Analisi e benchmarking

2 dicembre 2010

Dopo aver raccolto un brief approfondito, aver stimolato il cliente a darvi tutte le informazioni necessarie e aver correttamente interpretato i suoi bisogni, si passa all’analisi dell’esistente.

L’errore più grande sarebbe quello di buttarsi subito nella progettazione: questo perché, la maggior parte delle idee che vi sono venute in mente ascoltando il cliente, o immaginando le soluzioni migliori, potrebbero essere smentite o rese già superate dalla realtà già esistente.

Che cosa si intende per benchmarking: è un processo di ricerca, apprendimento e realizzazione delle migliori prassi basato sul confronto con l’esperienza diretta di altre organizzazioni.

Come effettuare l’analisi

Non tutto il lavoro di preparazione di un deve necessariamente essere mostrato al cliente, ma in ogni caso questo lavoro di preparazione costituisce lo strumento di cui il pm si deve dotare per arrivare a creare insieme al team un preventivo di progetto. Il tutto con la maggior cognizione di causa possibile sui contenuti, i costi e la qualità a cui aspirare.

Più approfondito è il benchmarking più aumenta la possibilità di diminuire nel miglior modo possibile i costi e i tempi, e di aumentare nel miglior modo possibile la qualità del progetto.

Figura 1 – Schema del benchmarking

screenshot

Il benchmarking costituisce di fatto una sorta di ricerca di mercato, più approfondita possibile, su ciò che è paragonabile al nostro progetto: competitors, best practice, worst practice: concorrenti, migliori pratiche, peggiori pratiche.

Sono 3 i livelli in cui nel progetto web di declina il benchmarking:

  • Contenuti/servizi di competitor, predecessori, analoghi e complementari
  • Design/User Experience
  • Tecnologie

Un errore che si può commettere facilmente, quando si effettua un’analisi di benchmarking è quello di analizzare i concorrenti dando troppo rilievo a design e tecnologie. La concorrenza va indagata sui contenuti e i servizi offerti; il come questi debbano essere presentati, è da tenere in considerazione, ma è meglio ispirarsi anche ad altre buone pratiche, perché quasi mai, la rilevanza nel contenuto, coincide con la rilevanza nel design. Inoltre, non prendendo troppo in considerazione il design della concorrenza, si eviterà un anche involontario effetto “fotocopia”.

Un buon benchmarking per un progetto low budget, potrebbe contenere una decina di referenze, tre esempi di concorrenti, cinque esempi di design, due possibili soluzioni tecnologiche. Il motivo per cui anche nel benchmarking occorre insistere un po’ di più sul design, è sempre il medesimo: il cliente guarda le figure. Inoltre, il design, contenendo aspetti emotivi e non sempre razionali, ha più bisogno di appoggio e riferimenti in fase di pre-progettuale.

Nella documentazione di un progetto complesso o high budget è invece sconsigliato inserire un benchmarking di design a cui ispirarsi: in questo caso il cliente vorrà la certezze della completa unicità e irriducibilità della propria immagine.

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