Stringhe in Java

3 novembre 2014

Testi, messaggi e codici sono solo alcune delle applicazioni che hanno le stringhe in programmazione. In Java esse sono rappresentate come sequenze di caratteri unicode (UTF-16) e possiamo crearle e manipolarle grazie alla classe String, messa a disposizione nel core di Java (java.lang.String).

Vediamo quindi come dichiarare le stringhe ed effettuare su di esse le operazioni più classiche.

Definire una stringa in Java

Il modo più semplice e diretto per creare un oggetto di tipo String è assegnare alla variabile un insieme di caratteri racchiusi fra virgolette:

String titolo = "Lezione sulle stringhe";

questo è possibile in quanto il compilatore crea una variabile di tipo String ogni volta che incontra una sequenza racchiusa fra doppi apici; nell’esempio la stringa "Lezione sulle stringhe" viene trasformata in un oggetto String e assegnato alla variabile titolo. Questa forma di inizializzazione è detta string literal

Oltre alla modalità “literal”, poiché si tratta comunque di oggetti, le variabili di tipo String possono essere inizializzate anche utilizzando la keyword new e un costruttore come si vede nell’esempio seguente:

public void initString() {

	// Inizializzazione con una new
	String titolo = new String("Titolo dell'opera");
	
	// Inizializzazione che fa uso di un array di caratteri
	char[] arraySottotitolo = {'s','o','t','t','o','t','i','t','o','l','o','!'};
	
	String sottotitolo = new String(arraySottotitolo);
}

Dalla versione 8 di Java, String conta ben 13 costruttori (oltre a 2 deprecati ed una decina di metodi statici che in qualche modo creano istanze di tipo stringa a partire da altri tipi di variabili).

Length, la lunghezza di una stringa

La classe String espone anche numerosi metodi per l’accesso alle proprietà della stringa sulla quale stiamo lavorando; uno di questi è il metodo length(), che ritorna il numero di caratteri contenuti nell’oggetto. La sua signature è:

int length()

Per esempio le seguenti linee di codice:

public void printLength() {

	String descrizione = "Articolo sulle stringhe ...";
	
	int length = descrizione.length();
	
	System.out.println("Lunghezza: "+length);
}

stampano come risultato:

Lunghezza: 27

In questo esempio è interessante notare anche come il compilatore interpreti automaticamente l’espressione "Lunghezza: "+length, creando un oggetto di tipo String ottenuto concatenando la stringa che troviamo in prima posizione e la stringa ottenuta dalla rappresentazione decimale del valore di length (variabile di tipo int).

In sostanza viene svolta per noi una conversione di tipo senza la quale avremmo dovuto scrivere qualcosa di questo genere:

"Lunghezza: " + String.valueOf(length);

Il metodo (statico) valueOf di String, restituisce la rappresentazione testuale del parametro di tipo int che riceve in ingresso.

Stringa = array di caratteri

Possiamo pensare a una stringa esattamente come a un array di caratteri, questo significa che possiamo considerare i singoli caratteri come elementi di array. Consideriamo questa stringa:

String str = "Ciao HTML.it";

Il carattere 'C' è alla posizione 0, il carattere 'i' è alla posizione 1, … il carattere 't' finale è alla posizione 11, che coincide con str.length()-1.

Per accedere ai singoli caratteri non possiamo usare l’operatore ‘[]‘ come negli array, ma possiamo sfruttare il metodo charAt:

char charAt(int index);

utf-16

Se vogliamo utilizzare le stringhe come array dovremo porre la massima attenzione alla rappresentazione unicode/utf-16 che prevede che i cosiddetti “supplementary characters” occupino 2 posizioni nell’array; magari questo non ha molta rilevanza con il nostro sistema locale ma le cose potrebbero diventare complicate.

Concatenare le stringhe

L’operazione di concatenazione di stringhe può essere effettuata in modi diversi. La classe String fornisce il metodo concat per la concatenazione di stringhe la cui signature è:

String concat(String str);

Quindi:

String str1 = new String("Nome ");
String str2 = new String("Cognome ");
String str3 = str1.concat(str2);

assegna a str3 una nuova stringa formata da str1 con str2 aggiunto alla fine; insomma "Nome Cognome".

Avremmo potuto ottenere la stessa cosa in modopiù semplice utilizzando l’operatore ‘+‘:

String str1 = "Nome";
String str2 = "Cognome";
String str3 = str1+str2;

Oppure avremmo potuto costruire la stringa concatenata direttamente tramite literals:

String str3 = "Nome"+"Cognome";

Substring, estrarre una sottostringa

Per prelevare e manipolare solo una porzione di una stringa possiamo utilizzare il metodo substring, presente in 2 forme (overloaded):

String substring(int beginIndex);
String substring(int beginIndex, int endIndex);

La prima ritorna una stringa (sottostringa di quella di partenza) a partire dall’indice specificato fino alla fine della stringa; la seconda invece, ritorna una stringa che è anch’essa sottostringa di quella di partenza, ma che parte dall’indice beginIndex e termina in endIndex. Per esempio:

String titolo = "I promessi Sposi";
String a = titolo.substring(2);   // a vale "promessi Sposi"
String b = titolo.substring(12);  // b vale "Sposi"
String c = titolo.substring(2,9); // c vale "promessi"

Nota: sia l’operazione di concatenamento sia quella di estrazione di una sottostringa (e tutti i metodi che operano sulle stringhe per la verità), sono caratterizzati dal fatto di non modificare la stringa su cui vengono applicate ma di ritornarne una nuova. Ad esempio titolo.substring(12) non modifica titolo ma ritorna una nuova variabile di tipo String che contiene la sottostringa "Sposi";

Stringhe, oggetti “immutabili”

Anche se cercassimo con attenzione non troveremmo come fare l’operazione di ‘estrazione’ direttamente su una stringa: in Java le stringhe sono oggetti immutabili, cioè il loro valore non può essere cambiato dopo la loro creazione (come gli array non possono cambiare lunghezza per fare un parallelo).

L’immutabilità dell’oggetto String deve sempre essere tenuta presente ogni volta le si manipolano, non è infatti infrequente cadere in errori come questo:

String messaggio = "Ciao XX";
messaggio.replace("XX", "Mondo");
System.out.println(messaggio);

nel quale semplicemente il risultato dell’operazione di sostituzione è non utilizzato. Possiamo comunque assegnare il nuovo oggetto literal allo stesso riferimento:

messaggio = messaggio("XX", "Mondo");

Ma questo significa abbandonare l’oggetto precedente. In altre parole avremo nella memoria il nuovo oggetto "Ciao Mondo" puntato dalla variabile messaggio e l’oggetto "Ciao XX" abbandonato a se stesso senza riferimenti.

Per modificare il contenuto di una stringa di caratteri è consigliabile utilizzare le classi StringBuffer o StringBuilder che, al contrario di String, possono essere modificati senza lasciare oggetti inutilizzati e secondo i casi possono risultare quindi assai piu’ preformanti (e comodi).

I metodi per manipolare le stringhe

Oltre al replace, la classe String mette a disposizione molti altri metodi per manipolare le stringhe, esaminiamone alcuni:

MetodoDescrizione
boolean contains(CharSequence s)ritorna true se e solo se la stringa contiene la sequenza di caratteri specificati dal parametro s
boolean equals(Object anObj)confronta la stringa con l’oggetto obj specificato
boolean isEmpty()ritorna true se e solo se la lunghezza della stringa è 0
String[] split(String regex)suddivide la stringa intorno ad ogni occorrenza con l’espressione regex e ritorna array con tutte le sottostringhe
String trim()ritorna una copia della stringa di partenza eliminando tutti gli spazi bianchi all’inizio e alla fine della stringa

Una lista completa sarebbe lunghissima ed è consultabile nella documentazione ufficiale di Oracle.

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