Che cos’è il web project management?

25 novembre 2010

Iniziamo questa guida con una semplice e breve definizione.

Il Project Management Institute definisce il project management come una:

combinazione di uomini, risorse, e fattori organizzativi, riuniti temporaneamente per raggiungere obiettivi unici, definiti e con vincoli di tempo, costi qualità e risorse limitate“.

Un progetto consiste in: “un’impresa complessa unica e di durata determinata, volta al raggiungimento di un obiettivo chiaro e predefinito mediante un processo continuo di pianificazione e controllo di risorse“.

Perché allora parlare di project management anche per progetti semplici e low budget?

Tra i possibili argomenti a sfavore di un simile approccio ci possono essere il tempo e le energie che costa strutturare prima l’intera filiera produttiva, soprattutto se si tratta di un progetto semplice.

“Prenderà forma mentre si fa, tanto sappiamo già dove vogliamo arrivare, deciderà il cliente”.

“È così semplice che non c’è bisogno di parlarne, solo di farlo”.

Sono solo alcune delle frasi che balzeranno in mente ai detrattori di un approccio “meta-progettuale”. Apparentemente sono considerazioni plausibili, eppure, quando si parla di web, anche il più semplice dei compiti da svolgere contiene diramazioni e sviluppi imprevisti. È facile trovarsi in situazioni in cui, per arrivare alla fine dell’opera occorre tagliare su tanti, troppi, dettagli. Fino a compromettere la qualità del risultato finale. Quindi, più si struttura l’attività prima di partire, più è possibile ridurre il gap tra la qualità i tempi e quindi i costi necessari ad arrivare al risultato.

Essere allo stesso tempo manager e artigiani

Richard Sennett, nel famoso saggio L’uomo artigiano, scrive che Artigiano è colui che persegue la propria soddisfazione in un’opera ben fatta: “La vita può essere condotta con la maestria che designa un impulso umano fondamentale e sempre vivo: il desiderio di svolgere bene un lavoro per se stesso. Tale maestria e tale desiderio coprono una fascia ben più ampia di quella del lavoro manuale specializzato; giovano al programmatore informatico, al medico, al cuoco, all’infermiere e all’artista;…”.

Questa guida è pensata per chi non vuole rinunciare a un approccio artigianale – sicuramente apprezzato dai piccoli clienti – e allo stesso tempo deve misurarsi razionalmente con la consapevolezza dei propri limiti e soprattutto delle risorse disponibili.

Un approccio pre-progettuale aiuterà il lavoro a scorrere più fluido, ridurrà quindi i tempi e la fatica necessaria a portare avanti un lavoro fronteggiato invece “a vista”. Sarà utile nel focalizzare fin dall’inizio i punti di forza e debolezza indirizzando fin da subito gli sforzi: apprendimento o delega? Un buon project manager saprà quando è possibile tagliare sui tempi adattando una soluzione esistente, o quando invece è necessario percorrere la strada più lunga.

Il divertimento alla fine sta anche in questo: quello che gli anglosassoni chiamano to be smart, essere agili e ingegnosi, sapersi muovere in velocità mantenendo allo stesso tempo un’attenzione maniacale ai dettagli e presidiando continuamente i contenuti.

Questa guida si rivolge quindi a piccole agenzie, o anche ad agenzie che ogni tanto hanno a che fare con piccoli clienti e vogliono dare ai piccoli la stessa qualità dei grandi, impiegando al meglio le proprie risorse.

Si rivolge anche ai creativi freelance che allo stesso tempo vogliano essere consulenti per il cliente e manager di se stessi.

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