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Blog: davvero efficaci?

Assolutamente semplici da realizzare ed aggiornare, i blog costituiscono sempre e comunque la scelta architettonica migliore per divulgare informazioni via Internet?
Assolutamente semplici da realizzare ed aggiornare, i blog costituiscono sempre e comunque la scelta architettonica migliore per divulgare informazioni via Internet?
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Ebbene sì. Dopo una decina di anni in cui chi ha voluto pubblicare un sito personale o un piccolo portale non aveva molte alternative se non rivolgersi a professionisti o imparare a "smanettare" con l'HTML e il PHP, oggi chiunque desideri manifestare le proprie idee e opinioni via Web può facilmente, e gratuitamente, realizzare un blog.

Il blog, per chi ancora non lo sapesse, è un modello architettonico per la pubblicazione di contenuti via Web che, nella versione base, si limita a incolonnare in ordine cronologico le pubblicazioni del proprio autore. Su tale modello sono fiorite decine e decine di piattaforme di pubblicazione (CMS) e altrettanti servizi on-line gratuiti come gli ormai celeberrimi blogger o Splinder.

I blog vengono gestiti tramite un'interfaccia utente particolarmente semplice che, solitamente, offre un editor HTML attraverso il quale scrivere un testo, formattarlo, aggiungere immagini e, con un solo clic, pubblicare istantaneamente il contenuto sul Web. Abbattendo tutte le barriere d'accesso alla pubblicazione di contenuti sul Web (qualsiasi utente Internet in una decina di minuti può registrare un blog gratuito, personalizzarne la grafica e pubblicare i primi post), i blog stanno spopolando in tutto il mondo, diventando così un fenomeno di comunicazione di massa e di costume senza precedenti.

Prima di scegliere di avvalersi di un blog piuttosto che di realizzare un sito tradizionale o un portale dinamico bastato su altri CMS, occorre però valutare alcuni aspetti legati all'architettura, all'usabilità e, più in generale, all'efficacia della comunicazione mediata da un progetto basato sul modello dei blog.

Un'evoluzione ramificata

In questi ultimi anni i sistemi di pubblicazione di blog più noti si sono notevolmente evoluti, permettendo oggi, per esempio, di pubblicare video (realizzando così i Vlog o Videoblog), brani audio scaricabili sui riproduttori MP3 (i podcast) o di inviare i post non solo attraverso il Web ma addirittura via telefonino, rendendo di fatto davvero istantanea la pubblicazione di notizie.

Se per quanto riguarda le funzionalità multimediali vi è quindi stato un grande passo in avanti, occorre sottolineare come vi sia stata una certa incoerente immobilità dal punto di vista dell'architettura dell'informazione dei blog.

Al di là della possibilità di creare categorie di post che, secondo un ormai obsoleto e assolutamente non dinamico sistema di classificazione tassonomico, possono permettere di filtrare i contenuti per aree tematiche, e nonostante l'introduzione dei permalink che consentono di linkare dall'esterno ai post, non si può non notare come l'organizzazione cronologica delle notizie non sia assolutamente adatta a soddisfare le esigenze di alcuni progetti Web che richiedono una semplificazione della reperibilità dei contenuti.

Poiché l'architettura dell'informazione di un progetto Web deve essere pensata per valorizzare la struttura e le priorità editoriali, è infatti ovvio che il blog, nato con precise finalità giornalistiche legate al commento e alla divulgazione di fatti di attualità aggiornati quotidianamente, non sia assolutamente adatto a sistemi di comunicazione Web che non rispondano al criterio che può essere riassunto dalla seguente frase: "l'ultima notizia in ordine di tempo è quella che deve essere vista, perché è la più importante".

Al di là di blog personali, giornalistici o, comunque, legati a informazioni fortemente storicizzate (commenti di eventi, diari quotidiani, opinioni su fatti di cronaca ecc.) in quanti casi per le informazioni presenti in un sito o un portale le ultime pubblicazioni sono sempre comunque più "importanti" delle precedenti? Quando è opportuno che la pubblicazione di una lunga serie di post poco rilevanti scalzi dalle prime pagine visualizzabili altri post editorialmente molto più consistenti?

Un esempio aiuta a capire rapidamente questo concetto. In un blog dedicato alla grafica 3D condivisa, viene pubblicato il 31 del mese un post a un nuovo software Open Source davvero molto potente. Trenta secondi dopo, altri dieci utenti con i propri post mandano questa informazione in seconda pagina (chi guarda mai la seconda pagina di un blog?), mentre allo scoccare della mezzanotte il sistema cronologico di classificazione mensile manda il post nel dimenticatoio. In questo caso, l'architettura di un blog non permette quel tipo di controllo editoriale che risulta indispensabile per la maggior parte dei progetti di comunicazione, e, se indubbiamente facilità la "raccolta" della conoscenza, sicuramente ne ostacola la gestione e l'organizzazione rendendo di conseguenza molto difficile la valorizzazione dei contenuti di qualità.

Il network basta?

I fautori dei blog sostengono che i limiti architettonici del modello possano essere ampliamente superati dalla possibilità di sfruttare le potenzialità della blogosfera per inserire i propri contenuti in un contesto sociale ampiamente diffuso che, attraverso il tagging dei post e l'accesso a sistemi di ricerca come quello offerto dal portale Technorati, rendano addirittura superato il concetto stesso di sito o di portale.

Attualmente numerosi servizi Web 2.0 si stanno occupando dei blog ed è ovvio che in futuro questa attenzione renderà tutto "diverso". Il successo di un fenomeno sociale di gestione della conoscenza però, dipende essenzialmente dalla sua diffusione, dalla qualità dei contenuti proposti e dagli strumenti che vengono messi a disposizione per navigare.

Da questa prospettiva, basta un semplice esperimento per capire come si sia ancora molto lontani dal raggiungere obiettivi di efficacia elevati con i blog rispetto a quello che già da anni si ottiene con motori quali Google e i "non blog". La riprova è molto semplice: basta effettuare una ricerca del termine "Juventus" sul "motore" della blogosfera, Technorati. Beh, i risultati parlano da soli. Sia tra le pagine internazionali sia in quelle in italiano, è davvero difficile pensare che una navigazione anche lunga e attenta tra i risultati individuati possa arrivare a trasferire a un navigatore della blogosfera informazioni paragonabili, per autorità, completezza, e fondatezza, a quella dei classici portali e siti istituzionali.

Personalizzazione molto limitata

Se si pensa poi alla possibilità di adattare un blog a esigenze specifiche, solitamente si ritiene che una personalizzazione grafica del layout e degli schemi di colori possa bastare a rendere "unico" il proprio blog. In effetti, per rendersi conto di quanto i blog siano omologati e stereotipati è sufficiente notare come bastino una manciata di secondi, quando si apre un blog, per capire che si tratta di un blog!

Al di là di questioni estetiche e di interfaccia, peraltro molto opinabili, ogni qual volta che si parla di una scarsa malleabilità e differenziazione, implicitamente si accenna a una diminuzione dell'efficacia del sistema di comunicazione messo in atto. La creatività sia estetica sia editoriale di chi gestisce un blog è pertanto messa a dura prova dai numerosi "paletti" tecnici e architettonici insiti nella sua natura. Una forma di comunicazione che non sia quanto più possibile personalizzata, nel contenuto, nelle modalità con cui vi si accedere o anche nella forma estetica, non è da considerarsi quella più efficace per veicolare il contenuto.

Una scelta da ponderare

Nel valutare la scelta del blog come mezzo di comunicazione Web, non si può non considerare l'estrema facilità di pubblicazione delle informazioni multimediali e altri numerosi vantaggi che presenta questo sistema. Nonostante questo, c'è un'altra faccia della medaglia che consiste nella scarsa trovabilità dei contenuti e nel doversi accontentare di un sistema poco flessibile per la pubblicazione di contenuti complessi.

Esistono quindi altrettanti buoni motivi per pensare di utilizzare altre forme di comunicazione basate su piattaforme CMS modellate su architetture diverse. Per quanto riguarda, per esempio, la realizzazioni di siti aziendali, intranet, o progetti di comunicazione complessa che prevedono una gestione documentale o dei contenuti multimediali ricca e stratificata nel tempo, pare scontato non potersi avvalere del blog.

La scelta di integrare articoli tratti dalla blogosfera all'interno dei portali generalisti (si veda l'esperienza di Libero.it), mette in luce un'altra interessante possibilità per disporre di contenuti freschi e aggiornati che, tuttavia, rimangono ancorati ad argomenti che hanno una scadenza temporale o una frequenza di aggiornamento molto elevata e che non sono considerati contenuti meritevoli di durare nel tempo.

In sintesi, il blog può rivelarsi uno strumento perfetto per progetti in cui l'architettura dell'informazione è strettamente legata alla cronologia delle pubblicazioni. In altri casi, qualora fosse una scelta di comodo, può rivelarsi un pericoloso boomerang che non sarà mai in grado di valorizzare i contenuti più importanti e i legami tra di essi.

Daniele Cerra è un giornalista pubblicista, Progettista e-learning, Content Manager
e web e Concept Designer. Il suo sito personale è http://www.danielecerra.it


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