Scrivere per il Web: intervista a Stas’ Gawronski

20 marzo 2006

«La scrittura “emotiva” che circola su Internet è piena di vita, e racconta la vita attraverso un linguaggio in grado di toccare le corde più profonde, coinvolgendoci pienamente»

Stas’ Gawronski, scrittore, è un profondo conoscitore dell’uso sociale del nuovo medium.

Dopo aver pubblicato un libro sulle associazioni no-profit (Guida al volontariato, Einaudi, 1997), in cui analizza anche l’uso delle nuove tecnologie nel lavoro sociale, ha partecipato a numerose esperienze di scrittura in rete, prima di diventare responsabile della comunità virtuale del portale Rai.it. Lo incontriamo per parlare del suo lavoro e della sua esperienza di scrittore online.

Sei il community manager del portale Rai.it. In che consiste il tuo lavoro?

Fino ad oggi il mio lavoro è consistito nella progettazione editoriale della nuova comunità virtuale del portale Rai.

Il lavoro riguarda soprattutto la costruzione dell’architettura dell’ambiente virtuale, delle funzionalità del sistema di gestione dei forum (che costituiscono il cuore della community) e, last but not least, l’organizzazione della comunità ovvero la definizione dell’insieme di regole di gestione e di convivenza virtuale che concorrono a creare l’identità della community e lo stile dei rapporti che intercorrono tra i partecipanti. Ti faccio un esempio: tra le regole di stile, abbiamo scelto di limitare l’uso dei nickname (che costituiscono una caratteristica fondamentale di altre comunità virtuali) e di promuovere la trasparenza degli interventi nei forum con l’indicazione del nome e del cognome degli autori dei messaggi.

Parlando di comunità virtuali, Franco Carlini ha detto: “In troppi hanno raccontato la favola che sull’Internet, per qualche strano motivo, le relazioni tra le persone potevano essere migliori e più ricche. Può succedere, ma succede anche il contrario e il mezzo non è automaticamente portatore di virtù dialogiche.” Qual è a tuo parere il futuro delle comunità su Internet?

Condivido il punto di vista di Carlini e, proprio per questo motivo, ho ritenuto necessario che la community di Rai.it avesse un’identità forte fondata sul tipo di servizi offerti e sulle regole di stile. La scelta di privilegiare i forum, piuttosto che la chat, e di prevedere la presenza di un moderatore/animatore per ciascun forum ha lo scopo di creare dei luoghi protetti in cui accogliere chiunque desideri confrontarsi, riflettere, condividere esperienze e opinioni su temi di rilevanza culturale e sociale, preservando la qualità della discussione da messaggi offensivi, fuori tema, pubblicitari o aggressivi e valorizzando le diverse linee di discussione con l’invito di ospiti e testimoni privilegiati. Le politiche di gestione della community sono fondamentali. Molte comunità, anche di portali importanti, sono contenitori di caos dove i forum sono bacheche prive di dialogo che trasudano solitudine, narcisismo e nevrosi.

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