine mette a disposizione risultati per ricerche web più aggiornati del 50% rispetto al nostro ultimo indice, ed è la più ampia raccolta di contenuti che abbiamo mai offerto.»
Il 50% è un numero che salta agli occhi. Come è possibile? Ce lo spiegano così:
«Il nostro vecchio indice aveva diversi strati, alcuni dei quali aggiornati da un ritmo più veloce degli altri; lo strato principale veniva aggiornato ogni paio di settimane. Per ogni strato l'operazione richiedeva che venisse analizzato l'intero Web, quindi con un ritardo significativo tra il momento in cui la pagina veniva trovata e il momento in cui era resa disponibile all'utente.
Con Caffeine analizziamo il Web in piccole porzioni e aggiorniamo il nostro indice di ricerca di continuo e a livello globale. Quando troviamo nuove pagine, o nuove informazioni su pagine esistenti, possiamo aggiungerle direttamente all'indice. Questo significa che oggi è possibile trovare informazioni aggiornate come mai prima - senza considerare quando o dove siano state pubblicate.»
Informazioni inoltre pienamente multimediali: non si cerca solo testo, ci sono immagini, video, post, podcast. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
La mole dei dati è aumentata con un trend che potrà solo crescere e anche gli utenti diventeranno sempre più esigenti e affamati, avranno meno pazienza e saranno molto più voraci.
MayDay
Ma la novità più importante è rappresentata da MayDay, l'aggiornamento all'algoritmo di cui si sta ancora discutendo.
Ogni anno Google apporta qualche centinaia di "ritocchi" di questo tipo ma l'impatto del nuovo arrivato gli ha fatto guadagnare riflettori e attenzione, nonchè un appellativo legato alla data di apparizione (tra il 28 aprile e il 3 maggio).
La sua introduzione si è fatta notare a causa di sostanziali modifiche di Serp nelle long tail: molti webmaster hanno assistito al calo, anche pesante, di traffico proveniente dalla coda lunga (quindi chiavi composte da almeno 3 termini), traffico naturalmente legato al posizionamento dei risultati su Google.
Matt Cutts ha spiegato che MayDay punta a migliorare la qualità dei contenuti proposti ai navigatori, inoltre elargisce consigli a chi ne risultasse penalizzato:
«controllare quanto contenuto stanno generando e quanto può essere considerato prossimo alla spam»
Con una puntualizzazione: MayDay viene a prescindere da Caffeine.
Le azioni però si connettono a livello più ampio: i navigatori ne saranno più soddisfatti? Lo scopriremo presto. Ma cosa cambia effettivamente sul posizionamento e i dati nelle Serp? Molto si è già scritto fin qui: ipotesi, primi confronti, test empirici. Per le certezze insomma meglio aspettare.
Ci sono indizi comunque. Vediamoli.
- La velocità di caricamento dei siti già molto pronunciato
- Gli aggiornamenti continui dei contenuti Living Stories
- I social network
- E una dichiarazione sempre di Cutts:
«Che indicazioni dobbiamo dare a Google per segnalare le pagine più importanti (di un sito
ndtle pagine linkate dalla pagina root, le pagine linkate nell'architettura del sito sono le pagine importantiDMOZ.org
Quindi che si fa? Lanciamo spunti di riflessione.
Non aspettiamoci stravolgimenti epici, piuttosto una continuità delle tendenze già avviate. Graditi i siti che puntano su contenuti ben aggiornati e stimolano la condivisione sulle reti social: i benefici per loro ci saranno. Ed è lecito aspettarsi sempre di più nelle serp risultati provenienti da blog. Già succede ma punto su una frequenza aumentata.
Mettiamo definitivamente il PageRank nei libri di storia
I retweet e gli share vari rischiano di aumentare il loro ruolo. Con un indicizzazione in tempo quasi reale, possono diventare preziosi indicatori di importanza e interesse.
Ammetto che il nuovo scenario mi incuriosisce e intriga. Big G spariglia un po' le carte e vedremo come giocare.
Ipotesi naturalmente, e possiamo ragionare su altro ancora.
Caffeine dovrà interagire con Foursquare Gowalla
Guardiamo alla concorrenza. Bing
E un'ultima certezza: l'utente finale, diciamo medio, non dovrà accorgersi della novità.
Se non noterà discontinuità ma anzi troverà ancor più soddisfacente i risultati ottenuti dalla sua ricerca, in quel caso Caffeine dimostrerà di essere vincente.
Tutto cambia perchè nulla deve cambiare no? A proposito, volete parlarne su FaceBook