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Aggiornare il kernel senza riavviare con Ksplice

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Direttamente dal prestigioso Massachusetts Institute of Technology arriva Ksplice, un software che permette di aggiornare il kernel Linux, applicando ad esempio delle patch di sicurezza, senza dover riavviare il sistema per caricare il kernel modificato.

In pratica Ksplice modifica a caldo il codice macchina del kernel già caricato in memoria che diventa così subito operativo. Inoltre non richiede un kernel preparato ad hoc ma funziona su tutta la serie 2.6 ed è stato provato con successo nelle release degli ultimi tre anni, e con varie distribuzioni, incluse RedHat Enterprise, Ubuntu e Debian.

Ksplice può applicare cambiamenti in quasi tutto il kernel, comprese le parti compilate da codice assembly e i moduli. Inoltre gestisce le patch così come arrivano dal repository GIT, senza alcun pre-trattamento. Le uniche zone off-limits per ora restano quelle riguardanti modifiche semantiche alle strutture dati: anche escludendo questo tipo di aggiornamenti, Ksplice riesce a gestire più dell´80% delle patch rilasciate.

Tutto ciò permetterà ai server Linux di ridurre ulteriormente i tempi di downtime dovuti agli aggiornamenti di sicurezza (campo in cui l´OS del pinguino già surclassa le alternative Microsoft). Per i più curiosi, e l´esperienza è decisamente interessante, il sito del progetto propone un esperimento: una modifica, innocua ovviamente, alla funzione printk, utilizzata nella stampa a video dei messaggi di log.

Arriveremo in futuro a dimenticarci della parola riavvio?

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