Sfocatura tracciato

4 settembre 2014

Con Photoshop CC 2014, Adobe introduce alcuni strumenti utili per creare e gestire il movimento sulle immagini. Capita di sovente, infatti, di dover applicare una sfocatura per ottenere un voluto effetto mosso, si tratti di un’automobile sfrecciante sulla strada o di una bimba sull’altalena. Fino a oggi questi effetti venivano realizzati per approssimazione, ovvero orientando e distorcendo i tool di blur fino a ottenere il risultato sperato. Con la nuova versione del software, invece, generare uno scatto mosso è facile quanto stendere un tracciato.

Sono due gli strumenti previsti da Adobe per agevolare il lavoro dei designer: la Sfocatura Tracciato e la Sfocatura Rotazione. In questa lezione, ci si occuperà del primo tool.

Impostazioni e procedimento

Sono molte le fotografie che possono prestarsi a editing di movimento. Si ipotizzi di voler modificare lo scatto di un chitarrista, per ricreare il mosso della macchina fotografica mentre il musicista si muove freneticamente sul palco. L’immagine di partenza è quella mostrata in Figura 1.

Figura 1. Immagine originale (click per ingrandire)

Immagine originale

Dal menu Filtro, si scelga prima Galleria Sfocatura, quindi Sfocatura Tracciato: il menu è illustrato in Figura 2.

Figura 2. Sfocatura tracciato (click per ingrandire)

Sfocatura tracciato

Scelta la funzione, ci si troverà di fronte a un’interfaccia pulita ma efficace. Sull’immagine una linea blu, modificabile in modo simile al classico strumento Penna, che servirà per definire il tracciato e quindi la direzione del movimento. Sulla colonna di destra, invece, una serie di comandi e levette per affinare il risultato finale, dalla velocità di spostamento alla conicità della sfumatura. Tutto è mostrato in Figura 3, di seguito le singole funzioni svelate passo passo.

Figura 3. Interfaccia (click per ingrandire)

Interfaccia

Si inizia definendo il proprio tracciato, a seconda del movimento desiderato. La direzione è assolutamente a piacere: può avvenire ad esempio dall’alto verso il basso, per seguire la mano destra che sfiora le corde della chitarra, oppure in diagonale destra per sfruttare la profondità dello scatto. In questo caso, anche per mostrare le possibilità d’elaborazione, si è scelto un tracciato ricurvo: dalla mano verso l’estremità della tastiera della chitarra. L’intenzione è quella di realizzare uno spostamento verso la sinistra del musicista, come se si stesse piegando a ogni strimpellata, quindi anche un balzo dal basso verso l’altro. Per gestire il tracciato, si spostano le due estremità e, dalla maniglia centrale, si modifica l’inclinazione.

Figura 4. Definizione tracciato (click per ingrandire)

Definizione tracciato

Impostato a grandi linee il tracciato, si passa alla colonna di destra. Oltre al menu a tendina, pensato per optare tra setting di base oppure effetto di flash sincronizzato, si trovano due importanti comandi. La Velocità regola l’intensità della sfocatura e viene applicata a tutta l’immagine. La Conicità, invece, stabilisce l’arrotondamento del movimento. Queste due levette possono essere spostate a piacere, a seconda del risultato ottico in real time mostrato. Si può quindi scegliere se optare per una Sfumatura Centrata o, in alternativa, per una distorsione delle immagine a seconda del tracciato, quasi a imitare una distorsione da lente.

Figura 5. Velocità e conicità (click per ingrandire)

Velocità e conicità

Raggiunto un livello mediamente soddisfacente, si passa alla Velocità Finale. Questo comando sarà molto utile per imprimere effettivamente il movimento, poiché permette di agire su ogni estremità del tracciato, semplicemente cliccando sulla maniglia corrispondente e spostando di volta in volta la levetta. In questo caso, si è aumentata la sfumatura sull’estremità della tastiera della chitarra, mentre la si è ridotta in direzione opposta: l’oggetto in primo piano, anche durante una condizione di scatto avversa, ha più chance di rimanere a fuoco rispetto a quelli lontani. Si noti come, agendo su ogni punto, viene tracciata una linea rossa di direzione, anch’essa pienamente modificabile.

Figura 6. Velocità finale (click per ingrandire)

Velocità finale

Infine, dal pannello Effetti di Movimento, si regola lo stroboscopio. In questo modo, si simula la presenza di una o più fonti di luce stroboscopica sulla scena ripresa, un opzione che permette di gestire in modo virtuale le ripetizioni dell’immagine. Per comprendere come l’effetto funziona, si pensi alla luce rossa di indicazione di rotazione di un giradischi: la luce stroboscopica, lampeggiando velocemente, a seconda della velocità di rotazione permette di rendere visibili sul piatto i tracciati da 33 o 45 giri. Un altro esempio utile è quello delle luci da discoteca: accendendosi e spegnendosi velocemente, permettono di cogliere solo alcuni passaggi di chi sta danzando, ma non l’intero movimento. In questo caso, le opzioni sono state regolate per creare una lieve sovrimpressione, evidente sul raddoppiamento della gamba destra del musicista.

Figura 7. Stroboscopio (click per ingrandire)

Stroboscopio

Quindi l’immagine finale, confermata con l’apposito pulsante della barra delle opzioni oppure trasformata in maschera sui canali, a seconda delle proprie necessità.

Figura 8. Confronto finale (click per ingrandire)

Confronto finale

Nella prossima lezione si tratterà il secondo strumento: la Sfumatura Rotazione.

Credit immagine:
Guitar player playing song outdoor –
Shutterstock

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