Le basi di JQuery

19 novembre 2007

Negli ultimi anni è stata rilasciata una mole quasi infinita di framework JavaScript, più o meno completi, realizzati per supportare nel miglior modo possibile lo sviluppatore web garantedogli non solo un più rapido sviluppo delle applicazioni ma anche, e forse soprattutto, la sicurezza di avere un’architettura che gli avrebbe garantito una completa compatibilità con tutti i principali browser moderni.

Esistono framework leggeri orientati a compiti specifici (tra i quali per esempio il DOM traversing, la creazione di interfacce per l’utilizzo di AJAX o la realizzazione di tabelle partendo da semplici file XML) e framework più complessi che non solo facilitano la scrittura di componenti specifici, ma modificano strutturalmente il modo in cui deve essere sviluppata l’applicazione client-side.

JQuery si inserisce tra quest’ultimi.

Secondo gli stessi sviluppatori infatti (JQuery is designed to change the way that you write JavaScript) JQuery è stato progettato per modificare il modo in cui si programma in JavaScript. Questo è senza dubbio vero. Le principali funzioni JavaScript (e i problemi ad esse associati) sono state sostituite da strutture più cross-browser che facilitano non di poco la vita di un coder.

Sempre secondo uno dei project-manager, JQuery permetterà di riassumere 20 righe di tedious DOM JavaScript in massimo 2 o 3 righe permettendo un risparmio di tempo e un guadagno in leggibilità.

Attualmente, l’ultima versione, rilasciata il 16 settembre, è la 1.2.1 che, nonostante la sua “giovane età”, presenta molte caratteristiche che rendono JQuery uno dei framework più stabili e più utilizzati in produzione su molti server web. Sul sito ufficiale del progetto sono presenti tre diversi file scaricabili:

  • un versione compressa con GZip, comoda da usare in produzione dato il suo peso in kb ridotto;
  • una versione “packed” per chi non può usufruire della compressione;
  • una versione normale da utilizzare in fase di sviluppo, debug e test.

Il sito web presenta anche comodi tutorial che facilitano la comprensione del framework sia per utenti alle prime armi con JavaScript e con architetture di questo genere, sia per programmatori esperti che possono in poco tempo apprendere ed utilizzare JQuery.

La principale innovazione portata da questo framework è la cosidetta chainability (traducibile, ma anche no, concatenabilità). Questa caratteristica, in quanto tutti i metodi di JQuery ritornano lo stesso oggetto sul quale è stato invocato il metodo definito dal framework, permette di concatenare metodi in un modo molto affine alla teoria della programmazione ad oggetti. Giusto per fare un esempio:

$(‘div#content’).addClass(‘current’).html(‘bla bla bla’).width(100);

Con questa semplice riga in realtà effettuiamo ben tre azioni concatenate che influenzano tutte lo stesso oggetto: il div con id uguale a content.

Il framework presenta 11 pseudo-componenti tra di loro integrati, ognuno delegato ad un compito preciso. Questo articolo (primo di una serie dedicata a JQuery) presenterà questi componenti da un punto di vista teorico, un passo necessario prima di inizare ad utilizzare la piattaforma, rimandando per gli aspetti pratici alla documentazione ufficiale.

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