Linux per vecchi computer

23 settembre 2009

Con il progresso tecnologico che procede senza arrestarsi, le potenzialità offerte dai computer aumentano costantemente. Nonostante ciò sono ancora molto diffusi computer datati, forniti magari di pochi MB di memoria RAM, dischi fissi che non superano i 10 GB, e processori che non offrono le stesse potenzialità dei modelli più recenti. In questo articolo vedremo quali sono alcune delle più complete soluzioni per mettere a punto un computer funzionale utilizzando hardware vecchio anche di diversi anni, sfruttando le poche risorse a disposizione.

Absolute Linux

La prima distribuzione GNU/Linux che trattiamo è Absolute Linux: si tratta di una distro derivata dalla celeberrima Slackware, destinata a processori i686 e simili, ed orientata ad un utilizzo nel settore desktop. È piuttosto leggera, ed offre un ottimo livello di compatibilità con la distribuzione da cui deriva: in questo modo è possibile utilizzare pacchetti per Slackware anche con Absolute Linux. Nonostante sia molto leggera e funzionale, presenta tutte le caratteristiche più importanti delle altre principali distro Linux, motivo per cui rappresenta una valida soluzione anche con macchine più recenti. L’elenco dei pacchetti inclusi, infatti, risulta piuttosto corposo, e questi ultimi sono costantemente aggiornati dal team di sviluppo di Absolute Linux.

L’ultima versione disponibile, la 13.0.1, è stata rilasciata verso la metà del mese di Settembre, ed ha introdotto la correzione di numerosi bug che affliggevano la distribuzione. L’immagine ISO pesa circa 700 MB, e l’installazione risulta piuttosto rapida; per semplificare tale processo è disponibile anche una guida dettagliata che segue l’utente passo dopo passo nell’installazione della distribuzione. Tra le caratteristiche più interessanti di Absolute Linux, inoltre, troviamo un pannello di controllo ben realizzato e che offre la possibilità di gestire comodamente tramite un’interfaccia grafica la maggior parte degli aspetti del sistema operativo.

Fluxbuntu

L’elenco delle distribuzioni derivate da Ubuntu sembra ormai senza fine, e ce n’è davvero per tutti i gusti: Fluxbuntu, ad esempio, è una versione notevolmente alleggerita della celebre distribuzione Linux per esseri umani, grazie soprattutto alla sostituzione dell’ambiente desktop GNOME, certamente non il massimo per risparmiare risorse sulla propria macchina, a favore di Fluxbox, molto più leggero e meno bisognoso di risorse. Per il suo funzionamento, infatti, Fluxbuntu necessita di soli 96 MB di memoria RAM per la modalità Live CD e 128 MB per la versione tradizionale, supportati da un processore con frequenza almeno pari a 1000 MHz. Insieme al sistema operativo vengono forniti alcuni dei principali software per svolgere tutte le più comuni attività, dalla realizzazione e modifica di testi, alla navigazione in Internet, dalla riproduzione di file multimediali alla comunicazione tramite la rete.

Figura 1: Il desktop di Fluxubuntu

Il desktop di Fluxubuntu

Nonostante Ubuntu sia giunta ormai alla versione 9.04 e si appresta ad un nuovo rilascio, gli sviluppatori Fluxbuntu sono fermi alla versione 7.10, ancora allo stadio di Release Candidate, anche se esistono rami di sviluppo della versione 8.10 e 9.04 ancora in piena fase di test e sconsigliati per un utilizzo quotidiano.

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