Pop-up o non Pop-up?

20 marzo 2006

Qualità non quantità

Di fatto, la diatriba sui pop-up è mal posta da molti studiosi e analisti del mercato pubblicitario in Internet. Tutto il chiasso scatenato in Usa dalla decisione di iVillage (numerosissimi sono gli articoli a riguardo) ha dato per pacifico che i navigatori “odiano” i pop-up. Di fatto, degli studi precedenti e più scientifici hanno dimostrato proprio il contrario.

Come in tutte le cose, si tratta solo di una questione di quantità e non di qualità. I pop-up risultano odiosi quando sono troppo frequenti, troppo invasivi. Immaginate di guardare una partita di calcio e di vedere apparire ogni minuto uno spot televisivo. Nessuno sopporterebbe un “attacco” di questo tipo e la pubblicità diverrebbe così controproducente, dal momento che il programma perderebbe pubblico e quindi calerebbe anche l’audience della pubblicità.

Analizziamo attentamente i dati della ricerca di Dynamic Logic (datata 28-30 Settembre 2001) sulla percezione dello strumento.

  • Più della metà degli intervistati (413 soggetti scelti casualmente dal database della Dynamic Logic) ha dichiarato di avere un atteggiamento positivo nei confronti dei banner pubblicitari. Il 35% ‘apprezza’ gli skyscraper (banner 120×600).
  • Solo il 6% apprezza i pop-up e il 3% non disdegna gli interstitial (pagine intere che si aprono tra una pagina e l’altra di un sito, a mo’ di spot pubblicitario).
  • L’85% degli intervistati ha dichiarato di condividere questa affermazione: “La pubblicità è necessaria per mantenere in vita i siti web e per mantenerli gratuiti, anche se mi distrae da quello che sto facendo”.

Zoom sui pop-up

La ricerca ha mostrato che i navigatori considerano l’invasività dei pop-up al pari degli spot televisivi. Il telemarketing e il direct mailing sono considerati più fastidiosi dei pop-up.

Ovviamente l’esposizione ai pop-up ha un ‘tetto’. Il campione ha rivelato che la soglia massima è di 3 pop-up all’ora (72%).

È quindi evidente che non si tratta tanto di una questione di forma, quanto di una questione di quantità. Il pop-up viene ‘vissuto’ in maniera positiva, se dà informazioni su servizi utili e attinenti con le pagine che si stanno visitando e soprattutto se la sua frequenza non è eccessiva.

Federico Riva è dottore in filosofia. Esperto in tassonomia, Riva è oggi Content Director di Godado (www.godado.it), dove ha realizzato un Thesaurus di parole-chiave applicato al Web (brevetto depositato) . Riva è autore dall’anno 2000 di una newsletter di successo dedicata ai temi del web marketing (http://www.godado.it/cgi-bin/ht.pl).

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