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Ad Blocking, un “problema” da 20 miliardi di dollari

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Una ricerca pubblicata di recente evidenzia la crescente popolarità dei software e degli add-on di “ad blocking” usati durante la navigazione in Rete, un modo per bloccare la visualizzazione di banner pubblicitari che metterebbe a rischio l’interno business del Web gratuito e accessibile pubblicamente.

Pubblicata da PageFair e finanziata da Adobe, la ricerca parla di quasi 200 milioni di utenti mensili che fanno regolarmente uso dei tool di ad blocking, numeri in crescita soprattutto fra i visitatori di siti Web destinati all’audience più giovane e tecnologicamente capace.

Durante lo scorso anno l’uso di ad blockers sarebbe cresciuto del 41%; per la fine del 2015, le previsioni parlano di un danno all’industria dell’advertising dal valore complessivo di 21,8 miliardi di dollari. Gli ad blockers sarebbero molto popolari soprattutto in Europa, dove gli utenti mensili che ne fanno uso si attesterebbero sui 77 milioni contro i 45 milioni di Americani.

Stando a quanto sostiene il co-fondatore e CEO di PageFair Sean Blanchfield, gli utenti che usano gli ad blockers starebbero involontariamente infliggendo perdite multi-miliardarie a quegli stessi siti Web che più apprezzano; il problema potrebbe ora estendersi anche nel mobile, dice ancora Blanchfield, mettendo potenzialmente a rischio un modello di business che ha supportato il Web aperto per due decadi e che ora rischia di collassare.

Via | TechSpot

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