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Ricordarsi che il tempo é denaro

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Nel 1999/2000 o giù di lì l'imperativo era 'farsi un sito'. Verso il 2004 il mantra è diventato 'devi avere un blog'. Oggi, a chi vuole promuovere la propria identità /reputazione sul web, giungono da più parti gli inviti a investire anche sui social network come strumento di promozione.

Il grande sconfitto sembra insomma essere il buon vecchio sito statico con cinque o sei paginette, le informazioni di contatto essenziali e la lista dei servizi o prodotti. Roba da Pleistocene verrebbe da dire.

Cito da questo articolo di Stefano Besana:

Se una volta era sufficiente un sito internet che fungesse da vetrina fine a se stessa e da repository semplice per il materiale, oggi la partecipazione dell'azienda nel web deve essere di altro tipo.

Ma lo stesso Stefano, più avanti, chiarisce il concetto:

Cià che non deve accadere è il farsi prendere troppo la mano e investire in maniera sconsiderata risorse che potrebbero essere gestite in maniera decisamente più intelligente per l'azienda.

Ovviamente, per chi avesse già  maturato una consapevolezza in tale campo, non resta che rivolgersi a professionisti del settore che siano in grado di consigliare quale strategia sia meglio adottare in funzione dei propri obiettivi. [...]

Per tutte le aziende - invece - che magari non abbiano un sostrato particolarmente favorevole per una promozione in questa direzione, consigliamo di potenziare prima di tutto i canali tradizionali, perché fungano da base di supporto a possibili sviluppi futuri.

Il punto che qui mi interessa è: di cosa parliamo quando parliamo di 'risorse'?

Ho trovato buoni spunti di riflessione in questo post apparso su WebWorker Daily e nei commenti che seguono.

L'autrice, Aliza Sherman, imposta il suo ragionamento elencando quelli che le sembrano, oggi, gli svantaggi dei siti statici. In sintesi:

  • hanno un impatto limitato sulla reputazione online;
  • sono poco interattivi e non consentono un arricchimento semplice e immediato delle funzionalità  offerte tramite widget e simili;
  • costano più delle soluzioni oggi disponibili;
  • sono complicati da gestire per chi non sia esperto di HTML, CSS e grafica.

Quello che invece oggi funziona sono soluzioni tecniche basate su CMS e blog engine (di gran lunga più flessibili) e strategie che includano nel mix la partecipazione a social network o l'uso di strumenti come Twitter per allargare le occasioni di visibilità , anche sui motori di ricerca.

Nulla da eccepire. Certo, aggiunge, è a quel punto fondamentale l'attività  di monitoraggio della reputazione, così come il tempo da dedicare alla gestione del feedback, sia esso positivo o negativo.

E con questa postilla arriviamo al dunque. Il 'tempo' è o non è una 'risorsa'? Quante sono le realtà  che possono letteralmente permettersi il tempo per gestire una presenza siffatta sul web? Perché è inutile nascondersi: sono attività  che a volerle svolgere in modo appropriato richiedono tempo e costanza, si tratti di tenere un blog o di stare su Facebook in modo costruttivo e produttivo.

Mi viene per esempio in mente che tempo fa Francesco De Francesco spiegava proprio con ragioni legate alla gestione del tempo la sua decisione di tenersi momentaneamente lontano da Facebook. E nei commenti al post di WebWorker Daily ho trovato questa considerazione:

Ma c'è qualcuno che si renda conto dell'incredibile quantità  di tempo che i social media richiedono insieme alla predisposizione tecnica? Cosa deve fare un giardiniere? Se sta tutto il giorno su Twitter, si mette fuori dal suo business. Se torna a casa la sera e si mette su Twitter, si mette fuori dalla famiglia.

A volte penso che i guru dei social media avrebbero bisogno di un schiaffo ben assestato dietro la testa per darsi una svegliata e capire come funziona il mondo reale. [...]

Da quando il tempo ha smesso di essere equiparabile al denaro?

Un sito web statico può essere realizzato e mantenuto con poche ore al mese, e può essere molto efficace per stabilire un rapporto all'insegna della credibilità  con la propria base di clienti. Io non ho però ancora visto un social media che non richieda dozzine di ore al mese per essere appena appena incisivo.

Visto che molti di voi lavorano quotidianamente su queste cose, mi viene da chiedere: sono discorsi che si fanno con i clienti? Voi cosa suggerite?

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