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I pagamenti online secondo il W3C

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Il settore relativo alle soluzioni per i pagamenti in Rete è ormai sufficientemente evoluto e ricco di alternative che permettono di effettuare transazioni monetarie (in buona parte) sicure, anche tenendo conto degli interessi del cyber crimine per il comparto e dell'immancabile "fattore umano" che continua ad avere il suo ruolo al di là dell'infrastruttura tecnica. Mancherebbe però ad oggi un standard universalmente valido, problema che il W3C starebbe cercando di risolvere attraverso una recente iniziativa.

Il Web Payments Interest Group nasce infatti in seno al World Wide Web Consortium nel quadro del progetto Web Payments Activity Statement; si tratta di un gruppo di lavoro finalizzato all'apertura di un forum tecnico ritenuto ormai indispensabile in un periodo in cui il giro d'affari del commercio elettronico ha già superato da tempo quota un trilione di dollari; contestualmente però, la percentuale di abbandono dei carrelli della spesa durante le procedure di acquisto si attesterebbe intorno ai 72 punti, il 97% nel caso dell'ecosistema mobile.

Quali potrebbero essere quindi i fattori che ancora oggi limitano le potenzialità dell'e-commerce? Oltre all'ancora diffusa diffidenza di una parte degli utenti nei confronti del mezzo, anche la frammentazione dei sistemi per il pagamento potrebbe giocare un ruolo rilevante in questo senso; il Web Payments Interest Group dovrà quindi identificare delle specifiche grazie alle quali rendere più semplici le procedure per le transazioni online, ciò sulla base dell'idea che la standardizzazione possa migliorare l'indispensabile livello di fiducia tra merchants e potenziali acquirenti.

Riconoscibilità delle procedure, indipendentemente dal dispositivo o dalla piattaforma di riferimento, e interoperabilità tecnica dovrebbero quindi essere le chiavi di un confronto finalizzato a permettere la scelta di una soluzione cross-device per i pagamenti e, nello stesso tempo, volto favorire la monetizzazione delle applicazioni proposte dagli sviluppatori, limitare quanto più possibile il verificarsi di frodi, garantire un maggior livello di tutela per i dati personali, permettere a nuovi attori di proporre le proprie alternative sul mercato e, non ultimo, incoraggiare la trasparenza presentandola come un incentivo per le vendite.

Il Web Payments Interest Group è aperto alla partecipazione da parte dei soggetti privati e pubblici interessati, dalle banche ai provider, dagli operatori dell'e-commerce ai browser vendor fino alle istituzioni regolatrici; ma è chiaro che un nuovo sistema, per quanto universale, dovrà confrontarsi innanzitutto con le soluzioni proprietarie già proposte dai colossi del settore e spesso ampiamente collaudate.

Via W3C

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