Social media marketing, strategie base

9 settembre 2013

La promozione di un prodotto non può più prescindere ormai da una consistente attività sui Social Media, vero passaparola moderno che può determinare il successo o l’insuccesso di una proposta commerciale. In modo quasi indelebile, pregi e difetti vengono esaltati e riverberati rapidamente e con capillare distribuzione.

Utilizzare i più popolari Social (Facebook, Twitter, YouTube, Google+, Pinterest, ecc.) sembra una scelta quasi obbligata, ma dovrebbe sottostare ad alcune valutazioni iniziali e strategie successive da mettere in pratica con regolarità.

A prescindere dalla piattaforma usata, i consigli presentati qui di seguito rappresentano una summa comune ed andrebbero seguiti per diffondere in modo virale i nostri contenuti.

Valutazioni iniziali

«Voglio aprire un account su Twitter perché … fanno tutti così» è una frase che nasconde una valutazione errata di partenza: senza mettere in dubbio l’utilità del singolo Social, bisogna capire se la piattaforma sia idonea al nostro caso.

Un artista potrebbe utilizzare Twitter per aggiornare i fan durante la lavorazione di un film, pubblicando tweet con buona frequenza, un’azienda di apparecchiature mediche potrebbe non avere argomenti a sufficienza per “cinguettare” con costanza.

«Faccio una pagina Fan perché il mio concorrente ne usa una» è una frase che rischia di trasformare l’apertura di una pagina Fan in un boomerang: se il concorrente, a differenza nostra, ha risorse a sufficienza per tenere aggiornata la sua pagina, farà risultare la nostra abbandonata; meglio allora rinunciare al canale social, se il rischio è quello di trasmettere l’idea di un’azienda in agonia, oppure delegare terze persone alla gestione del nostro profilo online.

In questi casi il risparmio non paga quasi mai: cercare di reperire del tempo che non si ha, per evitare la spesa di una risorsa esterna (e qualificata), inciderà sulla frequenza di aggiornamento e sulla qualità dei contenuti, pubblicati saltuariamente ed in maniera trascurata.

Obiettivi da raggiungere

Determinare degli obiettivi che si vogliono raggiungere è fondamentale per stabilire quale canale sfruttare e quali strategie utilizzare.

Vendere un prodotto piuttosto che far conoscere il marchio aziendale implica scelte diverse; promuovere un pacchetto week-end in un agriturismo richiede un’interazione verbale con gli utenti (es: post della promozione su Facebook), far conoscere una struttura richiede maggiormente un impatto visivo (video su YouTube/Vimeo o “pin” su Pinterest).

Va da sé che la sinergia fra Social Media sosterrà al meglio le diverse esigenze, favorendo in parallelo sia il brand che un risultato di maggior action/lead/sale.

Pianificazione delle attività

Come già detto, la regolarità e la frequenza degli aggiornamenti (oltre alla qualità dei contenuti) fanno percepire agli utenti che l’azienda è “viva”; ogni canale social ha le sue frequenze ottimali ed andrebbero rispettate evitando eccessi in ambo le parti.

Preparare contenuti è un’attività creativa, ma necessità di una pianificazione per evitare di dover invocare l’ispirazione del momento (di fronte ad una textbox vuota ed il cursore lampeggiante): si rischia solo di non scrivere il contenuto appropriato e perdere magari più tempo del previsto in attesa della scintilla creativa.

Meglio allora, anche 1 volta a settimana, pianificare i contenuti da realizzare periodicamente, crearli e schedularli nel breve termine. Ciò ottimizzerà molto il tempo investito e permetterà di dare un ordine logico alla presentazione dei post/twett/pin/video/ecc. avendo organizzato a monte una sorta di piccolo storyboard.

Linguaggio corretto

Ogni piattaforma ha i suoi fruitori con profilo, gusti e linguaggi che variano da Social a Social. Senza addentrarsi in un discorso antropologico, basti pensare ai limiti tecnici imposti alla scrittura: un tweet è limitato a 140 caratteri e per forza di cose ci costringe a comunicare in maniera diversa rispetto a quanto faremmo con un post di Facebook.

Anche la presentazione testuale dovrebbe essere curata ed adeguata: un errore comune, che si commette spesso su YouTube, è quello di etichettare un video con keyword non idonee o poco esplicite. Titoli, descrizioni, approfondimento, tag, hashtag: più si è specifici minore sarà la fatica nel farci trovare.

Altro errore ricorrente, nel tentativo di aumentare la diffusione di un contenuto, è quello di postare allo stesso modo su tutte le piattaforme.

Poniamo per esempio che la news del giorno venga copiata ed incollata sul blog corporate, sulla pagina Facebook, sul profilo Twitter (a patto che entri…) e sulla pagina Google+; senza considerare la perdita di comunicazione, dovuta ad un erroneo utilizzo dei singoli canali.

L’utente, che troverà le nostre informazioni ovunque e senza sforzo, sceglierà di seguire solo uno dei nostri per rimanere aggiornato, vanificando parzialmente l’investimento fatto per tenere in piedi 5-6 canali Social e farli lavorare in sinergia.

Offrirgli invece contenuti diversi in base alla piattaforma, aumenterà le interazioni cross-media e magari spingerà un utente all’iscrizione su un canale solo per non perdersi quel tipo di aggiornamento.

Invito all’azione (Call To Action)

L’utente è tendenzialmente pigro, è un dato di fatto. Ha poco tempo, altro dato di fatto. La sua attenzione va stimolata con un messaggio finale breve e diretto, perché spesso un invito che non sia esplicito (es: “Compra adesso!” o “Prenota subito con noi le tue vacanze“) viene poco considerato o messo in coda ad altre micro-priorità di consultazione.

Questo approccio è chiamato “Call-to-action” (invito all’azione).

Scrivere “E’ uscito il mio nuovo libro” è diverso da “Acquista su Amazon il mio nuovo libro!” (con link alla scheda incluso); sembra paradossale, ma la prima frase può essere percepita come mera nota informativa!

Anche i pulsanti di condivisione (i cosiddetti “Add this“) non sono altro che un invito a far sapere ad altri che l’ articolo è piaciuto, che il prodotto è di gradimento o che la notizia merita di essere diffusa ad altri amici. Inserire (in modo discreto) questi strumenti, soprattutto su blog e magazine, è ormai un must.

Testimonial

La credibilità di un prodotto sale in misura della sua popolarità e dei suoi sponsor spontanei: un testimonial esperto e competente nell’ambito del prodotto può far aumentare la fiducia dei consumatori.

Coinvolgere un cosiddetto “Evagelist” nella promozione di un software, tramite presentazione via eSeminar o tramite una video-intervista, porterà sicuramente benefici rivolti ad un target preciso e definito, piuttosto che puntare sulla diffusione a larga scala che raggiunge una massa indistinta di consumatori.

È fondamentale che il testimonial apprezzi realmente la nostra mission!

Statistiche

Una parte importante del lavoro di Social Media Marketing avviene dopo il lancio di una campagna: è vero che una buona pianificazione è amica delle performance, ma spesso si è costretti a partire al buio e in territori poco esplorati. Diventa così fondamentale la misurazione del nostro operato tramite l’analisi delle statistiche, per ottimizzare sempre di più le nostre future azioni.

Più che ai numeri ed ai record di visite, è importante capire:

  • quali sorgenti di traffico funzionano e quali vanno ottimizzate/eliminate
  • l’identikit dei nostri utenti per definire future profilazioni
  • le interazioni con i contenuti per comprendere cosa riproporre e cosa evitare
  • la distribuzione geografica e temporale degli utenti

Quest’ultimo punto riveste importanza in quanto ci dovrebbe fornire indicazioni utili sul “quando” muoversi: agire nel momento in cui il sito è più visitato. Se i lettori di un blog per animali mostrano la tendenza ad essere presenti online nel week-end, favoriti da una maggiore calma e disponibilità di tempo libero, è importante schedulare i post in quelle fasce orarie piuttosto che il Lunedi mattina. Viceversa, twittare nel fine settima su argomenti lavorativi potrebbe non invogliare un utente alla lettura.

Content Is King

Lo slogan che tanto piace a Google dovrebbe essere sempre tenuto a mente! Tutto ciò che è stato scritto fino ad ora non ha valenza sufficiente senza un buon prodotto su cui puntare o senza un marchio dalla sufficiente credibilità ed autorevolezza.

Investire in ciò che si offre e perfezionarlo con regolarità è fondamentale. Il PR più in gamba sarà abile a portare clienti al nostro locale, ma se il locale non è all’altezza i clienti fuggiranno; le risorse investite (a vuoto) nel PR avrebbero dovuto essere destinate alle migliorie del locale.

Anche i contenuti (post, tweet, ecc.) dovrebbero essere curati con la stessa attenzione, evitando errori di comunicazione, errori grammaticali, sviste di battitura, imprecisioni sull’informazione. Il bello del marketing virale è che la forza del messaggio esegue il grosso del lavoro, facendolo diffondere fra gli utenti in modo spontaneo.

Approfondimenti

Questo articolo rappresenta un primo passo a come approcciarsi al mondo dei Social Media per sfruttarne al meglio le potenzialità virali. È importante poi maturare una buona esperienza sul campo, dato che ogni prodotto fa storia a sé.

Approfondendo si possono scoprire le potenzialità dei più diffusi Social Network ed il loro linguaggio, imparare alcune strategie fondamentali di promozione ed apprendere le corrette metodologie di pianificazione (tramite studio di case history reali).

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N.b. quanto appena scritto è un esempio concreto di call-to-action!

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