Creazione di un sito multilingua con WordPress

17 gennaio 2018

Si è detto in precedenza che la localizzazione di un’istallazione di WordPress è cosa diversa dalla creazione di un blog multilingua. “Locale” è un concetto che si riferisce alle pagine di amministrazione, e non alle lingue in cui vengono generati e visualizzati i contenuti del sito.

“Multilingua” è, quindi, un blog o un sito web in cui i contenuti vengono proposti ai visitatori in lingue diverse.

La funzionalità del blog multilingua non è offerta delle versioni base di WordPress, ma può essere facilmente aggiunta con l’ausilio di un plugin. Tra i molti strumenti disponibili, qui si segnalano il popolare plugin a licenza commerciale WPML, e i plugin gratuiti Polylang e Weglot Translate, entrambi disponibili nel repository di WordPress. In queste pagine si parlerà di come trasformare WordPress in un sito multilingua con Polylang.

Istallazione e configurazione di Polylang

Una volta istallato e attivato, il plugin fornirà un menu di amministrazione denominato “Lingue”. La prima pagina del menu permette di aggiungere una nuova lingua con cui saranno etichettati i contenuti.

La pagina delle impostazioni permette di configurare con un buon livello di dettaglio il funzionamento del plugin. La sezione “Modifiche dell’URL” permette di generare URL specifiche in base alla lingua del front-end. Polylang permette di rendere le URL indipendenti dalla lingua, oppure dipendente dalla directory o dal sottodominio dei Pretty Permalink, o ancora di assegnare un dominio diverso ad ognuna delle lingue del sito.

Figura 1. Scheda di configurazione delle URL.

Polylang

Le sezioni successive permettono di attivare o disattivare l’individuazione automatica della lingua del browser e le traduzioni dei file media.

Proseguendo nell’ordine delle sezioni, la pagina delle impostazioni propone la scheda dedicata alla configurazione delle traduzioni per tipi di post e tassonomie personalizzate. Essa viene attivata solo se sono stati registrati tipi di post o tassonomie ulteriori rispetto ai tipi predefiniti. Per la creazione di questi tipi di contenuti, è necessario ricorrere all’utilizzo di un plugin come Custom Post Type UI

Le impostazioni di sincronizzazione permettono di mantenere inalterati i valori delle stringhe di testo tra le diverse traduzioni. Le sezioni “Compatibilità con WPML” e “Strumenti” completano il numero delle opzioni della versione gratuita del plugin. Le opzioni di condivisione e di traduzione degli slug sono disponibili nella sola versione commerciale.

Primo approccio a Polylang

Il primo passo nella creazione del blog multilingua con Polylang è l’inserimento delle lingue del sito. Nella pagina di amministrazione “Lingue” basterà selezionare dal menu a tendina le lingue necessarie e salvare i dati. Alla conclusione delle operazioni verrà visualizzata la tabella mostrata nell’immagine che segue.

Figura 2. Lingue inserite nella pagina di amministrazione di Polylang.

Polylang

Una volta inserite le lingue sarà offerta una nuova pagina di amministrazione, denominata “Traduzioni delle stringhe”, che mostrerà le stringhe di testo individuate dal plugin e permetterà di memorizzare le varianti linguistiche.

Figura 3. Traduzioni delle stringhe.

Polylang: traduzioni delle stringhe

Tra le stringhe di testo proposte dal plugin in questa pagina vi sono anche i titoli dei Widget che possono quindi essere localizzati come tutti gli altri contenuti del sito.

La figura che conclude il capitolo mostra come appare un widget nel pannello di amministrazione grazie alle funzionalità di Polylang. Si noterà la stringa “My last jorney” presente nella pagina “Traduzioni delle stringhe”.

Figura 4. Polylang.

Polylang

Tutte le lezioni

1 ... 52 53 54 ... 88

Se vuoi aggiornamenti su Creazione di un sito multilingua con WordPress inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
Tags: ,
 
X
Se vuoi aggiornamenti su Creazione di un sito multilingua con WordPress

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy