Webmin: gestire un server da remoto

3 marzo 2009

La gestione da remoto di un server Linux può risultare problematica per chi ha poca dimestichezza con strumenti come SSH e la riga di comando. Con Webmin tutto diventa più semplice: creare nuovi utenti, condividere file, pianificare i backup, impostare le interfacce di rete, ma anche configurare Apache o MySQL. Il software ci fornisce un’intuitiva interfaccia web per le più consuete operazioni d’amministrazione di un sistema *nix. Basterà un moderno browser per gestire il nostro server a colpi di click.

Webmin in sintesi è costituito da un mini web server, cui ci collegheremo sulla porta 10000, e da un certo numero di script Cgi. Questi ultimi agiscono modificando i file di configurazione normalmente modificati a mano. Il software, ideato e creato da Jamie Cameron (che rimane tuttora il principale sviluppatore), è scritto in Perl quindi Perl 5 rappresenta un requisito indispensabile per la sua installazione.

Webmin viene distribuito con una licenza stile BSD che ci consente non solo di modificarlo liberamente, ma anche di includerlo in applicazioni commerciali. Ha una struttura modulare che ne permette l’espansione con software scritto da terze parti. I moduli standard, compresi nell’installazione di base, sono sufficienti per le più comuni esigenze. In caso vi troviate a dover gestire programmi un po’ particolari potete sempre consultare l’apposita sezione del sito che riporta i contributi di altri programmatori.

In questo primo articolo vedremo come si installa Webmin, in un successivo invece esamineremo la configurazione del server. Dalla pagina di download possiamo scaricare il software in vari formati a seconda delle caratteristiche del nostro sistema operativo. Si va dalla generica tarball, utilizzabile da tutti, ai pacchetti .rpm o .deb per le principali distribuzioni Linux. Di seguito ci riferiremo ad un’installazione da rpm su una Linux box Fedora.

Installiamo Webmin

Per l’installazione possiamo percorrere due strade: prelevare il pacchetto precompilato dal sito o configurare YUM per collegarsi al repository di Webmin.

Nel primo caso scarichiamo sul nostro server la versione attualmente disponibile, webmin-1.450-1.noarch.rpm, assumiamo i privilegi di root e al prompt digitiamo:

[root]# rpm -ivh webmin-1.450-1.noarch.rpm 

Al termine del processo, che si occuperà di segnalare eventuali dipendenze, riceveremo un messaggio di questo tipo:

Webmin install complete. You can now login to https://my.host.name:10000/
as root with your root password.

Da cui si intuisce come l’amministrazione del nostro server avverrà collegandoci su connessione cifrata SSL all’hostname della macchina, my.host.name nell’esempio. In alternativa potremmo usare il suo indirizzo IP o, se ci colleghiamo localmente, 127.0.0.1 o localhost.

Notiamo subito che il web server integrato si metterà in ascolto sulla porta 10000, per non infastidire il web server standard solitamente attivo sulle porte 80 e 443. Tenete bene a mente questo particolare se dovete configurare eventuali firewall posti a protezione della macchina. Infine veniamo informati che per gestire l’applicazione dovremo autenticarci con le credenziali di root.

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