Disabilitare condizionalmente i plugin di WordPress

3 novembre 2017

Quando si lavora sull’ottimizzazione, un discorso a parte va fatto per i plugin. Data la semplicità di istallazione, si può essere portati ad aggiungerne un numero superiore rispetto a quanti realmente ne occorrono per dotare il sito delle funzionalità necessarie. Tuttavia, è buona norma installare solo i plugin strettamente necessari, in quanto ognuno di essi aggiunge complessità alla struttura e alla gestione del sito.

  • Tutti i plugin devono essere regolarmente aggiornati, anche se non attivi, se non aggiornati possono presentare incompatibilità e vulnerabilità tali da compromettere il funzionamento e la sicurezza di un’istallazione.
  • Ogni plugin richiede l’esecuzione di codice PHP e può includere script e fogli di stile, oltre che eseguire una o più query sul database. Ciò accresce il consumo di risorse del sistema e può avere conseguenze anche negative sulle performance.

Diversi plugin includono inoltre script e fogli di stile anche nelle pagine in cui non sono necessari, comportando un inutile consumo di risorse. I plugin da istallare vanno quindi valutati con attenzione, non solo sotto il profilo funzionale, ma anche riguardo alla sicurezza, la scalabilità e l’affidabilità. Queste alcune regole generali:

  • istallare solo plugin distribuiti da sviluppatori affidabili: si tengano sempre in considerazione il numero di istallazioni attive, la valutazione degli utenti, la frequenza degli aggiornamenti e ogni altra informazione utile che provenga dalla community di WordPress;
  • confrontare i plugin sotto il profilo della scalabilità, effettuando test comparati con servizi quali Google PageSpeed Insights, Pingdom e GTmetrix;
  • non istallare plugin non necessari.

Una volta scelti i migliori plugin, l’ottimizzazione può spingersi ulteriormente. L’amministratore del sito può, infatti, filtrare i plugin attivi in base a diversi criteri.

Plugin che filtrano i plugin

Per evitare che un plugin non utilizzato in specifiche pagine possa influenzare le prestazioni di tutte le pagine, è possibile disattivare condizionalmente i plugin attivi.

Plugin Load Filter è la soluzione più semplice. Al momento il plugin fornisce le seguenti funzionalità:

  • supporto dei custom post type;
  • supporto per i formati dei post;
  • filtri per i moduli Jetpack;
  • filtri per contenuti incorporati;
  • supporto AMP e filtri per URL.

Altro strumento che permette di filtrare i plugin in base a criteri ampiamente personalizzabili è Plugin Organizer che permette di:

  • disattivare i plugin in base al tipo di post o all’URL richiesto;
  • creare gruppi di plugin;
  • cambiare l’ordine di caricamento dei plugin.

Una soluzione diversa viene prospettata dal plugin WP Asset CleanUp, il quale non filtra i plugin attivi, ma gli asset incorporati nelle singole pagine del sito, ossia i file CSS e JavaScript. Una volta attivato, il plugin genera la sezione WP Asset CleanUp nelle pagine di modifica dei post, dove viene offerta la lista delle risorse e se ne permette la disattivazione.

Figura 1. Configurazione del plugin WP Asset CleanUp.

WP Asset CleanUp

Ognuno degli asset presenti potrà essere rimosso a livello di singolo post o a livello generale. Si faccia attenzione, agli asset che si decide di rimuovere, soprattutto quando questi facciano parte del core. La rimozione di una risorsa necessaria potrebbe provocare errori e malfunzionamenti.

Figura 2. WP Asset CleanUp, risorse disattivabili.

WP Asset CleanUp

Una volta rimosse le risorse non necessarie si potrà verificare rapidamente l’effetto sulle prestazioni utilizzando il plugin PageSpeed Insights o il corrispondente servizio online di Google.

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