Installiamo Linux, Apache, MySQL e PHP con i pacchetti precompilati

20 marzo 2006

Dopo aver LAMP: Installare Apache, PHP e MySQL in ambiente Linux (Linux, Apache, MySQL, PHP) scegliendo la via della compilazione dei sorgenti, affronteremo ora l’installazione tramite pacchetti precompilati. Quando si ha a che fare con software opensource, solitamente la licenza impone di rendere in qualche modo disponibili i codici sorgenti dei programmi, ma sicuramente non vieta di distribuire il software stesso anche come archivio già compilato e pronto all’uso, da cui il termine “precompilato”. Praticamente tutte le attuali distribuzioni GNU/Linux utilizzano un qualche strumento per la gestione di questi pacchetti precompilati, rendendo semplice e veloce l’installazione (ma anche la gestione e la rimozione) dei programmi.

Lo scopo dei primi paragrafi è capire quali siano i differenti vantaggi e svantaggi nella scelta di un tipo di installazione rispetto all’altra, mentre nel resto dell’articolo vedremo come ci si deve muovere a seconda del gestore di pacchetti utilizzato. In particolare, analizzeremo l’argomento dal punto di vista degli utenti

Mandrake, RedHat / Fedora o SuSE che utilizzano RPM, degli utenti Debian che utilizzano APT e degli utenti Slackware che utilizzano pkgtool.

Pro e contro dei precompilati

Utilizzare un precompilato significa saltare il processo di compilazione, e questo chiaramente porta con sè vantaggi e svantaggi. Innanzi tutto, il tempo impiegato per installare un pacchetto precompilato è solitamente inferiore rispetto alla compilazione (che può impiegare anche parecchi minuti). In secondo luogo, molti degli attuali gestori di pacchetti vanno a risolvere eventuali problemi dovuti a dipendenze non soddisfatte: alcuni software utilizzano librerie che devono essere presenti per il corretto funzionamento del programma stesso, per cui la loro eventuale mancanza andrebbe risolta, installando tutto quello che può servire. La compilazione manuale risulta talvolta addirittura frustrante a causa di questo tipo di problemi.

Sembrerebbe quindi che l’utilizzo dei precompilati ci fornisca una soluzione semplice e veloce, ed in effetti questo è quasi sempre vero. Sul piatto della bilancia dobbiamo però aggiungere il fatto che l’uso dei precompilati compromette la possibilità di avere un’installazione personalizzata: per poter utilizzare, ad esempio, un’estensione di PHP particolare, dobbiamo in parte affidarci alla fortuna e sperare che qualcuno abbia già compilato e reso disponibile in forma adeguata ciò che ci serve. Anche l’eventuale scelta di percorsi di installazione specifici ci viene concessa solo scegliendo la via della compilazione.

Il succo del discorso risulta quindi essere: personalizzazione o comodità? Nessuno ci vieta di scegliere un approccio “misto” installando, ad esempio, Apache e MySQL da pacchetti precompilati e PHP da sorgenti, nel caso in cui, per motivi di test, cambiassimo spesso le opzioni di compilazione. In questo articolo utilizzeremo esclusivamente l’installazione dei precompilati, mentre per la compilazione dei sorgenti si rimanda al LAMP: Installare Apache, PHP e MySQL in ambiente Linux.

Dove trovare i pacchetti

Molti software opensource vengono rilasciati dagli stessi sviluppatori sia sotto forma di sorgenti, sia sotto forma di precompilati, per cui il primo luogo in cui cercare è il sito del software in questione. Un’alternativa, apparentemente scontata ma comunque comoda, è il/i cd-rom della propria distribuzione: le attuali distribuzioni GNU/Linux vengono rilasciate con centinaia e centinaia di programmi fornendo quindi tutti gli strumenti che possono servire. Sicuramente Apache, MySQL e PHP si trovano sul cd della nostra distribuzione (a meno che non si abbia scelto una distro minimale o particolarmente esotica).

Altro punto in cui cercare, per scaricare eventualmente le versioni più recenti dei software, è il sito della propria distribuzione, all’interno dell’archivio della release “current”. Infine, è bene citare RPM Find, come motore di ricerca per i pacchetti RPM, e Linux Packages per i pacchetti tgz di Slackware.

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