Un’interfaccia grafica per Apache su Linux

30 settembre 2008

Dopo aver dedicato un articolo alla descrizione di una GUI per Apache in ambiente Windows, eccoci a parlare di analoghi software per Linux. Pur non consigliando un simile approccio su server di produzione, ed in questo sono convinto di sfondare una porta aperta tra gli utilizzatori del pinguino, esistono tuttavia situazioni in cui l’interfaccia grafica può risultare davvero utile. Gli amministratori meno esperti possono essere guidati mentre muovono i primi passi nella configurazione di Apache. Possono, inoltre, acquisire man mano maggiore confidenza con il web server verificando i risultati ottenuti a colpi di click sui file di configurazione. Anche i grafici web, talora molto più grafici che web admin, possono risparmiarsi inutili grattacapi e guadagnare tempo da dedicare alla propria creatività.

In queste pagine tralascerò strumenti di configurazione a livello di sistema, come Webmin, che tra le varie funzionalità annoverano anche la gestione di Apache, ma considererò software dedicati. In particolare vedremo due tool uno per Fedora, HTTP Server Configuration, e uno per Ubuntu, Rapache, entrambi non commerciali, come penso sia naturale aspettarsi dal sistema operativo di riferimento.

Rapache e Ubuntu

Rapache è un giovanissimo e promettente progetto open source scritto in Python che utilizza le librerie GTK. Per ora consente di gestire Apache 2 solo su Ubuntu e Debian-derivate, essendo legato alla struttura dei file di configurazione tipica di queste distribuzioni. In futuro potrebbe diventare un tool di uso più generale, in questo senso gli sviluppatori sono aperti a collaborazioni.

Vediamo ora come installare ed utilizzare il programma, la distribuzione di riferimento sarà Ubuntu 8.04 Hardy Heron con Gnome ed in lingua italiana. Supporremo che Apache sia già installato e correttamente funzionante sulla nostra linux box. Per ricorrere al comodo apt in fase d’installazione, dovremo aggiungere i repository a cui collegarci. Apriamo Sistema / Amministrazione / Sorgenti software e selezioniamo il tab Software di terze parti. Utilizzando il pulsante Aggiungi inseriamo in successione:

deb http://ppa.launchpad.net/rapache-devel/ubuntu hardy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/rapache-devel/ubuntu hardy main

ed usciamo salvando la configurazione. A questo punto apriamo un terminale e digitiamo il consueto comando:

# sudo apt-get install rapache

Bene, una volta installato Rapache 0.5, possiamo lanciare il programma o digitando rapache al prompt dei comandi o da Applicazioni / Strumenti di sistema / rapache. La finestra che ci si presenta risulta suddivisa in due aree attivabili mediante i corrispondenti tab: Virtual Hosts e Modules List.

Figura 1: La finestra principale di Rapache

la finestra principale

Come prima operazione aggiungiamo un host virtuale cliccando su Nuovo, ci verrà richiesto di inserire il nome del dominio e la location, ovvero il percorso fisico della directory in cui andremo ad inserire le pagine del sito. Dalla sezione sottostante Additional Domains possiamo aggiungere eventuali alias del nostro dominio. Infine selezionando il checkbox Add proper entries to /etc/hosts otterremo che, al momento del salvataggio, venga aggiunto il nome dell’host a tale file. Questo permetterà la corretta risoluzione del nome quando digiteremo l’indirizzo nel browser. Il tab Definition File, vuoto al momento della creazione, riporterà alla successiva apertura il testo della direttiva <VirtualHost> così come è stata aggiunta al file di configurazione.

Figura 2: La finestra Virtual Hosts di Rapache

aggiunta di un host virtuale

Selezionando il secondo tab Modules List è possibile attivare o disattivare con un semplice click i vari moduli di Apache. Alcuni sono suscettibili di ulteriore modifica editando il corrispondente file di configurazione che contiene più della semplice direttiva LoadModule. Ogni qualvolta si apportino modifiche alla configurazione Rapache mostrerà il pulsante Restart Apache nella parte superiore della finestra, solo dopo tale operazione il web server potrà applicare i cambiamenti richiesti.

Come dicevo all’inizio il progetto è ancora giovane ed alcune funzioni fanno parte dei todo; se volete seguirne lo sviluppo e gli aggiornamenti o dare una mano ecco alcuni link utili:

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