Dai gTLD ai “.brand”

30 maggio 2013

I gTLD (generic Top Level Domain) o Domini Generici di Primo Livello, fanno riferimento a nomi a dominio la cui estensione è composta da un minimo di tre lettere e il cui scopo sarebbe, almeno teoricamente, quello di rendere immediatamente evidente la categoria di appartenenza del registrante o del relativo progetto online, faccia esso parte di o sia esso stesso un’organizzazione istituzionale o aziendale.

Per cui, ad esempio, il gTLD “.com” dovrebbe far riferimento a una realtà commerciale, il “.edu” ad un ente di formazione, il “.net” per gli Internet Service Provider e così via; per via di questa caratteristica i gTLD si distinguono dai ccTLD (Country Code Top Level Domain), formati da due caratteri e destinati ad identificare appartenenze geografiche.

Nonostante le motivazione alla base della loro concezione i gTLD, la cui fase iniziale risale alla metà degli anni ‘80, sono stati utilizzati fino ad ora in modo abbastanza libero da vincoli, per cui il criterio maggiormente utilizzato dai registranti è stato in genere la disponibilità del nome a dominio piuttosto che il settore di riferimento della relativa estensione. Questa tendenza costituirebbe però un limite alla “brandizzazione” dei generici di primo livello, un problema che potrebbe essere risolto attraverso i nuovi gTLD denominati anche “.brand” quando attinenti ad attività aziendali o organizzazioni che necessitano di riconoscibilità.

I nuovi gTLD

Il 12 gennaio del 2012, l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Domains and Numbers), cioè l’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa di stabilire lo standard per la gestione dei nomi a dominio, ha ufficialmente liberalizzato le estensioni per i gTLD.

Durante il primo Application Round sono state inoltrate ad ICANN oltre 1900 domande di registrazione di generic Top Level Domain, oltre 500 delle quali hanno già superato la prima fase di valutazione.Il lancio dei nuovi gTLD sta quindi diventando una realtà. Ma quali sono i vantaggi e quali i pericoli di questa nuovo universo digitale?

Sostanzialmente, l’introduzione dei “.brand”, così come degli altri gTLD, dovrebbe permettere una più efficiente gestione della propria identità in Rete consentendo un’identificazione immediata tra marchio o settore di attività e registrante; a questo scopo sarà possibile richiedere l’assegnazione di domini costituiti sia da caratteri ASCII (American Standard Code for Information Interchange o “Codice Standard Americano per lo Scambio di Informazioni”) che IDN (cioè caratteri non appartenenti all’alfabeto latino).

Nuovi gTLD: raggruppamenti

Nello specifico per i nuovi gTLD è stata prevista una suddivisione in quattro gruppi differenti: Marchi aziendali, Termini generici, Distribuzione geografica, Community.

1. Marchi aziendali

Scorrendo l’elenco delle estensioni richieste sarà possibile individuare stringhe come per esempio “.BARCLAYS”, “.CHEVROLET”, “.FERRARI” o “.OLYMPUS”, in questo caso il riferimento alla “brandizzazione” del gTLD appare evidente: un’azienda avrà la possibilità di utilizzare il proprio marchio come estensione in modo da incrementare la propria riconoscibilità on line attraverso il nome a dominio registrato.

Questo particolare tipo di stringhe potrebbe essere utilizzato anche per generici di primo livello relativi a prodotti ricollegabili ad un brand specifico, come per esempio un’applicazione o una piattaforma realizzata da una software house (si pensi ad “.OFFICE” richiesto dalla Microsoft o “.AWS” dalla Amazon) o un veicolo prodotto da una casa automobilistica (“.BUICK” per la General Motors).

2. Termini generici

È la suddivisione più popolata tra le estensioni richieste per i gTLD, fra le stringhe presenti in elenco vi sono per esempio “.AUDIO”, “.CARS “, “.CLOUD” e “.SHOW”; si tratta in particolare di termini riferiti a prodotti, servizi e oggetti di uso comune, estensioni che potrebbero risultare particolarmente utili nel caso in cui si voglia comunicare immediatamente l’elemento centrale della propria attività in Rete, questo perché il registrante potrebbe per esempio ritenere vantaggiosa per il proprio business l’associazione del marchio ad un termine immediatamente riconoscibile.

3. Distribuzione geografica

Sono previste stringhe riferibili a continenti (ad esempio “.AFRICA”), aree geografiche (“.QUEBEC”), etnie (“.SCOT”) o città (“.MELBOURNE”).

In questo caso i nuovi gTLD potrebbero essere utilizzati per legare un’identità online ad una determinata localizzazione, ponendo l’accento su caratteristiche identificative, come per esempio l’appartenenza, per diverse esigenze correlate ad un’attività culturale così come a strategie legate alla promozione turistica.

4. Community

Simile alla suddivisione riferita ai “Termini generici”, quest’ultima introduce estensioni come per esempio “.ART”, “.CATHOLIC” o “.MUSIC” che potrebbero fare riferimenti a elementi o tematiche in grado di produrre aggregazione e partecipazione, permettendo di dar vita a delle vere e proprie comunità.

Da notare che in alcuni casi termini generici, geografici o addirittura brand aziendali sono stati utilizzati per la formulazione di richieste relative a “Community” dato il loro potenziale richiamo a livello sociale.

I possibili vantaggi dei nuovi gTLD

Tenendo conto di quanto detto, i nuovi TLD potrebbero offrire in ogni caso alcuni interessanti vantaggi:

  • potrebbero incrementare la notorietà di un brand valorizzandolo;
  • offrirebbero una nuova opportunità di comunicazione e di costruzione del brand;
  • permetterebbero al proprietario del brand di averne un controllo totale in quanto è egli stesso a definire la regole per il suo utilizzo;
  • fornirebbero maggiori occasioni per la fidelizzazione degli utenti attraverso la creazione di community raccolte intorno ad un brand;
  • incrementerebbero il livello di protezione di un brand dalle speculazioni e accrescerebbero il clima di fiducia intorno ad esso.

Naturalmente, la sola registrazione di un nuovo gTLD non potrebbe costituire un’opportunità se non inquadrata in una specifica strategia di promozione aziendale o in assenza di un partner in grado di gestire adeguatamente la necessaria infrastruttura tecnica.

Come Register.it supporta i clienti nella protezione del brand in questa fase.

Riguardo alla gestione dei rischi connessi ai nuovi gTLD, Register.it offre il servizio di Trademark Clearinghouse, per il quale ha recentemente ricevuto la certificazione di agente accreditato, e un servizio di monitoraggio e reportistica stilato sulla base di un brand aziendale, della sua presenza sul territorio e del relativo settore di attività, ivi compresa la categoria merceologica di riferimento.

Trademark Clearinghouse

Il Trademark Clearinghouse è il più importante servizio di protezione del marchio creato da ICANN in relazione al lancio dei nuovi gTLD.

  • Questo servizio permette infatti ai possessori di marchi registrati di includere il proprio marchio all’interno di un database centralizzato gestito dal Trademark Clearinghouse. Dopo una verifica accurata da parte del Clearinghouse Trademark stesso, il possessore del marchio avrà il diritto di registrare il nome a dominio corrispondente al marchio durante il Sunrise Period, ovvero la fase di prelancio di ogni nuovo gTLD appositamente pensata per salvaguardare questa categoria.
  • In seguito alla conclusione del Sunrise Period, il possessore del marchio i cui dati sono conservati nel database centralizzato saranno inoltre allertati ogniqualvolta verrà registrato un nome a dominio corrispondente al marchio, così da poter attivare subito una disputa nel caso in cui si voglia tempestivamente tutelare i propri diritti.
  • Allo stesso modo, chiunque stia richiedendo la registrazione di un nome a dominio contenente il marchio incluso nel database del Trademark Clearing House riceverà una notifica per segnalare la presenza di quel nome nel database. In questo modo, il registrante potrà essere avvertito in tempo reale della possibilità di lesione dei diritti del possessore del marchio per mezzo di tal registrazione.

Register.it supporta al proprietario del marchio registrato offrendo consulenza strategica sulle opportunità che i nuovi gTLD possono offrire, garantendo elevati standard qualitativi del servizio.

Servizio di monitoraggio

Il report fornisce una panoramica introduttiva sui nuovi generici di primo livello per poi mettere a disposizione un’analisi delle richieste pervenute all’autorità di gestione; il potenziale registrante riceverà le indicazioni relative alle opportunità derivanti da un’assegnazione così come sui rischi derivanti dalle eventuali azioni della concorrenza.

Nello specifico, i rischi riguardano non soltanto l’eventuale perdita di un gTLD brandizzato in seguito a semplici azioni competitive sempre possibili nel quadro di una liberalizzazione, ma anche abusi che potrebbero evolvere fino al vero e proprio Cybersquotting tramite accaparramento di marchi appartenenti a terzi.

Si avranno così doversi livelli di rischio che verranno utilizzati nel report di Register.it ai fini della valutazione:

Livello di rischioDescrizione
alto rischiosi manifesta nel caso di una richiesta da parte di terzi relativamente ad un brand esistente ma privo di tutela
rischioriguarda la richiesta da parte di un concorrente di un gTLD associato ad un’estensione generica ma attinente ad una specifica categoria
neutraleattiene alla richiesta riguardante un categoria diversa da quella di propria competenza
opportunitàconsiste nella selezione di estensioni libere che potrebbero rivelarsi vantaggiose per il proprio business
forte opportunitàprevede l’identificazione di gTLD in grado di fornire un plusvalore per l’attività d’impresa

Il report consentirà quindi di prendere delle decisioni sulla base di informazioni dettagliate riguardanti i costi e i benefici derivanti da un’eventuale assegnazione.

Conclusioni

L’introduzione dei nuovi gTLD, e in particolare dei cosiddetti “.brand”, potrebbe rappresentare un’opportunità e nello stesso tempo un rischio; attraverso il servizio Trademark Clearinghouse e di Monitoraggio, Register.it supporta i propri clienti nella scelta della strategia migliore per la protezione e promozione del brand aziendale nella nuova era digitale.

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