Google Penguin: cause, effetti e soluzioni

18 maggio 2012

A distanza di oltre un anno dal lancio di Google Panda, rilasciato poi in Italia ad Agosto 2011, e dopo averlo perfezionato in successivi update, il 24 aprile Google ha annunciato una nuova modifica al suo algoritmo subito ribattezzata Google Penguin. E Google Penguin è un altro potenziale inflitto a tutti i siti che ricorrono a sovra-ottimizzazioni delle pagine e che cercano di costruire in maniera innaturale la loro rete di link.

Google Panda premiava tutti i siti che puntano sui contenuti di qualità, scritti in maniera naturale e spontanea (non automatica), e che ricevono “attestati di stima” da altri siti sotto forma di link altrettanto spontanei. Google Penguin colpisce invece altre pratiche: vediamo nel dettaglio le caratteristiche di questo aggiornamento, come rilevare eventuali penalizzazioni e come porvi rimedio nel caso il nostro sito fosse stato colpito.

Cos’è Google Penguin

L’aggiornamento è stato annunciato il 24 Aprile 2012 sul blog di Google Webmaster Central. L’annuncio riguarda il rilascio di un nuovo algoritmo volto a contrastare il fenomeno del keyword stuffing (la sovra ottimizzazione di parole chiave) e del link building innaturale. L’obiettivo è quello di premiare ancora di più chi utilizza tecniche lecite facendo attenzione ai contenuti. A differenza di Panda, il cui rilascio è avvenuto in maniera graduale, il lancio di Penguin è avvenuto simultaneamente a livello mondiale, con una stima media di incidenza sul 3% delle ricerche.

Quali sono gli effetti di una penalizzazione subita da Penguin? Per un sito web si traduce in una perdita significativa di posizioni e la conseguente diminuzione di visite ricevute. Nel caso in cui una pagina fosse ritenuta non idonea, sarà infatti l’intero sito ad essere penalizzato e non solo la pagina in questione.

Come rilevare la penalizzazione

Accorgersi di una penalizzazione può essere facile: la prima cosa è consultare un servizio di statistiche del traffico ricevuto da Google a partire dal 24 Aprile in poi, per verificare un eventuale anomalo calo delle visite e delle impression. Tramite Google Analytics possiamo ricavare questo dato dal percorso “Sorgenti di traffico / Sorgenti / Tutto il traffico” e individuare la riga con il valore “google/organic“; possiamo anche far tracciare questa riga e metterla a confronto con le visite complessive

Figura 1: un sito con evidenti cali di visite da Google
(clic per ingrandire)

Figura 1: un sito con evidenti cali di visite da Google

Possiamo anche mettere a confronto il grafico delle nostre visite con il trend di ricerca indicato su Google Trends o su Google Insight per accertarci che determinati cali di visite possano magari dipendere da un calo di interesse generale verso uno specifico tema.

Anche lo Strumento per Webmaster di Google può aiutarci a vedere chiaro consultando il grafico con il numero di query degli utenti che hanno mostrato le nostre pagine nelle SERP (percorso “Traffico à Query di ricerca“): un calo drastico di questi numeri può indurci a pensare ad una penalizzazione in corso.

Accertata la penalizzazione, dobbiamo passare alla controffensiva. Vedremo come nella pagina successiva.

Se vuoi aggiornamenti su Google Penguin: cause, effetti e soluzioni inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
 
X
Se vuoi aggiornamenti su Google Penguin: cause, effetti e soluzioni

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy