WordPress e SEO: configurazione di Yoast SEO

7 marzo 2018

Il set-up guidato di Yoast SEO semplifica notevolmente il lavoro di configurazione del plugin, permettendo all’amministratore del sito di inserire le informazioni di base che favoriscono una buona indicizzazione nei motori di ricerca. Tra i dati che vanno inseriti in questa fase, sono di particolare rilievo il nome dell’azienda o della persona proprietaria del sito e i dati dei profili social.

Figura 1. Scheda dei profili social del set-up guidato di Yoast SEO.

Social Profiles

Questi dati vengono trasmessi da Yoast SEO a Google e vengono utilizzati per la creazione della “Knowledge Graph Card” che si vede normalmente sulla destra delle pagine di Google a seguito di una ricerca significativa.

Figura 2. Knowledge Graph Card generato da Google ad una ricerca su Leonardo Da Vinci.

Knowledge Graph Card

La scheda successiva permette di rendere visibili o invisibili i contenuti del sito in base alla tipologia. Normalmente è opportuno lasciare invariate le impostazioni predefinite, ma specifiche esigenze possono consigliare delle modifiche. In particolare, modificando le impostazioni dei “Media”, viene consentito a chi effettua ricerche su Google di visualizzare le immagini senza entrare nel sito, e ciò potrebbe non essere gradito. Per questo motivo si consiglia di non apportare modifiche in tale scheda.

Figura 3. Contenuti mediali vengono nascosti ai motori di ricerca di default.

Post Type Visibility

Altra scheda del set-up wizard importante ai fini della corretta indicizzazione del sito è la scheda "Multiple Authors". Nel caso in cui il proprietario del sito sia l’unico a generare contenuti, Yoast SEO aggiunge automaticamente agli archivi il meta tag noindex per evitare di duplicare i risultati. In caso di blog con autori multipli, è opportuno selezionare l’opzione corrispondente in modo da consentire ai motori di recuperare i contenuti giusti in caso di ricerche per autore.

Figura 4. Scheda Multiple Authors.

La scheda Multiple Authors

La scheda successiva è destinata agli utenti della Google Search Console, che possono inserire qui il proprio Authorization Code che consente a Yoast SEO di importare i dati della console. Questo passaggio non è necessario, dato che il plugin funzionerà perfettamente anche senza i dati di Google. Per i siti ad alto traffico, è tuttavia consigliabile andare in profondità nel servizio di Google.

La scheda seguente è dedicata al titolo del sito. Le impostazioni predefinite, ovviamente, impostano per la SEO lo stesso titolo che è stato assegnato al sito in fase di set-up di WordPress, ma in questa scheda l’amministratore può impostare un titolo diverso. Oltre al titolo, qui viene impostato il carattere che separa il titolo del sito dal titolo della pagina.

Figura 5. La scheda Title Settings

La scheda Title Settings

L’immagine che segue mostra i risultati di Google ad una ricerca specifica: il titolo della risorsa, il titolo del sito e il separatore delle due stringhe, che nell’esempio è il simbolo pipe ("|").

Figura 6. Il simbolo pipe separa il titolo della risorsa dal titolo del sito

Google Search

Successivamente, viene chiesto se l’utente desidera iscriversi alla newsletter e se desidera acquistare la versione premium di Yoast SEO. Entrambe le opzioni non sono obbligatorie, e si può procedere fino alla scheda conclusiva.

Conclusa la procedura guidata, l’amministratore potrà navigare nelle pagine di gestione del plugin, accessibili dal menu di amministrazione SEO, o passare direttamente alla configurazione SEO dei contenuti, grazie al metabox aggiunto alle pagine di creazione e modifica di post e pagine.

Figura 7. metabox di Yoast SEO nell’editor Gutenberg

Il metabox di Yoast SEO

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