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Business Process Management: cosa ci attende nel 2013

Una panoramica del 2013 in ambito BPM secondo Pierre Fricke, director of product marketing di Red Hat.
Una panoramica del 2013 in ambito BPM secondo Pierre Fricke, director of product marketing di Red Hat.
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Ospitiamo un intervento realizzato in esclusiva per HTML.it da Pierre Fricke, director of product marketing di Red Hat, sul futuro prossimo del Business Process Management, cioè l'insieme di attività necessarie per definire, ottimizzare, monitorare e integrare i processi aziendali, al fine di creare un processo orientato a rendere efficiente ed efficace il business dell'azienda.

Il 2012 ha portato una serie di cambiamenti che porteranno con ogni probabilità ad evoluzioni ancor più significative negli anni a venire, sia per Red Hat che per il mondo dell'enterprise IT nel suo complesso. È stato un anno particolarmente intenso nelle aree dell'integrazione e del business process management, a causa soprattutto delle acquisizioni che hanno impresso un'accelerazione al lavoro che abbiamo effettuato per sviluppare le nostre capacità in ambito di integrazione e BPM. Nel corso di quest'anno abbiamo offerto una delle prime realizzazioni open source dell'unificazione di regole, processi ed eventi nell'ambito di un comune ambiente di sviluppo, implementazione e gestione. Si tratta di un grande passo avanti per gli sviluppatori impegnati nella creazione di processi e regole di business, che pone le basi di una partecipazione olistica da parte degli analisti di business nell'automazione delle loro attività tramite l'IT. Red Hat ora vanta un percorso preferenziale verso una nuova generazione di business process management, il BPM intelligente.

Per quanto riguarda il BPM, credo che vedremo un continuo consolidamento tra i vendor proprietari. E penso che molto di questo processo sarà guidato dal cloud. Ad oggi, il cloud non ha giocato un ruolo fondamentale a questo livello di stack, se si eccettuano attività sperimentali o i classici early adopter. Per essere più chiari, gli utenti stanno collaborando e sfruttando asset cloud per diversi progetti, ma lo scenario generale è quello di ambienti di sviluppo BPM costruiti nel cloud e poi implementati on premise. Mi aspetto che questo possa cambiare, man mano che le organizzazioni acquistino familiarità con il concetto di implementare applicazioni e servizi nel cloud, in particolare nel caso di processi di business caratterizzati da picchi di carichi di lavoro, o magari legati a fenomeni temporanei.

Il problema che molti di questi vendor si trovano ad affrontare è che costi di licenza elevati diventeranno sempre meno proponibili in un mondo realmente cloud-enabled. Prevedo che questo andrà ad impattare sul settore BPM in due modi, entrambi sostanziali: primo, il BPM diventerà più abbordabile economicamente, estendendo di fatto le dimensioni del mercato; secondo, l'approccio dei vendor diventerà sempre più "aperto".

I classici middleware vendor proprietari - che si occupino di BPM, integrazione, piattaforme applicative o altro - dovranno impegnarsi per mantenere la loro competitività in un paradigma cloud. Credo che i prossimi cinque anni potranno rivelarsi molto dolorosi per queste aziende. Non solo le pressioni competitive spingeranno un ulteriore consolidamento, ma il modello cloud potrebbe minare sostanzialmente le fondamenta delle grandi realtà middleware che si basano su vecchi modelli di licensing.

Al contrario, con il cloud computing che chiama una maggiore trasparenza ed apertura, vedremo con ogni probabilità l'innovazione crescere come mai è successo prima. L'innovazione arriva attraverso ambiti differenti, ma credo che un driver fondamentale nell'enterprise sia l'open source. Alcune tecnologie, come l'integrazione enterprise, sono oggettivamente complesse. L'integrazione va a toccare una serie di sistemi diversi - integrandoli con differenti nozioni di dati, differenti nozioni di interazione con le API, ed altro.. C'è un livello di complessità associato, a prescindere. Queste sfide rendono l'integrazione uno scenario ideale per l'innovazione, e credo che potremo vedere l'innovazione prendere forma nella community Apache Camel.

Camel è attualmente un driver importante in tema di integrazione, per quanto riguarda la produttività degli sviluppatori, i tool associati allo sviluppo e la leggerezza dei footprint, in modo che gli utenti possano mettere l'integrazione dove ne hanno necessità, piuttosto che su hub centrali. Questo tipo di tecnologia e di modo di pensare stanno alla base della strategia di Red Hat. Essendo una tecnologia open source, c'è la possibilità che altre persone contribuiscano ad innovarla, e tra questi clienti, partner, la stessa Red Hat ed altri integration vendor (se decidono di partecipare): per questo, credo che la community Camel sia un ottimo esempio di dove vedremo l'innovazione avvenire nell'integrazione.

In tema di BPM, sono diverse le cose interessanti che succedono a livello di pianificazione della simulazione e di altre attività associate a regole e processi di business ed al monitoraggio delle attività. Sono convinto che vedremo una buona dose di innovazione, in particolare legata a questo ultimo aspetto, soprattutto perché non ci sono stati finora progetti open source in ambito di business activity monitoring (BAM).

Detto questo, le evoluzioni che verranno porteranno con sé nuove sfide, sia per gli sviluppatori che per gli analisti di business. Gli sviluppatori dovranno confrontarsi con nuovi sistemi e tecnologie. La questione non sarà più quella di connettere l'applicazione A all'applicazione B, all'applicazione C. Gli elementi da mettere in collegamento tra loro saranno più numerosi, e quantità sempre maggiori di dati verranno immessi sui sistemi. I social network, i dispositivi mobili e quelli integrati,... sono tutte fonti di "grandi" dati sulla base di eventi di business. E questi dati dovranno essere catturati, analizzati ed integrati nei processi e nelle applicazioni di business. Modelli leggeri di messaggistica ed integrazione si riveleranno particolarmente importanti per gli sviluppatori, da qui l'attenzione verso progetti quali Camel, integrazione basata su cloud e integrazione basata su sottoscrizione.

Gli analisti di business dovranno acquisire familiarità e comprendere più a fondo i loro processi di business, nel contesto di questi nuovi fenomeni. Nella realizzazione di processi di business, dovranno avere chiaro come questi si collegano al mondo del social e del mobile, agli eventi di business e agli eventi che escono dai processi, e trasformare tutto secondo una prospettiva di business. Credo che nel corso dei prossimi anni vedremo il rapporto tra sviluppatori e analisti di business maturare ulteriormente.

In generale, credo che l'innovazione sia salutare. Non solo all'interno di tecnologie e paradigmi esistenti, ma anche in aree di confine, che inizieranno nei prossimi anni a prendere la forma di nuovi strumenti, maggiormente formativi e più potenti. Non sarei sorpreso di vedere tecnologie già esistenti, come complex event processing, business intelligence, business analyst tool, BPM e simili, evolversi verso qualcosa che potrebbe diventare un unico strumento di controllo e gestione di taglio manageriale. Le possibilità esistono già oggi, anche se non raccolte sotto un'unica offerta completa.

Questa è la parte più stimolante. Sapere che molte delle tecnologie chiamate a rivoluzionare il domani esistono già oggi, in una qualche forma, rende il realismo della nostra visione molto più concreto. Basta pensare a cosa è successo nel campo dell'automazione domestica. Cinque anni fa, avevamo la possibilità di programmare i nostro termostati, gli elettrodomestici ed i sistemi di sicurezza. Oggi, possiamo farlo anche da mille miglia di distanza, tramite un dispositivo mobile.

Come è facile comprendere, credo fermamente che ci troviamo di fronte a grandi cambiamenti. Alcuni di questi porteranno con sé nuove sfide, ma sono convinto che nella realtà ci troveremo di fronte a un'evoluzione che semplificherà le vite quotidiane di utenti individuali, come me e voi. Per i nostri clienti, noi di Red Hat abbiamo una visione comprensiva che chiamiamo Intelligent Integrated Enterprise - un approccio che intende sostenerli nell'affrontare in tempo reale gli eventi di business, con prodotti, risposte e servizi di elevata qualità. In fondo, si tratta di aiutare i nostri clienti a soddisfare i loro clienti, e credo che continueremo a vedere lo scenario enterprise IT cambiare, proprio spinto dalla motivazione di raggiungere questo obiettivo.


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