Lighttpd: un Web server leggero come un aereoplanino di carta

19 giugno 2007

Le conseguenze dell’installazione

Innanzitutto notiamo la comparsa di un nuovo utente, lighttpd, e gruppo, lighttpd: sono quelli che utilizzeremo per far girare il Web server onde evitare, per ragioni di sicurezza, i privilegi di root. Essi saranno necessari solo allo start up per mettere il server in ascolto sulla porta 80.

Proviamo ora a vedere dove si è cacciato Lighttpd:

 # which lighttpd
 /usr/sbin/lighttpd

Come era prevedibile lo ritroviamo in /usr/sbin/. Diamo inoltre una scorsa ai servizi in cerca del Web server:

 # chkconfig --list | grep lighttpd
 lighttpd        0:off   1:off   2:off   3:off   4:off   5:off   6:off

Eccolo lì bell’e pronto anche se impostato ad off in tutti i runlevel. Quando e se decideremo di avviarlo automaticamente, dovremo portarlo ad on nel o nei runlevel che ci interessano, ad esempio:

 # chkconfig --level 345 lighttpd on.

Dando uno sguardo al file system facciamo altre interessanti scoperte: prima di tutto la nuova directory /srv/www/lighttpd/ che sarà la document root di default del Web server, come potrebbe essere /var/www/html/ per Apache. Troviamo inoltre /etc/lighttpd/ contenente il file di configurazione lighttpd.conf con funzione analoga all’httpd.conf di Apache presente in /etc/httpd/conf/. In /usr/lib/lighttpd/ sono inseriti tutti i moduli installati mentre /var/log/lighttpd/ sarà destinata a contenere i file di log del Web server.

A questo punto non ci resta che editare opportunamente il file di configurazione ed avviare Lighttpd.

Configurazione del Web server

Come sopra accennato il file lighttpd.conf è la base di partenza per configurare il nostro server. La sua lettura consente di acquisire i primi rudimenti della sintassi usata da Lighttpd. Di seguito creeremo una configurazione minimale che ci consenta semplicemente di fornire pagine statiche e di loggare l’attività del Web server. Sempre meglio procedere per piccoli passi quando ci si muove in un ambiente nuovo: ci sarà spazio in successivi articoli per complicare le cose.

Partiamo rinominando il file lighttpd.conf (ad esempio lighttpd.orig.conf) per non pasticciare con il file originale e creiamone uno nuovo, vuoto, con il medesimo nome. Ora apriamolo con il nostro editor di testi preferito e cominciamo ad inserire le direttive necessarie ad ottenere la configurazione che ci siamo prefissati:

 server.modules = ( "mod_accesslog" )

Questa direttiva permette di caricare i moduli che vogliamo attivare all’avvio del server. Basta elencarli tra le parentesi separati da virgola. Nel nostro caso sarà sufficiente il modulo necessario al log degli accessi, mod_accesslog. Per un elenco completo dei moduli disponibili rimando alla documentazione ufficiale ed al file di configurazione originale.

Come anticipato specifichiamo un utente con cui far girare il nostro server evitando i privilegi di root:

 server.username  = "lighttpd"
 server.groupname = "lighttpd"

Mettiamo in ascolto il Web server sulla porta 3000 onde evitare conflitti con l’eventuale Apache già attivo sulla nostra Linux box ed indichiamo la posizione del file contenente il “process id” per gli script di avvio.

 server.port = 3000
 server.pid-file = "/var/run/lighttpd.pid"

Specifichiamo ora la posizione delle pagine che intendiamo rendere disponibili, la cosiddetta document root:

 server.document-root  = "/srv/www/lighttpd/"

Indichiamo la posizione in cui loggare accessi ed errori:

 accesslog.filename  = "/var/log/lighttpd/access_log"
 server.errorlog  = "/var/log/lighttpd/error_log"  

La memorizzazione degli accessi avverrà di default nel consueto formato CLF.

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