Data Destruction: cancellare dati in modo sicuro

7 marzo 2017

Ci sono molti casi in cui vogliamo essere ragionevolmente sicuri che nessuno possa leggere i dati contenuti nel nostro computer, anche quando abbiamo finito di utilizzarlo. Pensiamo, ad esempio, al caso in cui cambiamo computer, lo vendiamo, lo regaliamo o dobbiamo comunque cancellarne il contenuto in modo definitivo. La classica cancellazione dei file, ovvero trasferirli nel cestino e svuotarlo, così come la normale formattazione dell’hard disk, non sempre assicurano la cancellazione delle informazioni registrate, che quindi sono tecnicamente ancora raggiungibili. Ciò si deve al fatto che, quando eliminiamo un file, le locazioni di memoria su cui esso è scritto non vengono “cancellate”, ma semplicemente rese disponibili per la sovrascrittura in fase di memorizzazione di altri contenuti. Quindi, finchè le locazioni non sono effettivamente sovrascritte, il file rimane sul nostro supporto di memorizzazione, ed è quindi recuperabile (in modo nemmeno troppo complicato). Inoltre, anche dopo la sovrascrittura, alcune tecniche (molto più sofisticate) possono comunque consentire il recupero dei file “cancellati” in modo tradizionale.

Esistono casi in cui l’esigenza di eliminare definitivamente i file diventa un obbligo di legge: è il caso dei PC su cui sono memorizzati dati sensibili o giudiziari, secondo la vigente normativa sulla privacy. Si tratta principalmente di aziende private, pubbliche amministrazioni, ma anche professionisti che per qualche ragione lavorativa devono trattare queste categorie di informazioni.

Proprio il garante della privacy, già nel lontano 2008, aveva espresso le sue raccomandazioni in merito alla cancellazione sicura, fornendo le indicazioni su come e cosa fare. Sono indicazioni preziose, poiché le nostre informazioni possono essere molto più interessanti di quanto ci si aspetti e le attività di ricerca, anche nella cosiddetta e-waste, ovvero la spazzatura elettronica, sono molto frequenti e ormai altamente specializzate.

Nello specifico, gli utenti possono utilizzare tre tipologie di tecniche per considerarsi al riparo dal rischio di diffusione involontaria di informazioni, ovvero:

  1. utilizzare misure tecniche preventive, ovvero memorizzare i dati in modo che essi non siano accessibili da persone non autorizzate. In altri termini, utilizzare tecniche di cifratura automatica in fase di scrittura di file o utilizzare hard disk o supporti di memorizzazione completamente cifrati;
  2. smaltire hard disk e supporti magnetici trattandoli con sistemi di demagnetizzazione o deformazione meccanica, ovvero distruggere fisicamente i supporti. Ovviamente queste soluzioni sono da particolarmente utili nel caso in cui il dispositivo elettronico da sottoporre a smaltimento non sia più funzionante, e non siano pertanto applicabili le misure software;
  3. utilizzare misure tecniche di cancellazione sicura, ovvero software informatici che operano principalmente riscritture sull’intero supporto di memorizzazione e/o formattazioni di basso livello.

Nel seguito di questo articolo vedremo come utilizzare alcuni software specifici, efficaci principalmente su supporti di memoria quali hard disk o dispositivi esterni USB, tralasciando le tecniche più di dettaglio per altre categorie di supporto, quali smartphone, telefoni cellulari, CD e DVD.

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