Utilizzare il Desktop Remoto di Microsoft con Linux

2 febbraio 2010

In quest’articolo, continuando a percorrere la strada dell’integrazione tra sistemi operativi trattata più volte in questa sezione di HTML.it, vedremo come collegarsi ad un server Windows da un client Linux sfruttando il protocollo RDP (Remote Desktop Protocol).

Questo protocollo, sviluppato da Microsoft, consente di accedere ad un altro computer mediante interfaccia grafica. Una volta stabilita la connessione tra le due macchine, tramite LAN o attraverso rete pubblica, potremo visualizzare il desktop del server ed utilizzare tastiera e mouse come se fossimo fisicamente seduti davanti ad esso. Risulta quindi ideale per interventi di amministrazione remota o quando si voglia eseguire un’applicazione lato server ed i client debbano comportarsi come semplici terminali.

RDP nacque come estensione del protocollo di condivisione delle applicazioni ITU-T T.128, noto anche come T.SHARE, e fu introdotto da Microsoft con Windows NT 4.0 Server – Terminal Server Edition. Il suo funzionamento si basa su un software server, denominato Remote Desktop Services, in passato conosciuto come Terminal Services ed un programma client Remote Desktop (Connection), precedentemente chiamato Terminal Service Client. A partire da Windows XP la casa di Redmond ha incluso il programma RDC tra le dotazioni software di base dei propri client.

Per fortuna ne esistono implementazioni anche per altri sistemi operativi come Linux, Unix, MacOS X. Da quando Microsoft ha deciso di rendere pubbliche le specifiche del protocollo è risultato più semplice lo sviluppo di validi client alternativi.

Dall’iniziale versione 4.0 all’attuale 7.0 di Windows Server 2008 R2 e di Windows 7, le caratteristiche si sono moltiplicate e sono migliorate. Basti solo pensare alla profondità del colore nella visualizzazione del desktop remoto, nelle prime versioni limitata agli 8 bit (256 colori). Tra le varie funzionalità offerte dal protocollo possiamo citare:

  • Rindirizzamento delle stampanti: all’interno di una sessione RDP è possibile l’utilizzo della stampante locale.
  • Rindirizzamento dell’audio: è possibile eseguire sul desktop remoto un programma con output sonoro e sentirlo sulla macchina locale.
  • Rindirizzamento del file system: da una sessione terminal possono risultare accessibili i file locali.
  • Rindirizzamento delle porte: è possibile sfruttare le porte seriali e parallele locali.
  • La condivisione degli Appunti (Clipboard) tra computer locale e remoto.
  • L’utilizzo della crittografia (TLS 1.0) nella trasmissione dei dati tra client e server. Le versioni precedenti alla 6 soffrono però di alcune vulnerabilità.

Riassunte in breve le caratteristiche del Remote Desktop Protocol, vediamo come sia possibile interagire con un server Windows 2003 da un client Linux con distribuzione Fedora 11. Nel caso dobbiate configurare eventuali filtri presenti tra le due macchine, tenete presente che il server utilizzerà di default la porta TCP 3389.

Se vuoi aggiornamenti su Utilizzare il Desktop Remoto di Microsoft con Linux inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
 
X
Se vuoi aggiornamenti su Utilizzare il Desktop Remoto di Microsoft con Linux

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy